17 pensieri su “Vapori rosati…”

  1. Passata l’euforia seguente al commentario ritrovato, ne approfitto per esternare, e già. E passo al noto battito di mani. Infatti, mentre di là (le Parrucchiere) mi aveva coinvolto… la prosa, qui mi coinvolge l’opposto, la sintesi. Bella l’idea base di questo post e anche il modo come è svolta: il tipo di comunicazione, immagine e citazione, la suggestione dell’aura – il rosa…. Immagine tanto muta da essere più che eloquente… aperta perchè ciascuno possa farci sopra il suo discorso… 🙂
    (Ho fatto casino, dai, ma non è pasta e fagioli, fa’ finta di avere capito…)

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    1. Caspita, nei miei quasi 20 anni di blog non ricordo nessuno che lo abbia capito e descritto così bene questo mio modo di comunicare in sintesi. Complimenti davvero, mi hai regalato una scarica di adrenalina. È proprio questo il mio fine, regalare al lettore un input in modo che possa interpretare la scena come vuole. Se poi il lettore è in sintonia con il mio sentire lo interpreta come me. È un dire e non dire.. che non tutti capiscono perché bisogna trovare il tempo per riflettere e cogliere sensazioni. Questi miei post anni fa erano molto frequenti poi però … Beh, una volta o l’altra ti racconterò perché smisi di pubblicarne e addirittura distrussi il blog. Sono post con il tag “sensazioni” e a me piacciono con il sottofondo musicale che si aziona lì a sinistra, con il lettore musicale. Grazie di nuovo Guido, oggi ho conosciuto una persona speciale che avrà un posto di rilievo tra le mie preferenze 💕… Tu

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        1. Beh, sono una creativa… un po’ come te. A volte metto foto, altre volte ricette, altre volte racconto.. a volte mi zittisco e vado in ombra anche per periodi lunghi (sono tornata da poco fa un annetto di silenzio).. se fossi una curva matematica sarei una sinusoide

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  2. Sull’immagine “parole non ci appulcro”, come avrebbe detto il padre Dante, mentre su Baudelaire ti dico che mi ha fatto venire in mente la descrizione di d’Annunzio della luna che pendeva come una lampada rosa (nel “Cerusico di mare”: (“Nel cielo di ottobre, quasi a fior delle acque, la luna piena pendeva come una dolce lampada rosea”). Immagine magnifica, tutta del vate, certo, mica dei marinai del trabaccolo Trinità.
    L’associazione di testo (di solito breve) e immagine ha una sua tradizione che risale già al Cinquecento (e pure a prima): mi riferisco agli emblemi (o se vuoi ai cartigli araldici). Beh, un giorno approfondiremo… grazie di tanti spunti di riflessione!

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    1. grazie a te di questo splendido approfondimento culturale che apprezzo tantissimo. Non immaginavo che già nel Cinquecento si associassero testi brevi ad immagini. Quante cose della cultura letteraria non ricordo più.. su d’Annunzio…chapeau

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