Tuttomondo

Tuttomondo” a Pisa – Keith Haring

Oggi vi voglio parlare della mia città: Pisa, e delle sue opere d’arte.

Tra i tesori più nascosti di Pisa c’è sicuramente il gigantesco murales di Keith Haring. Il coloratissimo “Tuttomondo“si trova nel centro storico, a due passi dalla stazione, ed è una delle poche opere del writer statunitense che si possono ammirare in Italia: dipinta nel 1989 sulla parete esterna della canonica della Chiesa di Sant’Antonio Abate, con l’aiuto di alcuni studenti, è una vera esplosione di vitalità e di colore.

Il tema è quello dell’armonia e della pace nel mondo, visibile attraverso i collegamenti e gli incastri tra le 30 figure che, come in un puzzle, popolano i centottanta metri quadrati della parete.

Ogni personaggio rappresenta un diverso aspetto del mondo in pace: le forbici “umanizzate” sono l’immagine della collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che stava già mangiando la testa della figura accanto, mentre la donna con in braccio il bambino rimanda all’idea della maternità e i due uomini che sorreggono il delfino al rapporto con la natura.

Tuttomondo è anche l’unica opera di Haring che viene concepita sin dall’inizio come permanente, non effimera e destinata a scomparire, infatti l’artista impiegò una settimana per eseguirla, quando di solito realizzava i suoi murales in un solo giorno.

Niente di più attuale.

[immagine e notizie sono state tratte dal web]

Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

28 pensieri su “Tuttomondo”

        1. i pisani sono nemici di tutti, a cominciare dagli acerrimi nemici livornesi, ma anche con i fiorentini sono sempre state lotte e botte da orbi. I lucchesi dirottarono il Serchio per non aver a che fare con Pisa… in pratica si sono fatti terra bruciata intorno. I pisani credo siano gli unici che quando entri in un bar nessuno ti saluta. Meno male che io ho anche sangue misto fiorentino nelle vene 🙂

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          1. Che bello questo spaccato dei campanili toscani! Qualcosa di simile succede qui a Bologna, soprattutto con modenesi (cfr. “La secchia rapita” di Tassini) e i ferraresi. Oh, retaggio di un mondo non globalizzato in cui tutto, come in un sistema, reggeva poi benissimo.
            Al di là di questo ti dico che ho due cugini empolesi: mio zio si era trasferito lì e i figli sono nati naturalmente nel quadrilatero. Quando s’andava a trovarli, si prendeva appunto la strada per Pisa.
            Dante non ci è andato leggero con i pisani: “Ahi Pisa, vituperio de le genti / del bel paese là dove ‘l sì suona” (Inf. XXXIII 79-80). Ma forse solo per il conte Ugolino…

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              1. Ah, può essere io sia passato, anche se adesso è tanto tempo che non vado più a Empoli dai cugini. Prima o poi sarà bene che un salto lo si faccia: il quadrilatero mi attende!
                Dante ce l’aveva un po’ con tutti. Certo, col “vituperio de le genti” non ci è andato molto leggero. I bolognesi li chiama ruffiani. Già, che dire? Meno male che tutti siamo di passaggio!

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