la sindrome di Procuste

Procuste, nella mitologia greca, era un locandiere che gestiva una taverna in cui offriva alloggio ai viandanti, nascondendo la sua vera natura sadica e cattiva.

Procuste possedeva un letto dove invitava tutti i viaggiatori a coricarsi. Durante la notte, quando i malcapitati dormivano, ne approfittava per imbavagliarli e legarli. Se la vittima era alta e piedi, mani e testa le sporgevano dal letto, procedeva a tagliarli. Se la persona era bassa, la stirava, rompendole le ossa per far quadrare le misure.

 Questo personaggio oscuro perpetrò le sue azioni macabre per anni, finché non giunse un uomo molto speciale: Teseo. Come sappiamo già, questo eroe aveva acquisito fama per aver affrontato il Minotauro dell’isola di Creta e per esser diventato in seguito il re di Atene. Si narra che, quando Teseo scoprì ciò che quel sadico faceva di notte, decise di sottoporre Procuste allo stesso supplizio che imponeva a tutte le sue vittime.

 Da allora, si è diffuso questo avvertimento a titolo di proverbio: 

Fa’ attenzione, ci sono persone che, quando vedono che hai idee diverse o che sei più brillante di loro, non ci pensano due volte a metterti sul letto di Procuste

Chi è affetto da sindrome di Procuste ha un’invidia aggressiva celata nei confronti degli altri in ambito affettivo, sportivo, politico o lavorativo.

 Chi soffre della sindrome di Procuste quando si trova di fronte ad una persona brillante, intraprendente, creativa e in grado di superarlo in qualche aspetto, non esita a escogitare mille stratagemmi e vili sotterfugi per annullarla, umiliarla e relegarla in un angolo dove smetta di essere “un rischio” e/o dove non può intaccare il suo sentirsi inferiore. 

Niente di più attuale! Oggigiorno funziona spesso in questo modo.

[info e immagini dal web]

Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

30 pensieri su “la sindrome di Procuste”

  1. Terribili queste persone! A scuola la maggior parte dei miei compagni di classe erano così e ne ho conosciuto tantissimi anche fuori, vogliono solo annullare il prossimo con le loro azioni e sono pronti a tutto pur di raggiungere i loro vili scopi 😰

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          1. Ho visto anche insegnanti bullizzate da un cattivissimo compagno di classe, terribile…
            Ho ancora qualche trauma di quel periodo, la timidezza e la paura di espormi mi è un po’ rimasta, grazie al blog sto imparando a superarli

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            1. con certi ragazzi agitati è dura..ci vuole l’elmetto e il coltello tra i denti 😉 ..ma una volta finita la battaglia resta una bella condivisione in classe 🙂 Fai bene con il blog a cercare di aprirti, ma lasciati sempre una parte di tempo per il mondo reale, perché anche qui ci sono dei rischi, non è tutto rose e fiori..ci sono menzogne e gente cattiva che si maschera da agnellino

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  2. Purtroppo ho conosciuto anch’io parecchi di questi loschi figuri. Sono tuttavia arrivato a questa conclusione: occorre tagliare i rami secchi. Non è facile, ma non si deve fare. La mitologia ha in sé sempre un insegnamento attualissimo. Grazie di averci ricordato questa terribile e macabra figura.

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    1. penso che oggigiorno più che nel passato ci sia scarsa condivisione tra individui, poca solidarietà…non siamo più abituati a cum.-dividere, ognuno chiuso nel proprio mondo fatto di cellulari e futilità. Dovremmo ricercare una dimensione più umana. Io, nel mio piccolo, intanto ho lasciato Facebook perché non potevo più leggere tutto quell’odio e l’arroganza che riempie i post della gente

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      1. Il mondo dei social è la magnificazione del narcisismo. Ho provato a scriverlo in uno dei miei articoli, “l’ombra di Narciso“. Occorre grande equilibrio per non cadere nella trappola della rete, tuffo pericoloso nei cristalli liquidi della nostra vanità.

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            1. peccato non si possa commentare… Quello che descrivi è proprio lo specchio delle vanità da cui io rifuggo. A parer mio qui sul blog è un’altra storia.. non lo pensi anche tu? Forse è anche perché in qualche modo si mantiene un certo anonimato

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                1. eppure ci sono andata seguendo il link e ci son anche ritornata, ma niente commenti, pazienza.. quello che penso te lo scritto qui, … sono passata attraverso una gogna mediatica …e non ti dico altro >:-(

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                2. Non so dirti: sono i misteri del web! Comunque, la cosa che mi preme dirti è che sono contento che tu, proprio come Narciso, ti sia rispecchiata nel mio articolo.
                  Mi auguro che la gogna che tu hai dovuto subire sia ora solo un tassello della memoria, un ricordo tra i ricordi.

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                3. Un ricordo decisamente brutto e doloroso. Nel web la gente è libera di dire quello che vuole e questo è un pregio ma anche un grande difetto. Se gli haters ti si scatenano addosso non hai scampo, anche se hai detto la cosa più vera del mondo. Strumentalizzazioni…

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  3. In effetti il contesto scolastico forse è quello che più si presta; io devo essere onesta, sul lavoro è un fenomeno che ho visto meno, forse perché con l’età adulta di impara a difendersi un po’ meglio, ma a volte mi viene da pensare a che origini abbia questa invidia cocente. Un mio ex compagno di classe, i cui genitori non gli permettevano di vedere cartoni violenti (e per cartoni violenti intendo roba tipo l’uomo tigre, sanguinoso, per l’amor del cielo, ma che avevamo visto tutti), di avere videogiochi, era un tipo del genere. Aveva sviluppato una tale 8nvidia per queste piccole cose che negli anni mi sono sempre sentita intristita per lui, anche quando ha provato a colpirmi (nessuna conseguenza, ero sufficientemente spiccia da non farmi problemi).

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