36 pensieri su “e dopo?”

  1. Dipende tutto da come affrontiamo giorno per giorno la vita stessa, fatta di storia per il passato e da ipotesi per il futuro. Ma sostanzialmente siamo noi stessi che costruiamo ciò che ci rassicura di più. In fondo, se non ci sono altri problemi, siamo così attaccati alla Vita che difficilmente faremo in modo che la corda si spezzi.

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  2. Dipende sempre da che cosa c’è ai due capi della corda, la quale, comunque, dovrebbe essere aggiustata prima che si arrivi a quel piccolo filo che la tiene ancora assieme. Andrebbe protetta, la rottura della corda, non appena si inizia a vedere la prima sfrangiatura. Quando si arriva alla rottura completa, le cose se stanno ai capi che sono stati tesi, potrebbero cadere e rompersi del tutto.

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  3. Questa tua domanda mi fa venire in mente una poesia di Pascoli, forse non troppo nota, intitolata appunto “Dopo?”. Racconta di una nonna, una cucitrice, che racconta al nipote “la novella”e quello chiede sempre: “Dopo?”, finché non si addormenta. Metafora, certo, della curiosità tutta fanciullesca che si risolve nel sogno, mentre la nonna sa bene che cosa ci sia dopo. Disillusione o realismo? Sogno o fantasia? Unica cosa certa è che non ci si può fermare sulla soglia.
    Grazie di queste riflessioni!

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