Semplicemente noi

Quella che voglio raccontarvi stasera è una storia semplice. Una storia da leggere se si ha qualche minuto da dedicarci. Non è una storia da un “like” e via… prima di leggere bisogna sintonizzare il cuore Ecco, ve la regalo…

E’ da un annetto che conosco Moira. Come dite?  “Chi è Moira?”. Eccola!

Moira

Dai, però, un attimo che vi racconto! 😉 Moira è una paesana, ma sebbene il paese sia piccolo, io non l’avevo mai conosciuta ed è per caso che un annetto fa l’ho incontrata.  Ci siamo trovate gomito a gomito ad un evento che si svolgeva vicino a casa mia e di punto in bianco è nata un’amicizia. Moira non è altissima, ma nemmeno bassa, direi che è un po’ tipo la Ferilli, ma è toscana e forse…o meglio, sicuramente, è un po’ più alla buona rispetto a lei 🙂 però ha un sorriso che le assomiglia, questo è poco ma sicuro. Quella sera eravamo davanti ad un tavolino imbandito per un rinfresco e i nostri sguardi all’improvviso si incrociarono: fu allora che vidi due occhioni verdi come l’acqua limpida di un lago di montagna, illuminato dalle prime luci del mattino. I capelli neri, arricciati e un po’ arruffati  come quelli di chi, sebbene non dedichi troppo tempo alla loro cura, li aggiusta con la consapevolezza di chi sa che devono incorniciarle bene il viso, valorizzandolo. Ebbene sì, Moira ha carisma… sarà perché a scappa tempo fa l’attrice, ma sarà anche perché è un counselor  ed esercita questa professione da qualche parte, a ben pensarci io non ho mai saputo dove, ma questo poco importa, è una counselor e basta. Quella sera mi disse: “Strano non esserci conosciute prima” e me lo disse sorridendo e alzando il bicchiere con il frizzantino che spumeggiava allegramente sull’orlo del calice. Beh,era vero, non ci eravamo mai viste ma fin da quel momento sentivo un feeling con lei. Tra me e me mi dissi che era normale sentire un feeling con una che di mestiere cura le relazioni interpersonali e giuro che in quell’attimo quasi quasi mi sentii a disagio, come fossi sdraiata nella sedia di uno psicanalista. Io, a dire il vero, non sono una che coltiva amicizie, aspetto sempre che la gente mi cerchi, allora rispondo, altrimenti sono un po’ “orsa” e resto nella mia tana senza soffrire mai la solitudine.  Ma la nostra amicizia al femminile è stata così, leggera come una bollicina del prosecco, è stata un “Come stai?” spedito via whatsapp qualche volta sul cellulare, è stata un abbraccio dopo una bellissima rappresentazione teatrale in cui Moira era una dei personaggi principali, è stata un sorriso alle riunioni delle consulte in comune, mentre i nostri occhi ammiccanti si capivano e condividevano in modo tacito le stesse idee.  Una volta, durante il lockdown, Moira mi telefonò, mi disse che partecipava ad una iniziativa che aveva l’intento di far sentire meno sole le persone e che per far ciò bisognava dedicarsi del tempo e raccontarsi storie. L’iniziativa si chiamava: “Una storia al telefono”.  Beh, io le raccontai una delle mie storie; una storia di ricordi di paese, …un racconto di uno spaccato di vita quotidiana in un paese di altri tempi. Lei mi ascoltava in silenzio e ogni tanto mi chiedeva qualcosa in modo empatico,  accompagnandomi nella narrazione. Poi alla fine mi ringraziò e lo fece col cuore, io lo sentivo, era davvero contenta di aver passato del tempo con me…in quella sera di fine febbraio quando nei nostri cuori si sentiva la paura anche di vivere. Piccola grande Moira!

Ebbene, questa è una storia semplice e ve l’ho voluta raccontare così, semplicemente.