Ghirigoro

  Erano anni e anni che quella coperta bianca, fatta ad uncinetto, era ferma lì, incompiuta, in fondo ad un armadio in un sacco di plastica trasparente. Eppure ci avevo lavorato così tanto! Anni!  Non mancava molto a finirla, ma da che mi ero sposata, con il lavoro e con i  figli c’era stato sempre tanto altro da fare e quella era rimasta un’opera incompleta. Mi ero detta che tanto le coperte di cotone bianco, fatte ad uncinetto, non erano più di moda e mi ero anche detta che non era un copriletto pratico da usare, perché troppo pensante e che facilmente si sarebbe macchiato; fatto sta che lo avevo abbandonato con quel senso di fallimento che ti prende quando hai messo tante energie nel fare un bel lavoro e poi, alla fine, hai desistito mollando amaramente sul finale.

  Ma poi è arrivato il lockdown e mi sono ritrovata a gingillarmi con tutti i miei vecchi hobby, allora un giorno ho ricercato l’uncinetto e la scatola del cotone bianco che avevo messo da parte e mi sono messa all’opera. Incredibile che dopo una trentina e passa di anni mi ricordassi ancora i punti, ma magicamente è successo anche questo e non vi dico come sono rimasta stupita della mia memoria 🙂  In un mesetto di lavoro ho terminato i motivi che mancavano, li ho cuciti al posto giusto e poi ho anche fatto la trina laterale.   Naturalmente il cotone nuovo era bianco lattato e quello vecchio della coperta si era ingiallito, allora, con qualche attenzione, ho lavato e candeggiato i merletti completando l’opera.

  “Cosa fatta capo ha” diceva mia madre, che di proverbi ne sapeva molti 🙂

  Se poi non conoscete questo proverbio, basta dirlo che alla prossima ve lo spiegherò, intanto vi mostro la coperta, mi piace dare i nomi ai miei lavori, questa l’ho chiamata Ghiricoro, ma avrei dovuto chiamarla la tela di Penelope, che forse era meglio  🙂

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