Il ponte del diavolo

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[Ponte del Diavolo – foto @ Alidada]

Ogni tanto ci ritorno e tutte le volte resto per un po’ a bocca aperta ad ammirare lo spettacolo. Ieri sono transitata proprio di lì, nei pressi del meraviglioso ponte della Maddalena, detto anche Ponte del Diavolo, vicino a Borgo a Mozzano nei pressi di Lucca.

Questa perla dell’ingegneria è sempre stata associata a vari racconti più o meno fantastici, ma quello che mi sembra più conosciuto è questo, ve lo trascrivo:

  Il Ponte della Maddalena è comunemente identificato come “Ponte del Diavolo”. Come molte altre imprese che  parevano impossibili, la leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al diavolo, il quale vien poi truffato in vari modi. La leggenda narra del capo muratore impegnato nella costruzione del Ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa opera, date le continue ed impetuose piene del fiume Serchio. Una sera preso dalla disperazione cominciò a pronunciare sacrilegi tali da evocare Satana. Allora il Diavolo disse al capomastro che avrebbe completato lui stesso l’opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il Ponte. Il capo muratore accettò e la costruzione fu ultimata. Il capomastro, disperato per l’imminenza del pesante tributo al Diavolo, corse dal Parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogitò uno stratagemma: fece attraversare il Ponte ad un cane, il Diavolo infuriato per il gesto scaltro lo prese e si buttò nelle acque del fiume senza mai più farsi rivedere. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre che rappresenti il diavolo che ancora cerca l’anima del capocantiere. Si dice anche di poter osservare sul fondo del fiume il corpo pietrificato del povero animale.

Ecco qua… ora potete pensare quello che volete 😉

Buon mercoledì a tutti.

L’evoluzione pedagogica

Quando cominciai ad insegnare matematica (praticamente nel giurassico) avevo in classe tanti bimbi che, nonostante venissero dalle campagne e che d’inverno odoravano del fumo delle stufe a legna, di solito studiavano tanto e s’impegnavano con volontà.

A quel tempo i genitori, dal canto loro,  erano rispettosi degli insegnanti e della scuola, lavoravano sodo e facevano sacrifici ma erano felici e ottimisti perché erano convinti che i loro figli sarebbero stati educati al meglio.  In classe si affrontavano compiti spesso difficili e non c’erano alternative: si doveva studiare e basta.

Io, sognatrice spudorata, pensavo che nel futuro lo sviluppo della scienza e della tecnologia avrebbero portato chissà quale miglioramento nel livello di apprendimento, specialmente della matematica. Immaginavo le calcolatrici..i computer… le nuove scoperte.. e sognavo ad occhi aperti un nuovo mondo pieno di studenti super-bravi e stra-interessati.

Poi non so cos’è successo… proprio non lo so davvero…. ma qualcosa deve essere andato storto, anche se non ho capito che cosa…

evoluzione pedagogica

Ebbene, le cose sono andate proprio così, come in questa vignetta, fatto sta che adesso trascorrere le serate festive a correggere le verifiche scritte io non lo sopporto proprio più..e questo è tutto. 😦

#poveramatematica, #wquotacento #pensionetibramo

 

 

 

Cavolata variopinta

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Oggi ho voluto fare un esperimento 😉 Avevo dei broccoli e una vaschetta di cavolfiore di 3 colori: viola, giallo e bianco. Ebbene, ho scottato per pochi minuti le cimette di cavolfiore e broccoli in acqua bollente salata, poi le ho lasciate raffreddare, intanto ho steso una confezione di pasta sfoglia in una teglia, l’ho salata e bucherellata con i rebbi di una forchetta, poi ho aggiunto le verdure e ho insaporito il tutto con una grattata di noce moscata, una spolverata di parmigiano grattugiato, qualche pezzettino di pomodoro secco sottolio e infine l’ho messa in forno caldo ventilato a 180° per qualche minuto, solo il tempo di far gonfiare la pasta sfoglia. E’ stata davvero una bella pensata e i commensali hanno gradito molto. Un piatto salutare e anche molto scenico 😉

Ecco fatto! yes

Buon venerdì a tutti

Flower X

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[foto @ Alidada]

Casualmente, passeggiando per le vie di paese, ho visto questa pianta e subito, presa dalla curiosità, l’ho fotografata. Trovo che sia stupenda nella sua “semplicità”.

Sì, ma è una pianta “semplice”? Non saprei… Io dico “semplice” perché mi sembra “poco evoluta”. Intanto non so se è un fiore o una infiorescenza, so che è un arbusto enorme e coloratissimo e che sotto le luci dell’imbrunire faceva un effetto straordinario.

Sono convinta che sia una pianta antica e che si vede di rado.  Il signore che aveva messo fuori il vaso perché la pioggia lo irrorasse mi ha detto che non sa di cosa si tratti ma che anno dopo anno raccoglie i semi e a marzo li risemina nei vasi.. dopodiché le piante crescono a dismisura raggiungendo quasi due metri di altezza.

Mi hanno promesso i semi…staremo a vedere 🙂 intanto l’ho chiamata Flower X

 

 

Torta di mele senza burro né latte

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[Torta di mele senza burro e senza latte]

Ingredienti:

2 uova

12 cucchiai di zucchero

12 cucchiai di farina

12 cucchiai di olio di semi

12 cucchiai di latte di soia (o di riso)

una bustina di lievito

una scorzetta di limone grattato

1 bustina di vanillina

2 mele tagliate a dadini e una mela tagliata a fettine.

Procedimento.

Mescolare bene tutti gli ingredienti, cominciando da uova e zucchero e aggiungere via via il latte, l’olio, la farina, il lievito, la scorza di limone, la vanillina e infine la farina.

Quando l’impasto è ben omogeneo inserire la mela a cubetti e travasare in una tortiera rivestita di carta forno.  Le fettine di mele vanno sistemate sopra l’impasto, per decorazione e vanno cosparse con un pochino di zucchero (io uso quello di canna).Cuocere in forno per una quarantina di minuti a 180°.

Semplicissima, salutare e molto buona. Non serve nemmeno la bilancia e gli ingredienti sono sempre a portata di mano in tutte le dispense, non c’è da andare a fare spesa..

Indicata in special modo per chi è intollerante al lattosio, ma anche per le merende dei bambini e per la colazione dei grandi..oltre che per accompagnarla ad una tazza di the nel pomeriggio. 16

Io l’ho appena sfornata, eccola lì 😉

Buon giovedì a tutti.

 

 

A km.zero

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Qui dalle mie parti si trovano gli ortolani che hanno le coltivazioni e vendono direttamente ai clienti. Io mi servo da un’azienda agricola che produce principalmente patate (che sono molto rinomate per le loro proprietà salutari), ma anche verdure di tutti i tipi e infine ha anche un po’ di frutta.  Basta che invii un messaggino via whatsapp  e loro arrivano a casa mia con la cassetta piena di ortaggi freschi di giornata; verdura che hanno a disposizione. e che il cliente non sceglie,… nel senso che si prende quel che c’è. Questa volta ho 7 chili di carote, spinaci, broccoli, verza, cavolo nero, porri, finocchi e cavolfiore. Spesa: 15 euro. (Prima spendevo 2 euro al chilo, ora è rincarato un pochino per via del maltempo che ha rovinato le coltivazioni).

Il vantaggio di comprare a km zero è principalmente l’assicurazione di avere un’ottima qualità del prodotto che viene garantito da un’azienda biologica, ma il vantaggio è anche che ti ritrovi direttamente a casa quel che serve, senza che tu debba andare a comprare chissà dove roba di dubbia provenienza.

Dall’altro canto lo svantaggio è che uno si deve subito attrezzare con le ricette calibrate sulle verdure che ti ritrovi, in modo da non sprecare niente, altrimenti l’acquisto non avrebbe proprio senso.  Funziona un po’ al contrario di quanto si fa di solito che uno ha in mente una ricetta e compra gli ingredienti, invece, in questo caso hai gli ingredienti e devi trovarti la ricetta giusta.

La volta scorsa le carote avevano molte foglie e con quelle feci un pesto spettacolare. Anche la focaccia col cavolo cappuccio di ieri è mirata al consumo di metà di una enorme palla di cavolo.

A parte questo, tra poco mi metterò a lessare gli spinaci e il cavolo nero. Con la verza farò una mega zuppa alla maniera toscana e i finocchi li lesserò al vapore e stasera li metterò in tavola senza nemmeno condire con olio e sale. Saranno squisiti, come le volte scorse, ne sono certa.

Domani invece cucinerò i broccoli: in parte ci farò la pasta e con i gambi.. ho visto una ricettina sul blog di un’amica che casca proprio a fagiolo ;-). I porri finiranno in frittata per cena e saranno un secondo perfetto dopo una vellutata alla quale penserò  poi yes

Bene…evviva il chilometro zero e il mangiare sano e bene.. anche voi fate lo stesso?

Buona serata a tutti.

[se qualcuno desiderasse la mia “religiosa” ricetta della zuppa di cavolo, consiglio di spulciare qui sotto sulla destra, che c’è un ricettario mio personale e ce la trovate.. è una ricetta tradizionale di qui, della Toscana, e che vi consiglio davvero col 55]

Bella mi Pisa

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Ebbene sì, questo bel signore ottantenne, pisano che si vede anche a guardarlo, in quattro e quattr’otto ha avuto l’ingegno di mettere in fuga un malavitoso rapinatore che gli era penetrato in casa di soppiatto.

Eccolo lì nella foto che mette energicamente in bella mostra l’arma di difesa: uno spazzolone di quelli che ci si lava il groppone (come si dice qui per indicare la schiena 😀 ). Immagino il malcapitato che si è visto prendere a randellate! Se l’è data subito a gambe, tant’è che si è buttato giù dalla finestra del primo piano 49.

Dai, convenite con me che è fantastico? Macché armi da fuoco e pugnali.. ci vuole il randello 😀 ..e la salute di chi a ottant’anni ha vissuto una vita a lavorare onestamente nei campi..

Bello il mi’ pisano doc..ti adoro ❤