Inconcepibile

ZiniMa voi ne avete sentito parlare di questo fattaccio che è successo qui, nella mia zona (ovvero nel pisano) il 26 Maggio scorso? Beh, è successo che un ragazzo poco più che ventenne, di buona famiglia, ha raggiunto la sua ex fidanzata a Prato, l’ha uccisa sparandole e poi l’ha portata con sé, morta,  in auto, fino quasi a casa propria; ha poi puntato la pistola verso se stesso e si è suicidato.   Una tragedia enorme che ci ha lasciato tutti quanti a bocca aperta, perché lui, fino a quel momento era stato un ragazzo bravissimo e poi anche perché il padre del giovane è molto conosciuto da tutti per il suo lavoro di giornalista ed è sempre molto attivo su tantissimi versanti, soprattutto nel volontariato. Io, fino a poco fa, lo avevo anche amico su Facebook, anche se non mi ricordo di averlo mai conosciuto di persona. Penso che magari, tempo addietro, mi ha chiesto l’amicizia e io l’ho accettato nella mia lista di amici. Fatto sta che dopo quella disgrazia, tutti si aspettavano tanto doloroso silenzio, invece no, tutt’altro…

 

Tanto per cominciare il funerale del ragazzo (Federico Zini) fu celebrato dal vescovo in persona e a quella funzione partecipò una marea di gente, compresa tutta la squadra di calcio dove lui giocava. Tutti i giornali e i social ne parlarono tra la grande partecipazione al dolore e lo sbigottimento generale. Sinceramente a me sembrò un po’ strano tutto questo clamore per chi in realtà non era una vittima ma un omicida,  (perché se analizzi le cose con oggettività, di questo di trattava) al di là di questo pensai che la famiglia andava capita se esternava i propri sentimenti in maniera un po’ strana, in fin dei conti il dolore era stato enorme e forse ancora non connettevano bene le idee. Mi meravigliai un po’ di più del vescovo che si era mosso in pompa magna per presenziare quel rito che se si sta alle regole della chiesa non avrebbe dovuto nemmeno esistere.. ma non mi dilungo oltre su questo discorso altrimenti il post diventa troppo lungo.

Comunque sia dal 26 di Maggio ne è passato di tempo, ma ancora non è calato il dovuto silenzio sulla vicenda. Il babbo di Federico è vero che alla fine si è cancellato da Facebook, ma credo che questo abbia dovuto farlo perché alla lunga, continuando a scrivere le cose a modo suo, la gente lo ha infamato di brutto.. Oltre a ciò c’è da dire che le querelle è continuata sui giornali e tutti i giorni c’è qualcosa (a titoloni) di nuovo di cui discutere. Infatti sapete cosa ha pensato di fare ora il babbo di Federico? Ha pensato di istituire una fondazione contro la violenza sulle donne (e fin qui tutto bene) e di chiamarla con il nome di suo figlio ( che ha ammazzato barbaramente la sua fidanzata!).  Ma, dico io..ma si può??? A questo punto sembra proprio che si siano superati tutti i limiti dell’umana sopportazione! Ma come si fa a chiamare una fondazione “Federico Zini”, se proprio Federico Zini si è macchiato di questo crimine tremendo? Un femminicidio! Ebbene, tutti glielo hanno detto che non era il caso e che non lo poteva fare, anche il consiglio comunale di Prato (città della ragazza) e anche la tutta la gente.. in tutti i modi.. anche con manifestazioni urlate, ma lui, niente, non capisce e persevera e la vuole vinta.. Anche oggi la questione è su tutti i giornali locali. Dice che lui non desiste e che va avanti e vuole la fondazione col nome di suo figlio. Roba da matti… E’ inconcepibile. Un po’ di rispetto verso quella povera ragazza e verso la sua famiglia no ehh…

Altri particolari qui

Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

20 pensieri su “Inconcepibile”

  1. Questo dimostra come tutto si sia sovvertito oggi. La logica, il buon senso, la morale. Siamo nel dar west emotivo dove ognuno piega gli avvenimenti sempre a suo favore aiutato dai buonisti e dai pietisti che pur di far vedere quanto sono buoni e comprensivi la mettono nel popò a tanti altri senza nemmeno rendersene conto 😩

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  2. Probabilmente è l’unico modo che il padre di questo ragazzo ha per poter riabilitare in modo positivo il figlio, usando la sua triste storia per fare qualcosa di buono. In fondo il ragazzo deve aver capito la gravità di quello che ha fatto, infatti la sua coscienza non ha retto. Dopo aver viaggiato con il corpo della ragazza nella sua auto potrebbe anche essersi pentito di quello che aveva fatto… l’anima delle persone è un’oceano infinito difficile da decifrare, per questo preferisco sospendere ogni giudizio. Purtroppo siamo tutti molto fragili davanti al male anche se non ne siamo consapevoli fino a che non lo sperimentiamo in prima persona.
    Buon fine settimana.

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    1. Mi piace la tua pacatezza Mr. Loto, sei ammirabile. All’inizio anch’io la pensavo come te e trovavo delle giustificazioni..ma poi la storia è andata troppo avanti e ciò che poteva sembrar plausibile adesso non lo è più. A tutto c’è un limite

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  3. Concordo con Giuliana in tutto. E da buona bigotta e tradizionalista quale mi vanto di essere aggiungerei: sono fatti come questi che dovrebbero darci la prova che sessant’anni di Concilio e catechismi della CEI ci hanno ingannato. L’ amore e l’amicizia e l’accoglienza non bastano quando manca la capacità di distinguere il Bene dal Male ( che esiste, senza alcun dubbio, il Male ) e la giustizia che ne deve discendere. È giusto separare il peccato dal peccatore, ma pur con tutta la comprensione per la persona e la speranza tutta cristiana che costui si sia ravveduto ( quando? Nel centesimo di secondo tra l’aver premuto il grilletto e aver esalato l’ultimo respiro? Certo, tutto può essere…) il peccato rimane in tutta la sua gravità, e come tale va rimarcato.
    La storia la conoscevo, e considerato come l’ennesima dimostrazione che questa nuova chiesa della misericordia ( le minuscole sono volute), non porta né salvezza per i colpevoli né conforto alle vittime, che in questo caso sono state vergognosamente dimenticate e vorrei dire offese.

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  4. Se fosse stato un poveretto figlio di sconosciuti, nessun parroco gli avrebbe fatto il funerale in chiesa, in quanto suicida (oltre che omicida)
    Ma lo sappiamo bene che anche la chiesa soggiace a Mammone (mafia docet) e oggi siamo nel tempo della comunicazione: se c’è qualcosa di cui parlare, se ne parla, soprattutto da chi non ha nulla da dire.

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  5. Avete già detto tutto. L’unica cosa che mi viene da aggiungere è la comprensione verso quel padre che, per quanto genitore di un omicida, ha perso il figlio e come l’ha perso. Però dare il nome alla fondazione è di gran cattivo gusto

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