Paradosso

colori2.jpgIn una vita semplice, per come la intendo io,  non ci sono tanti problemi ne’ complicazioni; il tempo scorre lineare senza troppi turbamenti ed eccessi ed ogni attimo può essere centellinato come si fa con un sorso di vino pregiato, che si tiene a lungo in bocca per coglierne le fragranze e tutte le peculiarità.  Ci si può annoiare di tanto in tanto ma è bello pure quello, io lo considero un lusso, in altri momenti però ci si può permettere di andare a sorseggiare un the con le amiche e chiacchierare piacevolmente del più e del meno finché non si vede il sole tramontare e si sente un certo languorino che ci fa capire che ormai è ora di cena ed è meglio ritornare nella propria tana e basta con la gente.  La vita semplice è come allo slow-food dove hai il tempo che necessita per fare delle scelte oculate e piacevoli per te stesso.  Uno stile di vita di questo tipo penso porti l’individuo ad essere un po’ solitario perché è pur vero che se hai tanta gente con cui comunichi e intessi delle relazioni, la situazione si complica perché capita che ti fai carico dei loro problemi e la vita diventa più complessa da gestire. E con  “tanta gente”  mi riferisco soprattutto ai membri famiglia e agli affetti che gravitano intorno a te e che spesso chiedono il tuo aiuto per varie occorrenze; non penso certamente ai tanti conoscenti che hanno ben poca rilevanza sul nostro vivere quotidiano.

Quindi, in definitiva,  il mio ragionamento mi porterebbe a dedurre che se uno è solo sta meglio e fa quel che vuole.. sì, ma la solitudine non è esso stesso un problema? L’essere umano per sua natura è socievole e ha bisogno di stare con gli altri. E allora si arriva ad un paradosso: se la vita semplice ti porta a star lontano dalle difficoltà quindi ad isolarti un po’ dal mondo, forse allora è meglio vivere in compagnia,  in una vita piena di gente per te imporrante… e piena di problemi..

Insomma, in definitiva, fate un po’ voi, perché io ancora non l’ho capito cosa è meglio…  probabilmente la questione è variegata e non può essere trattata in una decina di righe di un post scombussolato  di un blog che non ha né capo né coda

..nel post precedente me l’ero cavata solo con un’immagine che voleva essere esplicativa…ecco, avevo fatto meglio…

Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

37 pensieri su “Paradosso”

  1. Credo che una vita senza complicazioni non esista. La vita stessa è una complicazione. Sta a noi cercare di non …complicarla ulteriormente, scegliendo lo stile di vita che più è consono alla nostra natura. Ma spesso, ci lasciamo influenzare da chi o cosa ci circonda si aspetta da noi… Sono stata un po’ contorta. 😀

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  2. Io sono molto solitaria. Amo moltissimo le persone che ho vicino, e proprio questo amore, ho capito, richiede degli spazi di “distacco”, di “respiro”. Amo anche e quei tre o quattro amici che vedo magari un paio di volte l’anno, ma con cui resta il “feeling”, e come si dice, ogni volta sembra come se ci fossimo visti appena il giorno prima. E amo molto anche questo luogo dove riesco a essere in sintonia con persone che non avrei mai conosciuto diversamente. Ma resto un’asociale e ho imparato ad andarmi bene (e farmi accettare) cosi’. “Vivere con me e’ un progetto scientifico”, diceva Robin. E ovviamente va bene anche per me, potenzialmente interessante ma complicato, perssino per me stessa 😀

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  3. Non è detto che chi ama la solitudine sia un asociale: a volte è solo uno che sta fuori dalla folla e osserva, saggiamente impara da ciò che osserva, forse non sente il bisogno di condividere i propri pensieri anche se sa più degli altri e, essendo memore della propria individualità, non si identifica con la massa. Ciò non esclude che sappia amare, che possa essere un buon amico e che sappia donarsi.

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  4. Ciao. “se uno è solo sta meglio e fa quel che vuole.. “. ‘sta cosa mi vien detta spesso,troppo (vivo da solo in quanto single), amici colleghi eccetera. “Beato te (addirittura!) che’ sei da solo, fai quel che vuoi…”. – “Provalo, e vedrai che razza di libertà è stare da soli- ho detto una volta ad un collega…-. “Non e’ un carrivo augurio, provalo fino a quando cambi idea…”. Fortuna che io, fra fratelli amici e ambiente di lavoro non sono propri..o .solo. Pensare a chi è solo davvero, facendo la proporzione, mi fa capire che la solitudine (quella assoluta) addirittura NON SIA un problema come gli altri. Anzi, qualsiasi sia il problema messo in evidenza (malattie, mancanza di alvoro), chi ad un certo punto “non ce la fa”, in definitiva, e’ perche’, quando non regge (quale che sia il problema)..si sente solo. Crolla un palazzo, un terremoto, e vien detta come prima cosa: “non vi laciamo soli”. Une esempio un po’ bislacco, ma fa capire che cosa e’ la solitudine. Ciao.

    Marghian

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    1. Ciao Marghian, so quanto questo tema ti tocchi nel profondo e ti capisco. La solitudine magari è accettabile se è una scelta di vita, ma se è subita contro la nostra volontà è un dramma…io questo lo penso davvero. Grazie del tuo contributo alla riflessione, sei stato molto importante per comprendere meglio il problema

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      1. Ciao Alidada. Quello che maggiormente mi da’ fastidio della mia vita e che una cavolo di timidezza non mi abbia permesso di farmi una famiglia. A volte mi dico ‘caspita, bastava una ragazza, a suo tempo, e la mia vita sarebbe diversa….”. Ma non mi lamento piu di tanto, dopo aver ricevuto diversi “è colpa tua”, “non ti sei dato da fare” o peggio “si sta bene da soli vai!”, banalizzando il problema. E mi si colpevolizza pure. Oppure ancora ” beati te, ti restano piu soldi”, e non… è…vero. Ciao ciao 😉

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  5. Mi hai fatto sorridere e mi hai fatto pensare ad uno dei grandi problemi dell’Umanità: “È NATO PRIMA L’UOVO O LA GALLINA?”
    Comunque sia, a me piace la compagnia, ma, ogni tanto è fantastico potersi muovere da soli… proprio soli e lontano da tutti.
    Buon Pomeriggio… salutami la Toscana.
    Quarc

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  6. Penso che nella vita non ci sia proprio nulla di completamente giusto e nulla di totalmente sbagliato proprio come nel cibo. Si capisce che c’è del bello e del meno bello in entrambe le situazioni, e quando una delle due deborda si può essere portati a idealizzare l’altra, ma nello stesso tempo si genera così la maggior voglia di cambiare, passare da una condizione all’altra, conoscere di più. Senza mai dimenticare le sagge parole di Mary Poppins: il troppo stroppia

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