Mese: agosto 2017

Toscana bella

Castelfalfi  27/8/2017

Castelfalfi (Fi) – il Castello

Castelfalfi  27/8/2017

i campi da golf nella vallata

Castelfalfi  27/8/2017

Castelfalfi (Fi) vista del borgo

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Le carote viola

Mi capita sempre più spesso di trovare al supermercato della frutta o della verdura mai viste prima. Cocomeri piccolissimi e senza semi, pesche di forma schiacciata, cavoli coloratissimi…e così via. Io mi chiedo che cosa sta succedendo… non capisco.  La farina raffinata che fa male e i  latticini che sono sempre più al bando e che stanno sparendo dalle nostre colazioni.  Beh, il discorso sarebbe molto lungo ma non voglio addentrarmi in problemi più grandi di me, mi limito a mostrarvi queste:

carote2.jpg

L’etichetta dice>: “carote viola Toscane“. Io ci sono nata in Toscana e com’è che non le avevo mai viste prima di ora? Eppure gli OGM sono illegali. Ebbene, non costavano nemmeno tanto, fatto sta che mi sono incuriosita e le ho comprate,…eccole:

carote3

E poi le ho sbucciate come le carote normali e le ho lessate:

carote1

carote viola

Ora, qui in foto, sembrano caramellate, invece sono condite solo con un filo d’olio e una puntina di succo di limone. Sono buone, una cosa di mezzo tra le barbine rosse e le carote.

Strane vero?

Buon giovedì a tutti  55

Focaccia al rosmarino

focaccia al rosmarino.jpg

foto @Alidada

Questa l’ho presa da una ricetta presentata in tv da Benedetta Parodi e vi assicuro che è davvero buona.

Ingredienti:

  • 1 patata lessata e schiacciata
  • 350 gr di farina tipo 0 (io ho messo anche un po’ di manitoba)
  • 1 bustina di lievito di birra secco per fare il pane
  • 2 cucchiai di olio
  • (50 gr di burro – facoltativo, io non l’ho messo)
  • acqua tiepida qb
  • un pizzico di zucchero
  • un pizzico di sale

Per la Salamoia

  • acqua qb
  • olio
  • sale
  • rosmarino qb

PREPARAZIONE:

Mescolare in una terrina la farina con lo zucchero, la  patata schiacciata (meglio se è tiepida). Aggiungere il burro fuso e l’olio, il sale e incominciare a impastare. Stemperare il lievito in acqua tiepida e versare poco per volta  nell’impasto che dovrà risultare elastico e liscio simile a quello della pizza. Se il composto non è sufficientemente morbido aggiungere acqua. Lavorare la pasta sulla spianatoia per una decina di minuti. Lasciare lievitare coperto da un canovaccio per un’ora. poi stendere (non molto sottile) la pasta con le mani sul fondo di una teglia rivestita di carta da forno e unta di olio. Lasciare lievitare un’altra ora, poi con la punta delle dita schiacciare l’impasto in modo da ottenere tante piccole fossette, tipiche della focaccia genovese. Preparare la salamoia, in un bicchiere, mescolando 1 dito di olio, 2 dita di acqua e abbondante sale, e versare il tutto sulla focaccia. Aggiungere anche il rosmarino e infornare a 200° in forno ventilato lasciando cuocere per 30’.  Si può servire con formaggi e marmellate oppure con affettati.

Buon appetito 😉

 

Cambi di rotta

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A sentire le chiacchiere della gente quasi tutti odiano la matematica e c’è addirittura chi si vanta di non capirci niente…e allora io mi chiedo per quale assurdo motivo la sottoscritta, che oggi voleva levarsi lo sfizio di leggere questo libro, ha dovuto girare in lungo e in largo per mezza Toscana per trovarne uno! Gli edicolanti mi hanno detto che sabato scorso, quando è uscito, è andato a ruba… “Ullallà!” esclamo io, speriamo che gli italiano comincino a indottrinarsi di questa bella disciplina, da me tanto amata, e si appassionino sempre più; ci sono troppi pochi matematici e invece ce ne sarebbe davvero bisogno.

Voi che ne pensate?

 

W la zingara

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Andare all’ospedale di Empoli è un’impresa, perché la viabilità è quella che è e non c’è un cartello segnaletico a pagarlo oro e poi, come se non bastasse,  cambiano i sensi unici di continuo.  Fatto sta che quando arrivi lì per una visita medica, dopo mesi e mesi che aspetti il tuo turno, già sei indispettita. Stamani mi sentivo proprio così, alle 8:30 di mattina, comunque sia mi sono recata con l’auto al parcheggio retrostante la struttura ospedaliera e all’ingresso ho ritirato un foglietto che mi sarebbe servito poi,  quando avrei dovuto pagare il parchimetro all’uscita.  Messo il fogliettino nella borsetta mi sono recata all’ambulatorio e dopo appena 1 ora e 5 minuti eccomi di nuovo al parcheggio a riprendere l’auto.   Ho camminato lungo il marciapiede che conduce al parchimetro frugando in borsa per ritrovare il fatidico foglietto con il codice a barre e, una volta ritrovato,  appena ho alzato gli occhi ho visto sbucare la dietro la macchinetta del parchimetro, una zingara, con il suo modo di fare tipico di chi si appresta a chiederti soldi. Un po’ seccata e indispettita (sì, perché a tutti do l’elemosina ma le zingare, lo confesso, mi stanno proprio sull’anima!) mi son detta che: “Uffa! Ci mancava pure questa!” e ho pensato a come togliermela dalle scatole senza imprecare.   Ho avvicinato l’etichetta con il codice, presa all’ingresso  davanti al lettore ottico e ho letto al lato un cartello con la tariffa: “prima ora gratis e dalla seconda ora costo 70 centesimi”.. Beh, io mi ero trattenuta solo un’ora e cinque minuti quindi dovevano bastare 70 centesimi…e invece no, mannaggia, il lettore indicava che dovevo pagare 1 euro e 40 centesimi. Io (con la zingara appiccicata alle mie spalle come un francobollo) mormoro: “ci sarà un errore, la prima ora è gratis e allora devo solo pagare la seconda ora….!” e la zingara che mi fa: “no signora, un’ora di sosta è gratis ma se la supera allora deve pagare anche quella e poi, per 5 minuti deve pagare anche la seconda e così per un’ora e 5 minuti deve pagare 1 euro e 40 centesimi!” e io. con gli occhi perplessi di chi si rende conto che se lei non me lo avesse spiegato io non lo avrei mai e poi mai capito, mi metto a rufolare nel borsellino per  cercare gli spiccioli. A quel punto lei, la zingara, sempre incollata a me allunga la mano e con l’indice mi indica la buchetta giusta dove mettere i soldi e di seguito mi indica l’altra buchetta dove ritirare il resto. Ora, visto che le buchette di quella dannatissima macchinetta erano tante, destinate ai diversi utilizzi (bancomat, carte di credito, tessere per gli operatori sanitari, abbonamenti… ecc) il servizio della zingara aveva davvero un senso. A quel punto ho cercato di capire dove avrei dovuto reinserire il ticket per avere la ricevuta da mostrare al casello di uscita, ma la zingara solerte mi spiega che il codice a barre si sarebbe aggiornato da solo e non importava avere un nuovo ticket, ma quello in mio possesso avrebbe fatto anche da ricevuta da inserire nella macchinetta che alza la sbarra all’uscita. Cavolo, ho pensato, da sola avrei dovuto faticare chissà quanto per capire… e allora sì, ho mollato 1 euro alla zingara più utile del mondo 23… mi è piaciuta e l’ho pure ringraziata scherza..e lei ha ringraziato me 😉  Ora, dico io, pensatela come volete, che io a questo punto ho proprio le idee confuse  e non dico altro..

ma poi mi chiedo … sarà mica che la ASL Toscana truffa la gente con i parcheggi e si fa aiutare dalle zingare? perplesso1 …14