Mese: aprile 2017

Tempo di gite

IL CASTELLO
La costruzione dell’imponente fortezza, innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo (Ms), ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo. Il castello oggi si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati e terrazze.

IL TERRITORIO CIRCOSTANTE
Mare. La costa tirrenica si presenta qui costellata da paesini a picco sul mare che fecero innamorare scrittori come Shelley, Byron, Petrarca e Montale: le Cinque Terre ed il Golfo dei Poeti (Lerici, Porto Venere, Tellaro, Isola della Palmaria).

Alpi Apuane. Meta d’interesse per amanti del trekking, queste montagne offrono percorsi escursionistici per tutti i livelli, rifugi e parchi naturali.

Cave di Carrara. Le cave di marmo più famose (Fantiscritti, Ravaccione e Colonnata) distano trenta minuti di macchina dal castello.

Castelli. La Lunigiana è anche denominata la “terra dei cento castelli”. I principali, partendo da nord, sono il castello del Piagnaro di Pontremoli, il castello di Malgrate, il castello di Castiglione del Terziere, la fortezza della Brunella di Aulla. Passando alla Lunigiana orientale, i due principali castelli sono la Verrucola di Fivizzano, nell’omonimo borgo, ed il castello dell’Aquila di Gragnola, restaurato negli ultimi anni.

IL FANTASMA E LA SUA LEGGENDA
La più famosa leggenda del castello è quella che riguarda la giovane Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina e Oliva Grimaldi. La bellissima ragazza si era perdutamente innamorata di un giovane stalliere. I genitori, contrari a quell’amore infamante per il blasone dell’intera famiglia, avevano tuttavia minacciato la poveretta di rinchiuderla a pane ed acqua nelle segrete del Castello. La giovane, affatto impaurita da quelle minacce, non aveva desistito dai propri propositi d’amore. Quell’atteggiamento ribelle aveva costretto i genitori a prendere una severa decisione. E fu così che lo stalliere venne allontanato dal paese e la giovane rinchiusa in un convento. Non per questo volle prendere i voti né rinunciare al suo sogno romantico. Fu allora riportata al castello, rinchiusa nelle prigioni e torturata finché non fosse rinsavita. Ciononostante la sua volontà non fu piegata. Solo allora, per evitare occasioni di scandalo, fu murata viva in una cella, insieme ad un cane, simbolo di fedeltà, e ad un cinghiale, emblema della ribellione.
Questa vicenda così violenta e brutale, tuttavia, se pose fine alla vita della giovane fanciulla, sola non bastò a domarne lo spirito che pare aleggiare ancora per le stanze del castello (sono molte le persone che giurano di averla vista!), nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli posati sulla schiena.

[foto: @Alidada, notizie dal web]

Buon venerdì a tutti 🙂

 

Annunci

La favola bella

Ma di Macron e della Brigitte ne vogliamo parlare? Ragazzi io son rimasta a bocca aperta per lo stupore, non per le scelte politiche dei francesi s’intende, ma per l’originalità della coppia. Giuro che non avevo mai sentito dire di un matrimonio in cui la donna ha 24 anni più dell’uomo, magari avevo sentito il contrario e già lì il discorso sarebbe lunghetto… ma della donna più grande di 24 anni, no, non mi era mai capitato. Io mi ci immedesimo perché io e la Brigitte manca poco che siamo coetanee e lui ha l’età di mio figlio. Lei poi mi batte per il numero dei nipoti, infatti è nonna ben 7 volte. Ma come sarà stato possibile che un ragazzino del liceo si sia innamorato della sua prof fino al punto di sposarsela dopo che lei aveva lasciato la famiglia? E’ una favola e come tutte le favole fa sognare e non solo, direi che in qualche modo dà speranza alle “tardone” che si credono ormai con un piede nella fossa… o giù di lì. Di certo bisogna fare una bella cura dimagrante perché arrivare ad indossare una taglia 38 a 64 anni, dopo aver fatto 3 figli, non è cosa da poco… Oserei dire che ci vuole una discreta “arte” nel sapesi mantenere belle e giovani, ma tutto nella vita s’impara, quindi se  noi sessantenni ci mettiamo davvero d’impegno e ci rifacciamo il look da sballo ci sta che si riesca anche a mollare tutto e fuggire (pagnotta sotto il braccio) con un bel trentacinquenne che, se è come lui, è pure intelligente (non ci dimentichiamo che era un “enfant prodige”). Noi italiani, nel nostro piccolo già ci scandalizzammo per la Pivetti, ma qui siamo ben oltre. Altro che Gemma di “Uomini e donne” che cerca l’amore giovane! 🙂 A parte gli scherzi, bisogna ammettere che la Francia è “oltre”! Dopo la novità di un presidente divorziato che va a nuove nozze durante il suo mandato, con una splendida ma chiacchierata modella italiana, e le scorribande del suo successore, scapolo, maturo e farfallone, che si fa sorprendere dai fotografi in scooter sotto casa della sua nuova fiamma, mandando su tutte le furie la fidanzata in carica, ecco annunciarsi al vertice dello Stato il cavaliere leale e ostinatamente fedele a un solo amore, un amore maturo e saggio..non resta che incrociare le dita che il futuro sia tutto rose e fiori…voi che dite?

le storie della prof

La prof, in classe, in una terza media, a metà aprile, si era messa a spiegare dell’uomo preistorico e diceva che i primi ominidi come l’Australopiteco non camminavano bipedi ma si spostavano appoggiandosi sulle nocche delle mani e questa posizione chinata non permetteva uno sviluppo adeguato della laringe per cui non riuscivano a parlare; si dovette aspettare fino alla scoperta del fuoco,  dovuta all’Homo Erectus 400.000 anni fa affinché l’uomo cominciasse a comunicare usando un linguaggio…

A quel punto ecco una mano alzata per porre una domanda: “Scusi prof, ma quando gli uomini cominciarono a parlare… come parlavano, in italiano?“… Era Stefano, un ragazzone biondo alto un metro e ottanta ma con l’ingenuità di mio nipote che frequenta i primi anni di scuola primaria. Guardava la prof con i suoi occhi chiari sgranati e con la bocca aperta, come fa chi è assorto nel suo pensiero come se vedesse un film.

La prof aveva voglia di rispondergli che anche gli inglesi parlano inglese ma pensano in italiano e traducono all’istante, ma poi ha pensato bene che era come sparare sulla Croce Rossa, ovvero una vigliaccata e con i tempi che corrono magari sarebbe anche finita sui giornali per aver ridicolizzato un alunno davanti a tutti e allora ha doverosamente zittito tutti i compagni di classe che subito si erano messi a ridere e ha risposto seriamente alla domanda dello studente dicendo che in fin dei conti all’inizio quegli ominidi comunicavano emettendo dei suoni e che ce ne volle di tempo prima che diventasse un vero e proprio linguaggio e che comunque di certo non era l’italiano.

Il problema però è un altro: dice che il rendimento di Stefano è talmente basso al punto che non dovrebbe essere ammesso agli esami, io però ho dei grossi dubbi che la ripetenza servirà a qualcosa… voi che dite? perplesso3perplesso2perplesso1