Mese: marzo 2017

Il Capodanno Pisano

Il cosiddetto calendario pisano era un particolare tipo di calendario in uso a Pisa e in altre zone dell’attuale Toscana  fino alla metà del XVIII secolo, che faceva iniziare l’anno il giorno 25 marzo (festa dell’annunciazione della Vergine Maria secondo il calendario liturgico), anticipandone di nove mesi e sette giorni l’inizio rispetto allo “stile moderno”, ancor oggi in uso, che indica il giorno 1º gennaio come primo giorno dell’anno.

Il Calendario Pisano fu definitivamente abolito il 20 novembre del 1749 per decreto del granduca Francesco Stefano di Lorena, con il quale fu ordinato che in tutto il territorio toscano il nuovo anno cominciasse il 1º gennaio seguente.

Negli anni ottanta del XX secolo fu grazie allo studio e alla passione per Pisa del pisano Gianfaldoni che, preso dalla curiosità per le cose della sua città, dopo una serie di accurate ricerche, scrisse nel 1982 un articolo che fu pubblicato sul periodico locale “Vita Nova” e poi, nel 1983, un altro sul quotidiano “La Nazione”, riproponendo dopo anni all’attenzione dell’intera città il dato storico della tradizione ormai dimenticata da secoli con la quale veniva celebrato l’inizio dell’anno pisano.

Dal 2000  il Capodanno è sempre più atteso e festeggiato, con numerose iniziative culturali ed anche conviviali con piatti tipici e storici nei ristoranti della città.

L’evento attuale è preceduto da un corteo storico della Repubblica Marinara e dai gonfaloni dei comuni pisani e celebrato con una brevissima cerimonia religiosa. Negli ultimi anni la festa è stata enfatizzata a Pisa e dintorni, tramite l’organizzazione di mostre, eventi e spettacoli di vario genere, che culminano la notte prima del Capodanno con il classico spettacolo dei fuochi d’artificio, sparati dalle imbarcazioni sull’Arno.

Cagnolino singolare

Tornavo dal lavoro a piedi e guardate che simpatico incontro ho fatto 🙂

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Era lì zitto zitto e faceva finta di non vedermi… si è messo in posa e si è lasciato fotografare come fosse un vera star. Io non lo avevo mai visto prima, evidentemente uscirà fuori in orari diversi dai miei e magari  la sua padrona lo terrà nel retro della casa dove c’è un bel giardino e c’è più sole.  Io l’ho chiamato per accarezzarlo ma non si è mosso; lo sguardo lontano a puntare il niente e il muso dritto nella direzione della brezza primaverile. Un ciuffetto bianco si muoveva su un orecchio, come se fosse un ricciolo di una capigliatura lunga e canuta di chissà quale filosofo dell’antichità 🙂  Tutto era silenzio e tale è restato per  quei pochi minuti in cui io ho rallentato il passo…poi l’ho lasciato lì, in posa come lo avevo trovato e ho ripreso il mio cammino in salita, per rientrare a casa, sorridendo tra me e me 😉

Un mondo strano

“Non vogliguarda fuorio sapere i risultati degli esercizi per il semplice motivo che non voglio preoccuparmi fin da adesso sapendo che ho sbagliato delle cose!” e così dicendo si è girata di là, verso il finestrino del treno e ha chiuso il discorso; anzi, ha fatto di più, si è messa pure le cuffie alle orecchie per ascoltare la musica e non sentir dire più niente. Su quel treno oggi eravamo in pochi a rientrare a casa dopo aver sostenuto una competizione scientifica dedicata agli alunni più bravi della scuola. E lei era una di quelli. Gli occhi piccoli, verdi, un po’ sfuggenti in un viso minuto da tredicenne in crescita. Una cascata di ricci castani sciolti sulle spalle e  un corpo alto, smilzo e longilineo, un po’ dinoccolato ma anche un po’ troppo dritto come se, con il suo atteggiamento, volesse far capire  al mondo che lei non è più una bambina e che sa essere una tipa tosta, quando vuole. Nessuno comunica facilmente con una così e nessuno riesce mai a capire fino in fondo cosa le stia passando per la testa. Nemmeno la mamma dice di comprenderla e spesso scuote il capo come fa chi è rassegnato e non ce la fa più a lottare per cambiare le cose; se poi però questo sia vero o falso nessuno lo saprà mai. Dei giochi scientifici,  invece, il risultato si saprà presto e vedremo come andrà a finire, se questo qualcosa può valere, in questo mondo strano in cui sempre più spesso è così difficile comunicare.

La giornata della felicità

 

 

happiness

Oggi 20 marzo si è celebrata la giornata internazionale della felicità, promossa dall’Onu. Molti i parametri considerati per stilare la classifica dei paesi nei quali i cittadini sono più felici. Le diseguaglianze, la trasparenza della pubblica amministrazione e le politiche sociali – secondo l’Onu – influiscono più del reddito pro capite. Al primo posto si piazza la Norvegia, 48esimo posto per l’Italia

Due lettere, molto semplici come in ogni formula elegante: «Co». Sì, sta in questo prefisso il migliore degli stili di vita capace di condurci alla felicità. «Collaborare, cofelicitàesistere, anche confliggere, perché no?  Ciò che ci porta al confronto con gli altri attiva sensi e circuiti neuronali che ci rendono felici». Tutto si contrappone all’individualismo e al ripiegamento su se stessi. Cioè all’alfabeto dei social network. Un’ora di social ci costa il 3% della felicità, dice l’Università di Sheffield, anche se è pur vero che demonizzarli è «folle: sono utili, però bisogna affiancare loro attività che spingano al contatto, vero, con l’altro». Quindi donare qualcosa, anche tempo e amore. E ancora: coltivare gli hobby, secondo l’americana Society for Personality and Social Psychology, ci fa dare più valore al tempo. Quindi pittura, giardinaggio, cucina. Nutrire la curiosità per altri Paesi e dunque viaggiare. Dobbiamo essere simili a vasi, pronti ad accogliere parole, gesti, novità. Solo così, aperti, sapremo assorbire l’elemento giusto che, nel momento adatto ci rende felici. Sì, la felicità è anche qualcosa di casuale: scrive The Journal of Positive Psychology che anche provare una nuova ricetta può servire. Quante volte, infatti, un semplice sapore ci ha infuso una inspiegabile gioia?

E allora…

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Tanta felicità a tutti noi, che penso ce la meritiamo. 55

 

[notizie e immagini prese dal web]

San Patrizio a Pisa

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Sono un po’ in ritardo ma non potevo non mostrarvi questa foto, che ho scattato a Pisa due giorni fa, in occasione del giorno di San Patrizio. La Torre colorata con le luci verdi è spettacolare e sembra che si erga ancor più solenne del solito, nella meravigliosa Piazza dei Miracoli.

Da qualche anno il 17 marzo tutto il mondo si colora di verde
E’ il colore tradizionale di San Patrizio e dell’Irlanda; il verde ricorda i prati e le colline di quella che viene soprannominata “I’Isola di Smeraldo”. In occasione del Saint Patrick’s Day, le città dei vari paesi di lingua inglese si colorano di verde e non solo quelli. L’Empire State Building e la Sydney Opera House vengono illuminati con il colore tradizionale dell’Irlanda, e persino il fiume che attraversa la città di Chicago si tinge di un verde brillante! E ora anche in Italia ecco che la moda dilaga…

Buon lunedì a tutti 🙂