Salvador Dalì

Ieri con i ragazzi di terza media siamo stati a Pisa alla mostra delle opere di Salvador Dalì, a Palazzo Blu. Una gita di mezza giornata, quindi breve ma bellissima! 🙂  Intanto vi mostro una foto del palazzo, situato sul lungarno, perché merita vederlo. Qui è ripreso in una visione notturna ed è ancor più incantevole, noi naturalmente ci siamo stati di mattina, ma vi garantisco che è sempre molto suggestivo.

palazzo-blu

Ma a parte questo, vi correi parlare un attimo di questo personaggio emblematico e alquanto originale che era Dalì:

Un assurdo presente, un impossibile passato e un improbabile futuro“.

Sondalio questi i tre tempi in cui viveva l’anima e il cuore del grande Salvador Dalí, maestro del surrealismo onirico e scenografico.
La mostra “Dalí, il sogno del classico” (Pisa, Palazzo Blu, fino al 5/2/2017) tenta di ripercorrere il tragitto spirituale dell’artista di Figueres, in particolare la sua verve artistica che evolve dallo spirito classico e rinascimentale, quello di Michelangelo e Raffaello su tutti.

In particolare c’è un’opera che colpisce:

alla-ricerca-della-quarta-dimensione
Alla ricerca della quarta dimensione (1979)

“Alla ricerca della quarta dimensione” è una tela in cui la riverenza verso i grandi mastri incontra la vena pseudo scientifica e il simbolismo che caratterizza l’opera di Dalì. In primo piano si può ammirare un particolare della “Scuola di Atene” di Raffaello, sulla parte destra c’è una scena di battaglia ripresa da un disegno anch’esso di Raffaello e sulla sinistra è riportato un episodio dell’affresco de “La consegna delle chiavi a San Pietro” di Perugino. Si trovano anche elementi ricorrenti nelle opere dell’artista, come i cipressi e gli orologi molli, e un elemento geometrico: il dodecaedro.

L’assieme racchiude il mistero,  insito nell’animo dell’artista, di una dimensione temporale invisibile ai sensi percettivi eppure presente nella continuità spaziale delle immagini; il sapere rinascimentale (la “Scuola di Atene”), la spiritualità cristiana (la grotta col sasso poliedrico, forse un sepolcro), il mistero della morte (i cipressi presenti nei cimiteri) e l’eternità del tempo (gli orologi) formano un unicum inscindibile: un ponte tra passato e futuro.

Incredibilmente bello… da vedere e da sapere.