Ombre…

Ci son delle giornate uggiose, ma così uggiose, che l’unica cosa entusiasmante è giocare a Candy Crash Saga! …e ho detto tutto! Oggi è una di quelle. Fuori è un tempo che si zizzola (come dire che è un freddo cane), tant’è che l’appennino qui davanti alla mia finestra è tutto innevato e per le vie del paese non c’è un’anima. Oltre alla tristezza che mette questa coltre plumbea che staziona sulla nostra testa e quest’umido perenne che ti penetra fin dentro alle ossa, non c’è una notizia buona a pagarla oro. Qui in Toscana non si fa che parlar di meningite: siamo diventati tutti dottori e si sa tutto sui vari ceppi batterici e virali e sulle vaccinazioni che ci vengono proposte. Ad ogni notiziario stiamo ad orecchi ritti a sentire stavolta a chi è toccata e incrociamo le dita. L’unica cosa che ancora non si è capita (non si è capita perché non ce la vogliono dire, sia ben chiaro) è come mai ci siamo così appestati, ovvero chi ci è stato l’untore che ci ha ridotti così. Perché un untore ci deve esser stato per forza…maledetto lui! Comunque sia, io e tutta la mia famiglia è da tempo che ci siamo fatti i vaccini e per un po’ si dovrebbe essere a posto, anche se, gli ultimi casi che si sono ammalati, hanno riguardato proprio  individui vaccinati. Poi c’è l’influenza,  che anche questa chiappa e ti stende. Febbri a 40° come fosse nulla e problemi di broncospasmo. L’ospedale di Empoli ha una fila di ambulanze davanti al pronto soccorso che nemmeno il casello di Rmini sud il primo di agosto. Vi immaginate quelle persone mezze moribonde, sulle ambulanze, ad aspettare il proprio turno per accedere all’ospedale? Impensabile! Gli danno il colpo di grazia! Nelle case non si parla d’altro: di malattie, di freddo, di morti e di problemi. La capannuccia e l’alberello natalizio sono già polverosi, tristi e stanchi e nei supermercati (“dice”..perché io col cavolo che esco per andare a vedere!) imperano già le prime maschere del carnevale. Ma dove andiamo così di corsa? …ok, tra l’altro presto torneremo al lavoro, lo so, inutile che voi me lo rammentiate. Che angoscia.   No, così non va bene, speriamo che Madre Natura (o chi per lei) ci tenda la sua mano commiserevole e ci porti fuori da questo tunnel oscuro. Speriamo che le giornate allunghino un po’ e che gli spettacolari  tramonti tipici del mese di Gennaio, si spalanchino al nostro orizzonte tirandoci su in morale e ci mostrino con benevolenza il cammino verso la  primavera.  A proposito di Madre Natura, l’avete sentito dire che a Pisa è arrivato dal mare un delfino , risalendo l’Arno? Questa poi non si era mai capitata! Comunque sia sembra che il delfino in questione abbia chiesto asilo politico ai pisani, ma …poveretto lui…  i pisani sono come sono, ovvero ospitalità zero! Fatto sta che hanno preso retini, barchette e armennicoli vari e hanno fatto svoltare a 180 gradi il malcapitato delfino, riportandolo in mare! .. dice poi che il delfino, che in effetti si era perso, abbia ringraziato i soccorritori e che Pisa non sarebbe stata affatto di suo gradimento, meglio il mare aperto che “il vituperio delle genti!  …