il tripudio del cavolo nero

Caratterizzato da foglie bitorzolute color verde scuro, il cavolo nero è utile per essere una riserva di risorse benefiche da sfruttare soprattutto in vista dell’inverno. Si tratta di un vegetale ricchissimo di sostanze antiossidanti (che spengono i processi infiammatori, migliorano quelli digestivi e hanno mostrato di possedere importanti proprietà di prevenzione antitumorale), sali minerali (soprattutto il potassio) e poi l’acido folico  e vitamine ad esempio i carotenoidi come la pro-vitamina A e in particolare la C., che è il migliore vaccino naturale contro virus, dolori e infreddature.
Forse non tutti sanno che il cavolo è stato sempre utilizzato dalla medicina delle tradizioni (e quello nero è la qualità migliore a tale scopo) per curare distorsioni, botte, tumefazioni e infiammazioni osteoarticolari. Come? È molto semplice: basta posizionare un paio di foglie preventivamente pestate sulla parte dolente, fissandole con un bendaggio. Questo genere di applicazioni può essere fatto anche aggiungendo alle foglie una manciata di crusca: avendo quest’ultima proprietà “assorbenti”, accelera la guarigione del processo infiammatorio.
Recenti ricerche confermano che il cavolo nero è utile nella prevenzione di numerose forme tumorali (cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alla vescica), e risulta efficace per coadiuvare la cura dell’ulcera gastrica, delle coliti ulcerose e anche delle forme influenzali. A tale scopo, la soluzione più semplice è quella di aggiungere un paio di foglie di cavolo nero alle minestre: l’ideale è lessarlo 10 minuti al vapore, poi frullarlo e unirlo alla zuppa a fine cottura, così da non disperderne le virtù curative. Possiamo utilizzare le sue foglie anche sotto forma di centrifugato: in particolare possono rivelarsi utilissime in caso di bruciori di stomaco e infiammazioni intestinali e, in generale, per tutte le difficoltà digestive. Centrifugate 4-5 foglie di cavolo e bevete questo succo fresco prima di pranzo e prima di cena. Continuate così per 30 giorni nel mese di novembre e ripetete il trattamento a marzo, quando il cavolo nero è ancora disponibile sui banchi dell’ortolano.
Il cavolo nero, che ha un sapore più deciso rispetto agli altri cavoli, si può anche aggiungere crudo alle insalate: ne basta una foglia sola, affettata finissima, abbinata a rucola e radicchio e condita con olio d’oliva e succo di limone, per ottenere un contorno altamente depurativo per il fegato e l’apparato renale.

Il cavolo nero è una pianta che appartiene alla famiglia delle Brassicacee. In Italia è particolarmente nota ed apprezzata la Brassica oleracea della varietà Acephala, il cavolo nero toscano (evvaiii!). Proprio in questa cucina regionale ne è più diffuso l’impiego per la realizzazione di zuppe e minestre. Tra le ricette più famose vi sono la ribollita  🙂, una zuppa di pane e verdure, e la farinata di cavolo nero, detta anche cavolata.

In Italia questo ortaggio si trova fresco da novembre ad aprile: la raccolta inizia tradizionalmente dopo la prima gelata dell’inverno.

Dal punto di vista nutrizionale il cavolo nero è un ortaggio poco calorico: una porzione da 100 g apporta appena circa 30 kcal. Questo valore fa chiaramente riferimento all’ortaggio mondato e crudo. Il vantaggio del ridotto apporto calorico va mantenuto limitando la quantità di condimento impiegata. Molto interessante è anche la concentrazione di fibra alimentare e grazie a questa caratteristica, l’ortaggio è particolarmente indicato nella dieta di coloro che soffrono di stipsi o che hanno bisogno di seguire una dieta ipocalorica: questi ultimi possono trarre beneficio dagli alimenti sazianti e poco calorici.

Può bastare vero? …e allora…via col cavolo nero a gogò 🙂

Buon martedì a tutti!

[le notizie e le foto sono tratte dal web]

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