Pane, vino e zucchero

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Ma voi l’avete mai mangiato pane, vino e zucchero? Guardate la foto qui sopra e ditemi se non vi viene l’acquolina in bocca. 🙂 Era la merenda di una volta e chissà se nelle vostre case c’è mai entrata.  Per prepararlo ci voleva il pane buono, croccante…che a noi toscani piace sciocco, senza sale 🙂 poi ci voleva un vinello non troppo forte, quello del contadino, genuino, rosso e profumato, con cui irrorare il pane fino ad intriderlo abbondantemente. Lo zucchero andava sparso con generosità, in modo che il sopra della fetta del pane fosse ben coperto, quasi diventasse una crosta di zucchero semolato. A rammentarlo mi viene voglia di mangiarlo anche adesso. Il pane, vino e  zucchero sa di campagna, di corse nell’aia a rincorrere le galline, di risate e di giochi a nascondino e a pezzolino; sa di ritrovo con i compagni nelle case per fare i compiti assieme e di mamme premurose che ce lo preparavano magari alternandolo con altre merende, come il pane strusciato con i pomodori piombini e irrorato di olio di frantoio oppure pane burro e acciughe. Ma il pane, vino e zucchero era la preferita da tutti perché metteva una certa allegria addosso che poi non si smetteva più di ridere 🙂

Non vi azzardate a prepararlo con il pane a cassetta di quelli chiusi nella plastica e con il Tavernello perché poi vi ricoverano e domani è l’ultimo dell’anno e non va bene…capito?  scherza

spes contra spem

Merano


“…Eh, in questo mondo di debiti
viviamo solo di scandali
e ci sposiamo le vergini.
Eh, e disprezziamo i politici,
e ci arrabbiamo, preghiamo, gridiamo,
piangiamo e poi leggiamo gli oroscopi….”

[Antonello Venditti – In questo mondo di ladri]


A Merano (in foto), come alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze, come in centinaia di altri posti in Italia, sono stati piazzati gli alberi di Natale dove poter attaccare i bigliettini con su scritto il proprio desiderio …o il buon proposito per il nuovo anno.  Io sinceramente non l’ho fatto, ma solo perché sono stata sempre di corsa e non è detto che una scappata  a Santa Maria Novella ce la faccia davvero, per attaccare anche il mio foglietto 🙂  Perché è pur vero che siamo così, arrabbiati, preoccupati, stressati, …ma in fin dei conti siamo sempre dei bambinoni e riponiamo fiducia e speranza anche negli oroscopi..e aspettiamo che arrivi il mondo migliore… e vedrete che arriverà, ne sono certa! … basta solo saper aspettare 😉

Buona giornata mondo-blog ❤

l’omologazione

Merano

Non è forse vero che si sta diventando così?  Tutti uguali..omologati su un modello che sta in testa ad un qualche “burattinaio” che agisce per il proprio tornaconto. Tutti con il cellulare in mano, con i vestiti alla moda, con i discorsi riportati pari pari dalla tv…o inculcati da qualche politicante da strapazzo. Tutti lì su Facebook a far bella mostra di sé… Tutti a spendere soldi che magari nemmeno si hanno. Tutti con i macchinoni da sfoggiare. Tutti a giro per il mondo che tanto anche se l’Italia non si conosce che importa? Tutti a far spesa agli ipermercati! Tutti che parlano usando le stesse poche parole che tanti i discorsi lunghi a che servono? …Basta capirsi… e poi se si usa anche qualche termine inglese è anche meglio… No?

facciamoci 2 risate

Conversazione tra me e mia figlia, a tavola, mentre si mangia la minestra:

lei: “Hai sentito, hanno trovato un sostituto al latte vaccino, per chi è intollerante…”

io: “No, non ne so niente… sarà mica il latte di capra…ma è così cattivo…”

lei: “No, non è il latte di capra, è di un altro animale quadrupede…e tra l’altro ne hanno fatto un allevamento in Maremma vicino al Monte Amiata e dice che è il primo in Italia.. indovina di che animale si tratta, dai… ti do un aiutino, aiuta Babbo Natale a portare i doni…”

io: ” Latte di renna?… Un allevamento di renne sul monte Amiata? Ma daiiiii…” 14

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lei: “Ma come fai a pensarle queste cose!! E’ un allevamento di asine!!! Guarda che Babbo Natale qui a casa arriva con il ciuchino, mica con la renna!”

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Io: Beh, è questione di punti di vista! Con le renne è molto più magico  scherza… e poi sai che bello un allevamento di renne in Maremma!” 23

il tripudio del cavolo nero

Caratterizzato da foglie bitorzolute color verde scuro, il cavolo nero è utile per essere una riserva di risorse benefiche da sfruttare soprattutto in vista dell’inverno. Si tratta di un vegetale ricchissimo di sostanze antiossidanti (che spengono i processi infiammatori, migliorano quelli digestivi e hanno mostrato di possedere importanti proprietà di prevenzione antitumorale), sali minerali (soprattutto il potassio) e poi l’acido folico  e vitamine ad esempio i carotenoidi come la pro-vitamina A e in particolare la C., che è il migliore vaccino naturale contro virus, dolori e infreddature.
Forse non tutti sanno che il cavolo è stato sempre utilizzato dalla medicina delle tradizioni (e quello nero è la qualità migliore a tale scopo) per curare distorsioni, botte, tumefazioni e infiammazioni osteoarticolari. Come? È molto semplice: basta posizionare un paio di foglie preventivamente pestate sulla parte dolente, fissandole con un bendaggio. Questo genere di applicazioni può essere fatto anche aggiungendo alle foglie una manciata di crusca: avendo quest’ultima proprietà “assorbenti”, accelera la guarigione del processo infiammatorio.
Recenti ricerche confermano che il cavolo nero è utile nella prevenzione di numerose forme tumorali (cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alla vescica), e risulta efficace per coadiuvare la cura dell’ulcera gastrica, delle coliti ulcerose e anche delle forme influenzali. A tale scopo, la soluzione più semplice è quella di aggiungere un paio di foglie di cavolo nero alle minestre: l’ideale è lessarlo 10 minuti al vapore, poi frullarlo e unirlo alla zuppa a fine cottura, così da non disperderne le virtù curative. Possiamo utilizzare le sue foglie anche sotto forma di centrifugato: in particolare possono rivelarsi utilissime in caso di bruciori di stomaco e infiammazioni intestinali e, in generale, per tutte le difficoltà digestive. Centrifugate 4-5 foglie di cavolo e bevete questo succo fresco prima di pranzo e prima di cena. Continuate così per 30 giorni nel mese di novembre e ripetete il trattamento a marzo, quando il cavolo nero è ancora disponibile sui banchi dell’ortolano.
Il cavolo nero, che ha un sapore più deciso rispetto agli altri cavoli, si può anche aggiungere crudo alle insalate: ne basta una foglia sola, affettata finissima, abbinata a rucola e radicchio e condita con olio d’oliva e succo di limone, per ottenere un contorno altamente depurativo per il fegato e l’apparato renale.

Il cavolo nero è una pianta che appartiene alla famiglia delle Brassicacee. In Italia è particolarmente nota ed apprezzata la Brassica oleracea della varietà Acephala, il cavolo nero toscano (evvaiii!). Proprio in questa cucina regionale ne è più diffuso l’impiego per la realizzazione di zuppe e minestre. Tra le ricette più famose vi sono la ribollita  🙂, una zuppa di pane e verdure, e la farinata di cavolo nero, detta anche cavolata.

In Italia questo ortaggio si trova fresco da novembre ad aprile: la raccolta inizia tradizionalmente dopo la prima gelata dell’inverno.

Dal punto di vista nutrizionale il cavolo nero è un ortaggio poco calorico: una porzione da 100 g apporta appena circa 30 kcal. Questo valore fa chiaramente riferimento all’ortaggio mondato e crudo. Il vantaggio del ridotto apporto calorico va mantenuto limitando la quantità di condimento impiegata. Molto interessante è anche la concentrazione di fibra alimentare e grazie a questa caratteristica, l’ortaggio è particolarmente indicato nella dieta di coloro che soffrono di stipsi o che hanno bisogno di seguire una dieta ipocalorica: questi ultimi possono trarre beneficio dagli alimenti sazianti e poco calorici.

Può bastare vero? …e allora…via col cavolo nero a gogò 🙂

Buon martedì a tutti!

[le notizie e le foto sono tratte dal web]