Bullismo al femminile

bullismo-al-femminileLe donne ci mettono sempre un po’ del suo in ogni cosa. Fino a pochi anni fa vedevi le ragazzine delle medie a carnevale vestirsi in maschera da damina, con i boccoli nei capelli e le trine sugli abiti lunghi colorati di rosa. Adesso le cose sono cambiate e senti parlare di bullismo al femminile. Ma cos’è? Non è facile parlarne anche perché io non sono una psicologa e nemmeno una scrittrice, però tenterò di dirvi qualcosa lo stesso, perché ritengo utile parlare con voi tutti di questo problema che adesso è all’ordine del giorno della cronaca.

Mentre i maschi adolescenti diventano bulli quando fanno a botte, con ceffoni e pugni, le ragazze adolescenti praticano un bullismo più tagliente ed incisivo nella vita della vittima, quindi agiscono sul versante più prettamente psicologico delle compagne malcapitate.  Esse riescono ad arrivare dove la mera violenza non arriva; non si tocca fisicamente la vittima (anche se ci sono dei casi in cui questo accade) ma di distrugge la sua immagine esteriore ed interiore.  Tipicamente femminili sono atti come la calunnia, l’esclusione totale dal gruppo classe e le prese in giro piuttosto pesanti.

Le prese in giro sia sul fisico, che sul carattere ed anche sul modo di vestire della malcapitata hanno lo scopo di divertire, oppure di rinforzare l’immagine di sé innanzi al gruppo o al resto della classe, oppure l’obiettivo di “togliere di mezzo” la persona percepita dalla bulla come rivale in qualche campo.

La bulla percepisce il punto debole della sua vittima ed è su quello che infierirà maggiormente restando nell’ombra, in modo poco visibile specialmente dalle insegnanti.  La persona che subisce questo tipo di prepotenza è principalmente di genere femminile, timida, con disagi fisici o sociali abbastanza visibili, oppure particolarmente bella e invidiata o semplicemente insicura; comunque un soggetto a cui manca il coraggio di reagire ai soprusi.  Questa assenza di reazione decisa incoraggia il branco. Raramente il gruppo classe la difende, molto più spesso invece si assiste ad una esclusione dal gruppo e si parla di lei solo per dire cose cattive o delle falsità.

E’ da sottolineare quanto possano influire negativamente sulla personalità della perseguitata, queste azioni: prima tra tutte è l’insicurezza, l’immagine che lei ha di sé e il rapporto con gli altri.  Le occhiatine, i risolini e i pettegolezzi, infieriscono inevitabilmente sulla costruzione di una sua personalità. L’allarme maggiore è destato dall’aumento dei casi di anoressia causati dalla depressione e dalla mancata accettazione della propria corporeità. Il corpo è infatti uno dei principali argomenti di scherno delle ragazze bulle.

Il lato peggiore del bullismo al femminile consiste nel suo essere indiretto, subdolo e psicologico; si maschera bene ed è quasi invisibile dall’esterno, tant’è che genitori e insegnanti spesso non se ne accorgono. Le ragazzine “tormentatrici” sono viste come delle “cattivelle” e non come delle bulle come sono in realtà ed è per questo motivo che il fenomeno del bullismo al femminile è scarsamente conosciuto e ancora non si conoscono strategie per risolvere completamente questo problema e aiutare come si deve le vittime e le loro famiglie.

[Articolo liberamente scritto rielaborando vari articoli reperiti in rete, principalmente questo]

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35 comments

  1. è interessante quest’attenzione al bullismo psicologico
    e credo uno degli aspetti più pericolosi sia l’isolamento che scatena o può scatenare, il calo d’autostima nella persona che ne è vittima, e il suo timore nell’esposizione del sé avvertito come più fragile, talvolta inadeguato alle dinamiche sociali

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    1. Penso che tutti quanti dovrebbero conoscere queste teorie.. sia i genitori, che gli insegnanti, che i ragazzi stessi… e anche tutti gli altri. Per arginare dei comportamenti sbagliati ci vuole cultura… la cultura di tutti quanti. Buona serata mia cara Dora

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  2. Che brutta cosa, io ne ho conosciute un po’ quand’ero bambina: con la “scusa” che venivo dall’orfanotrofio me ne facevano di tutti i colori ma sempre senza farsi accorgere così, se mi ribelavo, la “cativa” ero io e loro le vittime… Buona giornata Licia ❤

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    1. Stasera Neda ha scritto nei commenti la sua esperienza e anche lei come te è cresciuta in orfanotrofio… Incredibile che abbiate dovuto passare così tante sventure… povere piccole 😦 Ti mando un abbraccio grande

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      1. Si, ho letto però il collegio da dove esci diplomta, dove impari a suonare il pianoforte e quant’altro, non è esattamente l’orfanotrofio dov’ero stata “posteggiata” io perchè abbandonata, a 6 anni, dai genitori… Buona domenica. in futuro ti parlerò di me in privato 😉

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          1. Si, la parola è orfanotgrofio ma:
            Nell’immediato dopoguerra, orfana di padre, non c’erano molte alternative. Il “collegio” è stato comunque il luogo dove ho potuto studiare, leggere, imparare dipingere, a suonare il pianoforte, insomma mi ha dato modo di diplomarmi e di imparare un sacco di cose che la mia famiglia non mi avrebbe potuto dare.
            Io non ero orfana, nessuno dei miei era morto…

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  3. Ho insegnato alle Medie quando ancora non esistevano né Internet, ma nemmeno i cellulari!!
    Poiché ho sempre avuto classi “difficili” (me le affibbiavano di default….😊) normalmente i “casi” erano dei veri teppistelli, per cui il resto della ckasse, maschi e femmine, tendevano a fare gruppo per pura sopravvivenza!!!
    Non rucordo epusodi di bullismo, men che meno femminile.
    Poi la mia “carriera scolastica” si è indirizzata su un ITIS, dove le classi erano prevalentemente maschili, oppure tutt’al più vedevano la presenza di una o due ragazze.
    Non ho quindi esperienza diretta …
    Il nostro Istituto genello, invece, era un ITC , con la presenza di un Liceo linguistico.
    Durante i collegi, se qualcuno si lamentava dei nostri “buzzurri” a volte troppo esagitati, subito trivavii una collega dell’altro Istituto che ti sibilava “Non sapete come siete fortunate voi, ad avere solo maschi! Le ragazze sono spesso false, infide, invidiose, lavorano di nascosto e dietro quei dorrisettii, non sai mai che cosa celino realmente!”.

    Personalmente, avendo due figlie femmine, non mi ritrovavo in quei comnenti, ma tant’è, il tuo post me li ha fatti tornare in mente!
    Chiaro che al giorno d’oggi gli effetti dei vari bullismi vengono diatati in modo esponenziale dai mezzi a disposizione.
    Quello che una volta poteva eaaere un dileggio limitato alla classe ( e non per questo poco incisivo) adesso diventa a dir poco devastante!!!

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    1. che bel commento! Sei sempre così piacevole da leggere… grazie. Penso che alla scuola superiore in effetti siano altri i problemi…specialmente in una scuola prettamente maschile. E’ anche vero quel che dici, che con i mezzi d’informazione che ci sono al giorno d’oggi amplificano il problema…. Buonanotte mia cara Liana,.. sei a posto con i preparativi?

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  4. Il fatto è che adesso se ne parla, ma è sempre stato così. Lo so per esperienza personale diretta e indiretta. Le ferite fatte a scuola si portano dietro per un pezzo. E’ anche vero che alcune cose un tempo considerate “normali” oggi sono considerate bullismo e probabilmente è un bene, in buona parte.

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  5. frustrazione e/o invidia. credo che il riassunto sia questo. bisognerebbe reagire con la massima indifferenza, prima o poi il (o la, o i ) bulli si stancherebbero. L’indifferenza è il peggior (miglior) disprezzo.

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    1. i ragazzini non ce la fanno ad essere indifferenti, bisogna aspettare che crescano. Io nel paese degli indifferenti (come lo chiamo io) ci ho messo decine di persone 🙂 …Per un po’ anche te 😉

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  6. Non assocerei il gusto per i fronzoli col cambiamento comportamentale e il bullismo. Mia figlia da piccolina diceva “non voglio questo vestito, è da femmina”, ma non è mai stata nè bulla, nè falsa e nemmeno perfida con le sue compagne.
    La calunnia, lo sfottio, la stronzaggine io me le ricordo benissimo anche 50 anni fa’.
    Credo che oggi i bulli siano più esagerati anche perchè i giovani sono più fragili.

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    1. No, il gusto per i fronzoli non c’entra nulla con il bullismo…forse mi sono espressa male, non so… Le cattiverie si sa bene quali sono e ce le ricordiamo dalla nostra giovinezza…adesso sono all’ordine del giorno

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  7. Purtroppo lo abbiamo vissuto quasi tutte, io soprattutto alle medie, provenivo da un paese e le altre da cittadine, ero vista pecora nera, poi i miei genitori avevano costruito una casa dove c’era anticamente una fattoria e quindi per le altre ragazze vivevo in un pollaio…tremendo. Ora mi ci faccio una risata, ma quanti crucci. Baci cara e grazie per questo interessante post.

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    1. siamo passate tutte quante dalle prese in giro delle coetanee.. a volte ci facevamo due risate, altre volte invece erano proprio cattiverie che ci facevano star mele. Grazie a te Lady Or e buon fine settimana 🙂

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  8. Sono stata 10 anni in un orfanotrofio femminile: 450 ragazze dai due ai diciotto anni e ottanta suore tra assistenti e insegnanti. Il bullismo femminile l’ho visto anch’io, in quel mondo chiuso e con una disciplina ferrea. Con una variante, un gruppetto di noi, insieme dalla terza elementare fino al diploma, si è sempre erto a protezione delle più deboli, eravamo in undici su un gruppo di trenta ragazzine e facevamo fronte comune, a volte anche contro le assistenti che intervenivo spesso a “casaccio” senza approfondire ciò che era capitato. Forse eravamo influenzate dai libri che leggevamo (Ivanohe – La primula rossa, I tre Moschettieri, ecc.) avevamo tutte un soprannome, io ero Garibaldi, la mia amica C……. era Napoleone e così via. Garrone (del libro Cuore) era un nostro eroe.
    Quali sono gli eroi dei ragazzi d’oggi, soprattutto di certe ragazzine che a undici anni ti dicono “Io da grande voglio sposare un milionario” ???

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    1. sai che sto male solo a pensarci che eri in un orfanotrofio… povera bambina. Sono esperienze che segnano.. Anche Libera ne parla, anche lei come te.. Meno male che avevate sei sogni.. dei miti…delle amiche. oggi non hanno più eroi, ne’ miti…e tante volte nemmeno amici… che tristezza

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      1. Nell’immediato dopoguerra, orfana di padre, non c’erano molte alternative. Il “collegio” è stato comunque il luogo dove ho potuto studiare, leggere, imparare dipingere, a suonare il pianoforte, insomma mi ha dato modo di diplomarmi e di imparare un sacco di cose che la mia famiglia non mi avrebbe potuto dare. Disciplina ferrea, quasi militare, ma che mi ha reso forte e che mi ha fatto poi cercare e amare la libertà, di pensiero, di vita, di intenti. Per alcune mie compagne è stato un incubo, per me, che avevo in mente lo studio, i libri sono stati la mia “evasione”, mi hanno dato la capacità di sopportare ogni cosa e di trarne vantaggio. Rimane sempre un segno, è vero, ma credo sia peggio per quei bambini che vengono maltrattati dai propri genitori, almeno io, se mi beccavo un ceffone, magari meritato, potevo sempre dire che non era mia madre a darmelo, ma un’estranea e fa meno male, credimi. Oggi alcuni bambini hanno di tutto, ma poca vera attenzione, poca educazione familiare. Per fortuna per molti non è così, ci sono ancora buoni genitori, giovani, uniti, preparati che tiran su bene i figli, ma di loro non si parla mai.

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        1. Io non riesco ad immaginarmi nelle stesse condizioni. Penso ora alla mia nipotina, che riempio di coccole, di carezze e di baci e così i suoi genitori. Questa dovrebbe essere la vita dei bambini, sempre. Sono contenta che tu nonostante le difficoltà, abbia trovato dei lati positivi nel collegio e che ti sia fatta una bella cultura…anche questo è importante… e poi sei diventata una donna forte che va avanti a testa alta.. migliore rispetto a tante donne venute su viziate.. di questo puoi davvero essere fiera. ..E poi, Neda, scrivi dei commenti che …sei unica! Grazie mille..è un piacere leggerti! Un abbraccio super-grande

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  9. Argomento interessantissimo.
    Vanno esaminati i soggetti vittime di bullismo e coloro che fanno del bullismo e vanno curati tutti adeguatamente e a fondo. (mi riferisco a ragazzi e ragazze)
    Non si può far finta di niente.
    Qualcuno arriva al suicidio.
    E’ terribile pensare al male che viene fatto a una vittima innocente e al male che è dentro quei ragazzi che agiscono così diabolicamente contro qualcuno.
    Argomento su cui parlare, sì, per allargare la conoscenza.
    E conoscere ciò che accade davvero anche con l’aiuto di persone qualificate è l’inizio per combattere questa piaga.
    Grazie. cara Ali.
    gb
    Buon sabato!

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    1. Sto cercando un articolo molto interessante che stava leggendo mia sorella sul bullismo.
      Non l’ho bloccato subito purtroppo.
      Lei non so quanti ne legga…
      Questo che cerco disperatamente era molto chiaro. Altri parlano in un linguaggio difficile da comprendere.
      Se lo trovo…
      gb
      E’ un argomento che non va sottovalutato.

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