Halloween

halloween
New Orleans [Luisiana] 31 ottobre 2014

Ed eccoci ad Halloween, a tanti questa festa non piace, ma io a forza di stare con i ragazzi sono diventata giocherellona e un po’ mi diverto: ho comprato delle caramelle e dei dolciumi per  darle ai bimbi che suonano il campanello  e ho messo anche qualche decorazione in casa.  Niente a che fare con gli addobbi degli americani, solo qualcosa in piccolo 🙂

Buona serata a tutti 🙂

4 ciance

parrucchieraChi vive in un paese sa che non si può andar di fretta se c’è da chiacchierare di qualcosa, è indispensabile fermarsi a dialogare con i compaesani per un tempo variabile x proporzionale all’importanza dell’argomento oggetto della discussione.  Oggi l’argomento in questione era il terremoto, che noi pisan/fiorentini abbiamo sentito a malapena (e meno male!) ieri sera verso le sette. Argomento importante!

Ma veniamo al dunque:

Stamani, mio giorno libero dal lavoro, ho pensato bene di recarmi dalla parrucchiera qui vicina, per fissare un appuntamento per i prossimi giorni per farmi la messa in piega, dopodiché sarei voluta andare al mercato.  Stamani era bel tempo ed era caldo, quindi che c’era di meglio che andarsene un po’ a camminare tra i banchi magari facendo anche qualche acquisto?! Beh, l’intento era chiaro, fatto sta mi sono recata dalla suddetta parrucchiera e l’ho trovata a parlare con l’unica cliente che era in negozio alle 10 del mattino, mentre lei stava tirando fuori i soldi dal borsellino, per saldare il suo conto.  Appena mi hanno vista entrare, entrambe mi hanno guardata sorridendomi e salutandomi e poi…: “Ohhh, ma l’hai sentito il terremoto ieri sera?” Esclama la cliente guardandomi in modo preoccupato,  e io, volendo tagliar corto,  “Sì, l’ho sentito..e ho avuto anche paura!” e lei, (la Maria Teresa) :” ..e come l’hai sentito?.. e quanta paura hai avuto?.. Sai, io li per lì nemmeno lo avevo sentito, ma poi mio figlio che era di là, mi ha chiamata dicendomi che l’armadio tremava e faceva un gran baccano,… allora sono scesa in strada e ho trovato il farmacista che diceva che aveva sentito la scossa… allora mi sono impaurita… ” e mentre parlava mi dava colpetti sul braccio, per rendermi partecipe del suo pathos, poi ha aggiunto rivolta a me: “..e tu…dai, racconta” … Io ero lì che avevo fretta di andare al mercato e non volevo stare a chiacchierare per cui ho dovuto concentrarmi qualche secondo per studiare una mossa strategica per chiudere l’argomento alla svelta, ma così facendo mi sono persa l’attimo, fatto sta che la parrucchiera ci si è messa anche lei: “Io facevo cena e avevo la padella in mano e ho sentito che dindinnava (è una parrucchiera napoletana… che ne so che voleva dire, forse la padella si muoveva o forse suonava) ..fatto sta che dopo che anche la parrucchiera aveva finito la sua storia dettagliata  tutte e due hanno guardato me che a quel punto ho esordito dicendo: “ … ma sentite un po’, se mi facessi i capelli ora, che così ve lo racconto con calma?” ..e così è stato e mentre la parrucchiera mi lavava la chioma ho raccontato che in definitiva io il terremoto non lo avevo proprio sentito perché stavo trafficando in casa, ma mia figlia se ne era accorta perché era seduta al tavolo a studiare, tutto questo con dovizia di particolari, come si confà ad una buona compaesana.   Ebbene, dopo un’ora di chiacchiere sono uscita dal negozio con tanto di trucco e parrucco (come dicono i giovani d’oggi) e mi ci è incastrato anche di andare al mercato a comprare la frutta e qualche altra cosetta.

E tutto è bene quel che finisce bene ..soprattutto quando si ha a che fare con il terremoto.

Daniela…

A volte le incontri, così, per caso, e ti si apre un mondo. Sono le persone che ti hanno segnato in qualche modo la vita, non sai se fanno parte delle tue amicizie o no, l’unica cosa che sai è che insieme a loro hai fatto un lungo percorso, camminando gomito a gomito. Con loro hai parlato di tutto e di più e il tempo era un particolare trascurabile perché  allora ne avevi tanto, talmente tanto che a volte lo regalavi a chi aveva bisogno di essere ascoltato.  Quando le incontri ti chiedi se è davvero successo di aver condiviso i tratti della tua esistenza  con qualcuno e ti ritrovi a pensare ai ricordi belli e a quelli brutti che fanno comunque parte del tuo vissuto. “Ciaoooo…anche tu qui? Da tanto non ti vedevo….” e d’un tratto sei accanto a sorriderle e senti dentro di te un vuoto grande lasciato nel tuo cuore da quella persona che da tempo, per motivi di lavoro si è dovuta allontanare andando lontano, dove tu non puoi sentirla e le uniche notizie le hai vedendo delle immagini su facebook. Come può essere che ci si può perdere così? Te lo chiedi e non sai darti risposte, ma dentro di te sai che è così che vanno le cose in questo mondo fugace, dove d’un tratto ci si avvicina come meteore impazzite e poi in un baleno ci si riallontana per recarsi in un altro cosmo, che magari è a pochi chilometri ma per te e troppo più in là, oltre ai confini di te stesso. Ti manca tutto quello che era e la tristezza che genera il ricordo ti rode come un tarlo nella testa e allora parli del più e del meno tralasciando i particolari.  Le persone che ti hanno segnato la vita hanno avuto stima di te e in te hanno creduto, sono quelle che ti hanno fatto crescere e che a volte ti hanno fatto sentire un grande. Persone che solo il fatto di averle vicine era un conforto quando ne avevi bisogno e un consiglio quando non avevi chiara la strada prendere. Sono colleghi, ma anche fratelli/sorelle con cui hai scambiato le risate nelle sere di bufera e hai alzato il calice colmo di vino frizzante seduto al tavolino di un localino della collina più alta della zona, tra i boschi dei crinali, da cui si vede anche il mare in lontananza. Se ci pensi bene senti ancora il suo profumo e senti i tacchi delle sue scarpe quando arrivava al mattino, ma i ricordi fanno male e allora: “ciao…io tutto bene.. non perdiamoci di vista, ok?…” e poi via nei nostri rispettivi cosmi, distanti anni luce tra di noi.

Mai darsi una tregua se non si vuole soffrire di malinconia.

Perché si dice…

“Nascere con la camicia”

nato-con-la-camicia

“Essere fortunati, portare a buon termine qualunque tipo di operazione intrapresa”.

Il feto, nell’utero materno, è avvolto da una membrana protettiva. detta amnio, che al momento della nascita resta nel ventre materno. In qualche caso, però, il neonato ha ancora la testa coperta da parte di questa membrana e in certi casi, molto rari, l’intero corpo. Fin dai tempi più remoti il fenomeno è stato considerato di buon auspicio. Nell’antica Roma, per esempio, le levatrici vendevano l’amnio agli avvocati, ad altissimo prezzo, sostenendo che un amuleto del genere portato sempre addosso conferisse loro un’eloquenza straordinaria e gli consentisse di vincere  tutte le cause. Con il passare del tempo si è arrivati perfino a vedere nel fenomeno un intervento divino: in Francia, l’amnio veniva benedetto da un prete e se assomigliava anche lontanamente alla mitra episcopale, il neonato che lo portava addosso al momento della nascita veniva consacrato alla vita religiosa. Questa abitudine non è ancora del tutto scomparsa in Francia, mentre gli inglesi, sempre molto pratici,  quando si verificava un’eventualità del genere, mettevano l’amnio in vendita, con inserzioni sui giornali o addirittura con manifesti. Pare che gli acquirenti accorressero in massa.

Lo sapevate? 🙂  Io no.

Buon inizio settimana a tutti.

 

Pomeriggio culturale

Mi hanno invitata una decina di volte e alla fine ci sono andata. Ho dedicato il sabato pomeriggio ad una conferenza che un’associazione culturale della zona dove abito, aveva organizzato per trattare dei cambiamenti storico-culturali del territorio toscano nel 1800, con particolare riguardo all’evoluzione della lingua italiana.

L’unità linguistica, presupposto e condizione dell’unità politica

Ebbene, dico la verità, ero fortemente prevenuta infatti pensavo che mi sarei annoiata, abituata come sono a trattare temi scientifici, invece non è stato affatto così. Il pomeriggio era iniziato male, il relatore principale era in forte ritardo e si percepiva un certo nervosismo in sala e tra gli organizzatori dell’evento. Il ritardo era giustificato dal fatto che relatore d’eccezione era il dott. Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana e storico, e alcuni  impegni politici lo avevano trattenuto più del previsto.  A quel punto, per riempire il vuoto, altre personalità note nell’ambiente culturale della zona, si sono alternate introducendo l’argomento, finché non è arrivato lui, il relatore tanto atteso. Nel momento stesso in cui ha preso la parola ha cominciato ad incantarci, parlando come un fiume in piena.

cultura

Il soggetto principale di cui si è trattato era il Marchese Gino Capponi, politico, scrittore e storico italiano, vissuto qui nella zona nel 1800, amico di Giacomo Leopardi e di Alessandro Manzoni e appunto,con lui, iniziò ad elaborare il progetto della stesura di un dizionario della lingua italiana: “Vocabolario della lingua italiana secondo l’uso di Firenze“, progetto che ad un  certo punto,  dovette abbandonare perché perse la vista.

Gino_Capponi.jpg

Anche in ambito politico Gino Capponi fu un personaggio di spicco; ultimo esponente di uno dei rami dell’antica ed illustre famiglia fiorentina dei Capponi, fu un moderato riformatore dello stato toscano, attraverso la carica di senatore.

Le spoglie di Gino Capponi sono in  una delle due tombe riservate ai principali artefici dell’Unità d’Italia, in Santa Croce a Firenze.

Se volete alcune notizie in più le  trovate ad esempio qui.

Insomma, bellissima esperienza, che ha migliorato il mio sapere.

Buona domenica a tutti.

Di che mania sei? Tag

È importante conoscere le principali manie, perché averne consapevolezza significa gestire meglio le proprie emozioni e i momenti di stress, riuscendo a valorizzare le proprie risorse

POCA AUTOSTIMA UGUALE MOLTE MANIE!

manie-name-design

La mia amica Mirna  (che ringrazio!) mi ha nominata e io ho accettato di giocare 😉

Non credo di aver molte manie, eccone alcune:

  1.  mai senza profumo! Ho una fissa per il Cabotine De Gres ma cambio le fragranze a seconda della stagione e a volte anche degli stati d’animo. Ora, per esempio sto adoperando Alien e trovo che si addice molto alla mia persona. Prediligo i profumi speziati e agrumati,  come quelli francesi.
  2. mai senza un po’ di ombretto sugli occhi! Il mio colore è l’ottanio e trovo che si intoni  bene ai miei occhi molto  scuri.
  3. mai senza borsetta! Ne ho per tutte le occorrenze. La mia borsetta deve contenere il minimo indispensabile, deve essere leggerissima e maneggevole, adatta per camminare a piedi anche a lungo. Nella mia borsetta non mancano mai un borsellino e i fazzoletti di carta, tutto il resto è optional 🙂

Ecco fatto, probabilmente ho anche altre manie, ma in questo momento proprio non saprei.

Se volete giocare ecco le regole che ha fissato Mirna:

Regole del TAG  menzionare l’ideatore e chi vi ha nominato

Menzionare almeno 3 manie 

Nominare 5 blog

Io  nominerei:

  1. Cuoreruotante
  2. Lady Or
  3. Veronica
  4. Lucia
  5. Cristinabia

Comunque sia… fate voi, se volete farlo o no, a me sembra simpatico 🙂

Ricette americane..

Poco tempo fa mio figlio è tornato da un suo viaggio di lavoro a New Orleans in Luisiana e mi ha portato una scatola di un preparato per dolci. L’aveva comprata al  Cafè Du Monde nel French Market di quella città.

cafe-du-monde

Ebbene, ieri sera volevo preparare quella ricetta e mi sono messa a leggere l’etichetta:

img_20161017_205640_burst001_cover

Dice di prendere due tazze del preparato e mescolarle con 7 fl. oz. di acqua. Poi dice di miscelare il composto e stenderlo all’altezza di 1/8 di ”  , poi ricavarne dei quadrati di 2 e 1/4 di ” ; se ne devono ricavare circa 2 dozzine. Quindi mettere in un inch o 2 di olio a 370° .  “Electric skillet works best” …penso voglia dire che con la friggitrice il lavoro risulterà migliore :-). Beh, il problema grosso è capire le unità di misura che vengono usate nella grande America! Cominciamo con 7 fl.oz. di acqua… quanta diamine è???? Allora ho cercato su internet e guardate un po’ cosa ho trovato!

oncia-liquida

Allora mi sono messa a fare un paio di equazioni differenziali e poi qualche integrale e un po’ di funzioni esponenziali e ho convertito (se ho fatto giusto!) le 7 fl. oz. in circa 210 ml ..che suona molto meglio di sicuro! 🙂 Poi son passata ai “pollici” e mi sono immaginata quelle povere massaie alle prese con 1/8 di pollice…che poi è circa 3,5 mm (usare 1/8″ non ho parole!…) . Lasciando perdere la misura dei quadrati e gli inch per la misura dell’olio, ho proceduto a occhio perché non ne potevo più di fare i conti. E anche con la temperatura ho fatto a caso, che anche lì la scala fahrenheit è un bel problema …

Comunque sia il risultato ottenuto sono dei dolci – poco dolci …tipo i “cenci” toscani, detti anche chiacchiere (di carnevale), che vanno letteralmente inabissati nello zucchero vanigliato.

Ora, dico io,  qui in toscana si prende un mucchietto di farina a occhio, ci si mette un uovo, un cucchiaio di zucchero, una scorza di limone grattugiato, si impasta veloce e ci si ritagliano dei rettangoli, poi si friggono in olio caldo …e sono profumatissimi… ma c’è bisogno di farla tanto lunga? al passo coi tempi