Lo strazio della spesa

Odio il frigorifero troppo pieno. Non tollero quando si deve giocare a tetris per gestire lo spazio nei vari ripiani: ciottolini su ciottolini, uova, yogurt, il solito enorme cesto d’insalata che occupa spazio quanto un tir, una ciotola con della frutta che appena ti azzardi a toglierla dal frigo marcisce, qualche vaso di vetro con la marmellata e un altro con delle acciughe. E poi il burro, il formaggio con la grattugia, il  cartoccio con il succo di frutta e poi il latte, il vassoio con la carne…e chi più ne ha più ne metta!  Sarebbe compito della brava massaia stare lì ogni giorno a rufolare per controllare le scadenze e i cibi che rischiano di diventare troppo vecchi, ma per chi lavora e va di fretta il compito è arduo.

Comunque sia, se è vero che odio il frigorifero troppo pieno, mi dà ancora più fastidio dover buttare via qualcosa. Prendere un cibo e gettarlo perché ormai non è più commestibile, è segno di stupidità perché prima hai speso soldi per comprarlo e poi lo hai dimenticato lì a marcire come se la cosa non ti riguardasse più. Mi dico; “Allora sono tonta!” e brontolo me stessa flagellandomi la schiena. Ma non è facile gestire questa cosa del frigorifero e della dispensa, quindi ho imparato a fare il riciclaggio dei cibi che non ne possono più, come la torta di pane secco che tra l’altro è ottima (trovate il link della ricetta qui a destra) o il lesso rifatto in fricassera, oppure le polpette con il lesso, insomma tutti cibi saporitissimi che hanno il grosso vantaggio che non ti fanno buttare via niente.

Detto questo. per il mio bene e per quello della mia schiena io vorrei evitare di comprare troppe cose tutte insieme per poi stipare il frigorifero; quindi il sabato, quando vado a fare spesa, vorrei limitarmi a comprare due-cose-due.  Andrei tanto volentieri da sola al supermercato così farei come mi pare, ma puntualmente quando parto, c’è sempre qualcuno della famiglia che si aggrega. Oggi per esempio è voluta venire con me mia figlia: “Ok, se vuoi venire con me andiamo pure, ma guarda che compreremo solo DUE-COSE-DUE! Capito?… non tre-cose-tre, ma solo due-cose-due! Che nel mio linguaggio vuol dire due di numero!

E così finisce che tutti i sabati, come potete vedere,  compriamo due-cose-due ….

spesa

al passo coi tempitristezza… [tutta roba scelta da lei, come se non ci fosse un domani]