Pronto Barilla

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L’avete mai visto questo formato di pasta Barilla?  Forse no, perché dubito che si trovi in Italia, questa foto infatti è stata scattata in America.  Che c’è di strano? Traduciamo insieme, dai… Nell’immagine sopra dice: “cena per 6!”  e poi “Pronto – una padella. No acqua bollente – non importa scolare” e qui direi che la faccenda si fa interessante! Come sarebbe a dire? In Italia siamo abituati che “dove c’è Barilla c’è casa” e da che mondo è mondo, la pastasciutta si prepara con una belle pentola di acqua bollente e un colino pronto per scolare e infine condire e impiattare.

E allora leggiamo il retro:

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all’inizio ripete (per chi ancora non avesse capito!) “Prepara una padella – Non devi aspettare che l’acqua bolla – Non devi scolare la pasta” e poi continua:

“Istruzioni per una cena semplice:”

“Porre la scatola intera di pasta dentro ad una larga padella (approssimativamente 12  pollici di diametro .. quant’è? 14).  Versare 3 tazze di acqua fredda in questa padella assicurandosi che l’acqua copra la pasta. Posizionare sul fornello a fuoco alto e mettere il timer a 10 minuti. Opzionale: aggiungere mezzo cucchiaino di sale. (a loro piace sciocca? 32  ) Cucinare a fuoco alto, mescolando regolarmente, finché gran parte dell’acqua non sarà assorbita. Circa 10 minuti ma può variare a seconda del fornello. Aggiungere un barattolo di salsa Barilla e scaldare per circa un  altro minuto prima di servire, oppure rimuovere la padella dal fornello e aggiungere i tuoi ingredienti preferiti e buon appetito!” Tutto chiaro vero? yes

Ora, io mi domando e dico, possibile che la Barilla si inventi queste ricette super easy senza dirci nulla? A noi continua a farci vedere le famiglie felici che si riuniscono intorno ad un tavolo a banchettare in santa pace e a loro spedisce roba pronta in tavola in 10 minuti senza durar fatica né sporcare niente…  37

 

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40 comments

  1. è risaputo che per l’esportazione mandiamo in giro schifezza…io in Brasile non trovai pasta per il nostro mercato interno…e feci una siciliana alle melanzane che fece gridare gli amici brasiliani al miracolo…ma ti assicuro che quella roba (che pure portava il marchio italiano) era colla colorata… bleah!

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          1. si ma la pasta va cotta “regolare” al dente poi si condisce in un ruoto a parte a strati . Una base di sugo alla cipolla (meglio pomodoro passato) le melanzane fritte prima a filetti non spessi , la mozzarella e polpettine o carne tritata. Ogni strato di pasta va condito fino a colmare il ruoto. Poi si inforna il tutto e si fa stufare per una mezz’ora..e voilà leccornia!

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                1. vero 🙂 E con il calore si cuoce la pasta 😉 Via… scappo, porto il mio raffreddore altrove, per vedere se mi passa. Tutti questi cambi repentini di temperatura mi hanno fregata. Accidenti! Buonanotte :-)*

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  2. La mantecatura in padella è un buon espediente per insaporire i piatti, cuocere in padella però può andar bene per una pasta di grano tenero non certo di grano duro, poi continuare a mescolare è troppo dispendioso.
    Però sai a ben pensarci anche noi non usiamo lo scolapasta, ad esempio con le minestre tipo pasta e fagioli o altri legumi.

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  3. Franz mi ha messo fame già a quest’ora:; per quanto riguarda Barilla no comment: almeno altre aziende, diciamo, più “furbille” mettono sul mercato ‘stè schifezze commerciabili all’estero sotto “mentite spoglie” ma qui barillina bella ci ha messo la faccia e se l’è anche rotta. Ultimamente sta cercando di risalire la cima con nuovi formati , nuovi frumenti e testimonial belli e bravi ma, come si dice a Trieste: ormai la mucca xe scampada de la stalla… Inutile chiudere la porta.
    Poi, mi chiedo, se la qualità ora è super, cosa ci hanno venduto prima? Altro indizio: le confezioni da 5 kili di pasta barillina bella che trovi nei Discount, chiaro no? Non puoi passare dai “piccolini” alle confezioni industriali, qualcosa non quadra. Chissà chi cura la loro “immagine” 😉 Ciao Licia, scusa la lungaggine ❤

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    1. io avevo pensato che non si trattasse della vera Barilla, ma di una pasta “taroccata”, ma sono andata a cercarla sul sito e l’ho proprio trovata! E’ originale…. Però ai discount non l’ho mai vista in vendita… speriamo non ci deluda, io sono affezionata a quell’azienda. Buona serata Libera 🙂

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  4. dai, è roba per americani incapaci, io la pasta preferisco continuare a cucinarla a modo mio sporcando tutto lo sporcabile, pentola, colapasta, tagliere, padella in cui saltarla col sugo fatto al momento (magari in un altro padellino!). vuoi mettere il gusto? 🙂
    ml

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  5. Ho viaggiato molto in Italia e in parte dell’Europa, soprattutto in Germania, prima dell’89.
    Mai cercato di mangiare cucina Italiana all’estero, anche i ristoranti italiani di allora offrivano piatti che di italiano avevano poco, per esempio la pizza era fatta, spesso, con la pasta sfoglia, mangiabile certo, ma poco pizza. Una sola volta ne fui costretta quando mio marito, io e la nostra bambina di due anni fummo invitati alla mensa aziendale del comune di Bielefeld (NordRheinWestfahlen) dove, apposta per noi cucinarono degli spaghetti al pomodoro: ovvero, spaghetti stracotti all’inverosimile, conditi con del ketchup e, naturalmente, nessun parmigiano, né grana padano.
    Solo mia figlia, povera stella ignara, li gradì.

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  6. Che cosa orribile. Ma pure qua in Italia accadono cose nefande. Anni fa fui invitata a un festoso convivio parrocchiale, che data la presenza di una moltitudine di pargoli si rivelò molto simile a una mensa scolastica. Il piatto principale si rivelò essere una pasta condita con melanzane, per la precisione un chilo o più di mezzepenne, cotte in diretta , a essere ottimisti in due litri d’acqua. Praticamente un risotto. Delle melanzane di condimento preferisco tacere. Il mio digiuno, fortunatamente, data la fantastica confusione e frastuono passò completamente ignorato. Sono anche riuscita a salvare il mio cappottino nuovo dalle manine unte e dagli sgocciolamenti di gelato dei festosi pargoli che si rincorrevano tra le sedie e tavoli, mentre le madri incuranti spettegolavano con cristiana misericordia delle parrocchiane assenti…

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    1. mamma mia … che brutta festa. Immagino il tuo disagio. La prossima volta (se ce ne sarà un’altra…) suggerisci di comprare in rosticceria dei cibi già pronti e dì alle mamme di organizzare dei giochi pr tenere impegnati i ragazzi… 🙂
      Buona serata mia cara Ornella

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