1,50 a scierta

zucche

Certo che anche noi toscani, quando ci si mette d’impegno con il nostro dialetto si fa ridere forte!  Ieri alla festa la venditrice di zucche c’è andata giù pesante quando ha messo in bella vista il suo cartello con il prezzo: “1,50 a scierta” … Ma che lingua è?

Io sono stata zitta quando l’ho letto, già era lì che metteva il grugno perché avevo tirato fuori la macchina fotografica per fare la foto, ci mancava solo che le correggessi il cartellino! 🙂

Lì per lì  quasi quasi avevo pensato di mandarle mio nipote, così la correggeva lui! 🙂  Il mio nipotino Fabiuccio è un ragazzino modernissimo, sempre con i capelli tagliati all’ultima moda e lo sguardo furbo. Ha 8 anni ma la sa lunga su tutto, e poi, quel che ha di bello, non ha peli sulla lingua e corregge al volo tutti i vocaboli che uno sbaglia a dire, nel senso che non tollera le forme dialettali. Tempo fa  eravamo a tavola e c’erano anche delle persone anziane di famiglia, e conversavamo parlando del più e del meno; lui ascoltava a testa bassa, tutto intento a spezzettare la sua fetta del pane, poi, ad un certo punto, evidentemente non ce l’ha fatta più e ha sbottato,  facendo un simpatico partaccione a tutti quanti.  Guardate che non si dice “Conadde” ma “Codad”!  E nemmeno “Coppe” ma “Coop”. E poi non si può sentire quando dite “gnamo”.. si dice “andiamo”. E il “cacio” è il “formaggio” e poi tutto d’un fiato: “ogni’osa” è “ogni cosa”, la  “formi’ola” è la formica e lo  “scottesse” non si dice così ma “scottex”! E ha continuato ad annuire tra sé e sé a testa bassa, mormorando: “Siete proprio vecchi se parlate così…!” Ma noi ormai non si ascoltava più perché eravamo tutti lì a sganasciarsi dal ridere.

Ma “gnamo”, dai … 49