Un tuffo nel Medioevo

Domani festa grande al mio paese; un vero e proprio tuffo indietro, nel Medioevo.

Tutto è pronto e già le bandiere colorate sventolano per le  strade e alle finestre. Sarà uno spasso… 🙂

Io porterò con me la mia reflex  e così  potrò portarvi qualche foto  3

Buona domenica ❤

Help

Premesso che fino a pochi anni fa la Toscana era una terra quasi glaciale e si vedevano in giro più conifere che agrumi;ecco, ricordo di quando andavo alla scuola elementare con la borsa calda in cartella, per difendermi dal freddo e quando mia mamma a volte rompeva il ghiaccio che copriva tutto il pavimento del terrazzo in inverno per non cascarci. Sì, era freddino qui in Toscana e avevamo l’abitudine di mettere a dimora tutte le piante dei nostri giardini, affinché d’inverno non “bruciassero”, ossia non seccassero con la temperatura sotto allo zero. Con l’avvento del nuovo millennio il clima è cambiato e nessuno protegge più i vasi dei fiori nonostante siamo in piena stagione fredda e non si vede più il ghiaccio, nemmeno sui vetri delle auto. I ragazzi che vanno a scuola non hanno più i maglioni pesantissimi e i guanti alle mani, ma anche a dicembre sono con le magliette a mezze maniche se non in canottiera.

Questi cambiamenti a me destabilizzano non poco. Si tratta di cambiare le abitudini e anche il modo di pensare.  Non occorre più fare dei cambi di stagione negli armadi e nemmeno stipare nei bauli coperte su coperte: un piumoncino leggero basta e avanza e va bene anche per 12 mesi all’anno.

Sì, direte voi, ..ma tutto questo per dire cosa?  thinkw265

Avete ragione, la premessa è lunghetta ma era indispensabile per capire bene il problema, che poi è questo:

MI HANNO REGALATO DEI FICHI D’INDIA! Ve li faccio anche vedere 🙂

fichi d'india.jpg

Il problema è che non conosco bene questi frutti, anzi, non  li conosco per niente perché di queste piante in Toscana fino a pochi anni fa non se ne vedevano in giro. Non immaginate quante manovre ridicole ho fatto per non bucarmi le mani prima di sistemarli nella fruttiera.  Comunque sia, con tutte le precauzioni possibili e inimmaginabili, ne ho preso uno, quello che mi sembrava più rosso, e piano piano (con i guanti di gomma massicci) l’ho sbucciato e mi sono apprestata cautamente …quasi religiosamente… ad assaggiarlo. Insomma, ci ho dato un morso. L’avessi mai fatto! Il sapore è quello della zucca arancione che si mette nella zuppa di verdura, cioè insipido e “allappante” ..e poi.. una decina di milioni di semi durissimi come il cemento armato, mi si sono piazzati in pianta stabile in bocca e incastrati tra i denti, facendomi pensare che forse sarei dovuta correre a rotta di collo dal dentista per farmi ripulire la dentatura. Prima questione: “Ingoio o sputo?” 😦

Ora… dico io… ok, non conosco queste piante e nemmeno questi frutti, quindi sono una emerita ignorante (nel senso che “non so” 😉 ) ma non credevo ci volesse tanta scienza per gustare una cosa del genere!

Domanda del secolo, da un milione di dollari: “Che me ne faccioooo?” … Suggerimenti?