Alla Coppe

La prof oggi pomeriggio è andata alla Coppe (sarebbe la Coop ma qui si dice così, anzi ‘oppe) e, alla fine della spesa mangereccia, voleva acquistare una bellissima macchina per cucire nuova. Era da tanto che la voleva comprare, infatti quella vecchia era ormai defunta e lei non ne poteva fare a meno (si fa per dire!). Detto fatto, dopo aver dato una rapida occhiata agli scaffali del supermercato e non averla trovata, si è recata al box infomazioni e ha detto alla commessa: “Senta signorina, vorrei acquistare una macchina per cucire, sa quella che è raffigurata nel vostro volantino, a 89 euri più i punti della raccolta…” e la commessa ha sorriso e ha guardato l’immagine sul librettino che la prof le stava indicando e poi ha esclamato: “No, non c’è….” . La prof a quel punto è rimasta malissimo perché ormai aveva già messo in conto di prenderla e non accettava una delusione. “ Come sarebbe a dire che non c’è… guardi che ho telefonato apposta  ieri pomeriggio e mi avete risposto che l’avevate in vendita…!” E la commessa, sempre sorridendo: “Si vede che sarà finita la scorta…, ha guardato in giro? L’ha vista? ” e la prof… “ No che non l’ho vista altrimenti non sarei qui a chiedere!” e la commessa: “Ecco, appunto, vede che non c’è?!” e la prof: “..ma il supermercato è grande, che ne so io dove l’avete piazzata!” e la commessa: “mah, guardi non saprei, magari vada a chiedere al commesso dei surgelati che forse lui lo sa!” e a quel punto la “signorina” ha girato sui tacchi e se n’è andata sempre con il sorriso sulle labbra. La prof era impietrita con il giornalino in mano e stava quasi per cantarle la musichetta: “La coop sei tu…chi può darti di piùùùùù!” ma non aveva altro tempo da perdere  e di corsa si è fiondata al reparto surgelati, dove, tra un gelato e un sofficino, in bella vista… tadaaaaaaa.. eccola lì!

macchina-per-cucire

Ma devono succedere tutte a lei queste sceneggiate da manuale delle comiche?  thinkw265

Mi dichiaro colpevole

 

Per cominciare bene la mattinata condivido una poesia stupenda, forse la conoscerete, ma credo faccia piacere anche rileggerla. La inserisco in lingua originale perché a me piace così, ma sotto c’è la traduzione. Buon venerdì a tutti 🙂

 

Me declaro culpable
de soñar en voz alta
de confiar en el otro
de buscar la poesía.
Me declaro culpable
de decir lo que siento
de apostar al sentido
de creer en lo dicho.
Me declaro culpable
de sentir que es posible
de llorar una ausencia
de pelear un encuentro.
Me declaro culpable
de vivir otro tiempo
de fiarme de un gesto
de insistir por verdad.
Me declaro culpable.
Sí.
Me declaro culpable.
No me arrepiento

[Araceli Mariel Arreche]

 

qui sotto la traduzione 

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