Io non capisco

charlie-hebdo-Italia

Io davvero non capisco. Quando mi sono trovata davanti questa vignetta mi sono fermata per comprendere, sicura che ci fosse una spiegazione plausibile a quel disegno, ma la spiegazione sembra che  non esista proprio.

Dice che è “satira”, qualcuno dice che è il loro lavoro e che è come il Vernacoliere; io però dico che c’è tanta differenza tra vignette scritte in livornese come questa:

Vernacoliere

e l’immagine su in alto.

Quella del Vernacoliere mi fa ridere, l’altra, quella di Charlie Hebdo mi indigna e nemmeno poco; mi indispettisce. Ma si può ironizzare su un disastro come quello che ha colpito il centro Italia? E poi, hanno anche rincarato la dose, dandoci dei mafiosi.  Io non vorrei cadere nella provocazione, ma mi verrebbe fatto di pensare a quando abbiamo riempito il web di immagini come questa:

Marianne

Siamo stati tutti solidali con il loro dolore. Il web e tutti i mezzi di comunicazione si sono colorati a tinte blu, bianco e rosso e con le scritte: “Je suis Charlie”. Volevamo partecipare al loro dolore e ribadire che deve esserci libertà di espressione… ma questo tipo di espressione non va bene!

C’è qualcuno che per piacere mi spiega questa “benedetta” comunicazione dei francesi?

Intanto io continuo a ripensare a quando sono stata in America alla fine del 2014 e alle parole dei miei amici americani: mi dicevano che tutti gli europei vanno bene eccetto i francesi… e io mi chiedevo che diamine faranno mai di male i francesi per essere odiati in questo modo… pensieroso

Mah…

 

[immagini prese dal web]

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22 comments

  1. Anche io l’ho trovata vergognosa… e in più mi ha irritato notevolmente il tentativo di spacciarla come satira pungente circa i vari magna-magna inerenti la ricostruzione.
    Ieri mi sono sentito una mosca bianca….
    La penso come te, è VERGOGNOSA !!!!

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  2. Vedo che siamo già in tre ad averla trovata assolutamente ignobile, oltre che sgradevolissima alla vista! Ieri anch’io ho letto una miriade di commenti sul web.

    Ovviamente si dividevano in due:, anzi, in quattro. Chi era indignato e rimpiangeva di essersi schierato , ai tempi, tra i “jesuischarlie”; chi la trovava sgradevole, ma in linea con lo style di Hebdo. Di che vi stupite?
    Questa è stata la posizione di mio marito, ad esempio.

    Chi, infine, la trovava satira vera e sputava sentenze contro i poveri indignati che, evidentemente, non ne capivano di satira..
    Poi, ad ogni commento se ne contrapponevano decine, a vari livelli, compresi quelli immancabilmente volgari ed offensivi.

    Io, ripeto, l’ho trovata decisamente inopportuna e anche la successiva spiegazione di Hebdo sulla mafia che costruisce case di cartapesta, aggiunta dopo le proteste, mi è sembrata posticcia.

    Ne avrei fatto volentieri a meno. >:-(

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    1. io invece non mi ero documentata come te, diciamo che sono andata dietro al mio sentire e basta. Quelle immagini riferite alla gente insanguinata non riesco a digerirle, anche se la spiegazione che dà Mel, qui sotto, è molto convincente

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  3. Io non ho parole ma un “pensiero inconfessabile” mi ronza per la testa…
    Forse sarebbe meglio non dare importanza a questa schifezza ed ignorare perchè questa è solo la mera ignoranza di qualcuno che ha dimenticato le conseguenze della “satira pungente” e di quante vite umane gli siano costate…

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  4. La conclusione di tutto è, a mio parere, che la libertà data in mano a dei cretini produce altrettanto danno che il mitra con il quale altri sconsiderati possono pensare di eliminarli. Anche in questa occasione “un bel tacer non fu mai scritto”. Loro, comunque, gli autori della vignetta, danno la nausea. Avete presente la loro interpretazione della Trinità? Ecco, sarebbe bene che ci fosse una regola. La libertà assoluta non esiste, come la felicità.

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  5. La satira ha lo scopo primario di punzecchiare e far saltare i nervi a chi solitamente ne è il bersaglio. Non lo dico io, ma la storia della letteratura.
    Non si possono avere due pesi e due misure: se viene messo alla berlina Maometto o Cristo, allora si inneggia alla libertà e tutti pronti a dire “Io sono C.H.”, se, invece, come in questo caso, si punzecchia gravemente l’incapacità della maggioranza degli Italiani di prevenire e curare i vari disastri del territorio, allora ci si indigna.
    Ad uno sguardo d’assieme pare che vengano prese in giro le vittime del terremoto, in realtà i vari tipi di pasta, per i quali eccelliamo nel mondo, non bastano a rendere grande l’Italia, né ci possono proteggere dall’incuria a vari livelli.
    La seconda è quasi lo specchio di ciò che avviene nel campo delle opere pubbliche e private.

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    1. ti ringrazio di questa tua saggia spiegazione, sono sincera, non ci sarei arrivata da sola a capirci qualcosa, invece così il messaggio mi appare chiaro… però continuo a non poter guardare l’immagine di quelle povere persone ridotte a quel modo, perché mi vengono in mente le immagini reali e finisce che ci sto male. A parer mio avrebbero dovuto usare altre metafore..

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      1. Aggiungo alla spiegazione di Mel, alla quale mi associo, toto corde, che c’è anche un gioco di parole, lapalissiano per chi sa il francese, tra pennes e peines, dolori; e che l’immagine gratinées rimanda alla sabbia di cui son fatte, in deroga a ogni legge, le case. Inoltre, sempre in margine alla spiegazione di Mel, il Vernacoliere ti fa ridere perché non è satira in senso letterario, è comicità. Che è, appunto, altra cosa.
        Qui un articolo abbastanza istruttivo: http://www.glistatigenerali.com/relazioni/la-vignetta-di-charlie-hebdo-spiegata-a-mia-madre/

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        1. Hai ragione Povna e ti ringrazio anche per il documento. E’ una questione spinosa, sia per la satira, ma anche per la situazione delle nostre case. Io, ad esempio, abito in un paese medievale e la mia casa è del 1908, costruita con le pietre e la sabbia dell’Arno, appoggiata alle altre case del paese, tutte in fila una accanto all’altra. Come diamine si fa a mettere in sicurezza una cosa del genere? Non esiste! E allora si gioca alla roulette russa con il terremoto e si va avanti. Questa è purtroppo la mia idea. Ci vorrebbe un intervento che ha del miracoloso, non credi?

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  6. Ho provato anch’io fastidio di fronte a questa vignetta, come spesso ne provo verso tutto quello che tocca in modo irriverente i sentimenti. Poi ho letto un post di Sabina Guzzanti su fb e mi ha fatto riflettere. Non mi ha cambiato le sensazioni solo mi ha dimostrato che la satira non deve far ridere ma riflettere prima di tutto.
    Resta un fatto Alidada, questo Paese dimentica subito, guarda il dito e non pretende la luna, ciò che accade è un misto di fatalità e di conseguenza di ciò che non si fa, di priorità farlocche e di incapacità. Poi resta il fastidio d vorrei che il fastidio diventasse domanda che incalza, che non concede spazio alle chiacchiere. E queste ci prendono davvero in giro.
    Non è cessato il fastidio, solo ci penso. Ecco.

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