Tra me e me

  Non ce la faccio. Non ce la posso fare a far finta di niente e parlare del più e del meno. Mi sono detta di tenere spenta la tv e di non guardare internet, evitando le immagini della devastazione del terremoto, ma è impossibile. Non si può mettere la testa sotto terra come fanno gli struzzi per non vedere.  Sono impotente di fronte a questa sciagura immane e non posso far niente se non pregare e mandare qualcosa di cui loro potrebbero aver bisogno.  Qualche ora fa sono andata sul sito di Libero per guardare la posta elettronica e mi sono ritrovata ad ascoltare le voci di coloro che chiamavano i soccorsi per l’emergenza. Sentire il terrore di chi forse di lì a poco non ce l’avrebbe fatta è a dir poco disarmante. Incredibile.

Poi ho acceso la tv e, prima che potessi cambiar canale, ho visto una ragazza che raccontava di aver perso tutto quanto e mentre si accomodava i capelli lunghi, sciolti sulle spalle, ha sussurrato: “ho perso anche il lego dei capelli…” e su quell’immagine tenera e ingenua ho sentito un groppo alla gola e le lacrime calde che mi solcavano il volto. Come ci si può risollevare da tutto questo martirio? Perché deve succedere una cosa del genere?  Ogni volta che accade un nuovo terremoto, ricomincia una nuova Odissea ed è sempre come se fosse la prima volta. Sentiamo la Natura ostile e minacciosa e non siamo abituati a sentirla così. Siamo abituati a vedere le nostre montagne come se fossero un rifugio sicuro al di là di ogni pericolo e quei paesini arroccati che ci fanno sorridere anche solo al guardarli da come sono pittoreschi. Ricordo una volta, da bambina, transitai da Orte per andare in auto al mare con i miei genitori e alzando lo sguardo vidi proprio Amatrice e tutti noi si sorrise pensando che finalmente sapevamo da dove veniva la pasta alla Amatriciana.  E’ così che vorrei pensare sempre a quei luoghi, ma quello che vorrei io conta poco.

Se c’è un burattinaio che dirige la scena mi chiedo che razza di copione stia seguendo e il perché di uno spettacolo così nefasto.

E per stasera questo è tutto.

A domani amici miei.

Alidada

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12 comments

  1. E’ vero, non ci sono parole per commentare quello che si vede. Tutto sembra superfluo.

    Ma è inevitabile il mettersi nei loro panni: ma non si riesce, secondo me, a capire che cosa possa significare avere davanti sbriciolata non solo la casa, ma tutto il tuo mondo.

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  2. Oggi è stato il primo giorno che non ho detto più nel vedere e sentire i servizi alla tv. Ogni persona che intervistano ha una storia che stringe il cuore. E al solo pensiero che li sta per arrivare il rigido inverno…

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  3. Proviamo tutti le stesse emozioni in questi giorni e tutti continuiamo a chiederci: “Perchè?” Capisco la costruzione degli edifici nuovi, effettuata con tutti gli accorgimenti antisismici ( e non capisco perchè sia crollata una scuola che avrebbe appunto dovuto rispondere a tutte le caratteristiche antisismiche previste dalla legge), ma non sono un ingegnere e non capisco cosa significhi, in pratica, “mettere in sicurezza”. Si trattava di edifici vecchi, chiese…il terremoto è arrivato dal sottosuolo, quindi ha intaccato per prime le fondamenta. Come si possono mettere in sicurezza delle fondamenta già costruite? Chi avrebbe dovuto mettere in sicurezza le case e le chiese? I singoli privati? Insomma, quanti centri storici saranno stati messi in sicurezza in Italia? E Dio, quel Dio buono e misericordioso che tanto ci ama, dov’era quando sono morti tutti quei bambini innocenti? Perchè non ha fermato con le sue mani quei muri facendoli cadere un po’ più in là, e non sulla testa di tanti innocenti?
    Insomma…siamo tutti annichiliti e i tanti perchè continueranno a rimanere senza risposta.

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    1. quella della messa in sicurezza è una questione spinosa e non so se mai verrà risolta. Io mi chiedo nel mio paese come potremmo fare, ..è un paese medievale… se qualcuno starnutisce si va giù come in un domino. Siamo gli uni appoggiato agli altri…insomma credo sia meglio non pensarci e incrociare le dita. Tra terremoti, alluvioni, venti tropicali… siamo messi male.

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  4. Questa notte ho fatto un sogno,
    ho sognato che ho camminato sulla sabbia
    accompagnato dal Signore,
    e sullo schermo della notte erano proiettati
    tutti i giorni della mia vita.
    Ho guardato indietro e ho visto che
    ad ogni giorno della mia vita, proiettati nel film,
    apparivano orme sulle subbia:
    una mia e una del Signore.
    Così sono andato avanti, finché
    tutti i miei giorni si esaurirono.
    Allora mi fermai guardando indietro,
    notando che in certi posti c’era solo un’orma …..
    Questi posti coincidevano con i giorni difficili della mia vita:
    i giorni di maggior angustia,
    di maggior paura e di maggior dolore …..
    Ho domandato allora:
    “ Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
    in tutti i giorni della mia vita,
    ed io ho accettato di vivere con te,
    ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
    peggiori della mia vita ? ”.
    Ed il Signore rispose:
    “ Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te
    durante tutta la camminata
    e che non ti avrei lasciato solo
    neppure per un attimo,
    e non ti ho lasciato …..
    I giorni in cui tu hai visto
    solo un’orma sulla sabbia,
    sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio ”.

    COMMENTO ALL’ARTICOLO 24 AGOSTO 2016 TERREMOTO CENTRO ITALIA

    BUONA DOMENICA

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    1. bellissimo sogno… ti ringrazio per avermi fatto partecipe del tuo pensiero. La fede non dovrebbe mai mancare, a volte però è difficile conciliare il nostro credo con le vicissitudini così terribili.. grazie di ricordarmelo

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