ciao Pasqua

Dottore1Anche la Pasqua se n’è andata, il tempo fugge come un treno in corsa e non possiamo far altro che correre insieme a lui. Io, in questi giorni di vacanza, sono stata poco bene: mal di gola e febbrettina; mi sono curata con qualche medicina e … SONO STATA IN CASA senza strapazzarmi troppo e prendere freddo. Ma tutto questo sacrificio è servito a poco, tant’è che stamani sono dovuta andare dal dottore a fargli sentire questa brutta tosse che adesso mi sconquassa il torace.

Il mio dottore, che è un medico di base, visita in una stanzetta a piano terra di una villetta qui vicino. Logicamente la villetta è stata costruita per uso familiare e le stanze non sono insonorizzate, per cui chi è in sala d’attesa sente tutta la conversazione della persona con il dottore e il dottore sente la conversazione di quelli che sostano ad ore nella (microbosa) sala d’aspetto. Privacy zero! A parte questo, io sono rimasta lì seduta ad attendere il mio turno per un paio di ore perché ho trovato 5 persone prima di me e ho avuto modo di apprezzare tanti particolari, dalla tuta malmessa accompagnata da ciabatte disastrate di una signora di mezza età, alla conversazione di una ragazzotta che invocava il fidanzato di raggiungerla in quella misera stanzetta per farle compagnia. Alla fine mi sono messa a leggere qualche rivista ma ho smesso subito pensando a quanti batteri inferociti si trovassero su quelle pagine logore maneggiate per mesi da ammalati di chissà quale malanno. Alla fine mi sono messa a guardare le pareti e ha attirato l’attenzione un quadretto con la scritta: “Ricordatevi che il Dottor Google non esiste, quindi non cercatelo per il fai da te della cura della vostra malattia!” e così, mentre sorridevo, si è spalancata la porta e il medico, che poi è un corpulento omaccione vestito aderentissimo con il lungo capello bianco fluente, si è affacciato e ha declamato a tutti: “Il computer mi si è bloccato e io senza computer non posso lavorare quindi ve ne potete anche andare!” Noi, che aspettavamo da un’infinità di tempo, ci siamo guardati negli occhi sgomenti e a quel punto ho esclamato: “Io ho bisogno di una visita perché ho la tosse che non respiro e per la visita non serve il computer!” A quel punto il “dottor House” si è convinto e dopo avermi  fatta entrare mi ha visitata sentenziando una sonora bronchite. Alla svelta poi si è catapultato dietro al tavolo e, SCRIVENDO SUL COMPUTER, mi ha prescritto antibiotici e cortisone; quindi veloce veloce mi ha accompagnata alla porta per farmi uscire nella sala d’attesa dove ancora sostava la gente smarrita come in un girone dantesco, pregando e facendo scongiuri di ogni tipo in attesa di qualche novità propizia sulla salute del pc. Io zitta zitta ho allungato il passo verso la porta d’uscita, giusto appunto il tempo di sentire alle mie spalle la voce del medico che ripeteva: “Ve l’ho detto che il pc si è bloccato e non va, che aspettate ad andarvene? Forza, su, tornate un’altra volta…” E su quel paradosso dei paradossi me ne sono andata fuori al freddo dove almeno l’aria spazzata dal vento di levante era tersa e priva di  oscure e incomprensibili paturnie mentali.

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18 comments

  1. Mi spiace che stai poco bene, ma devo dirti che il tuo aneddoto scritto davvero bene mi ha divertito parecchio. Hai mai pensato di scrivere dei brevi racconti? anche inventati.
    Se ti piace scrivere, io te lo consiglierei. Ti leggo scorrevolmente, gradevole.
    Ciao.

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    1. grazie tante Mariella, mi lusinghi! In questo mio blog decennale ci sarebbe tanto da pubblicare (credo) .. tempo fa scrivevo delle cose che piacevano a tanti lettori che passavano spesso di qui 🙂

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  2. Benritornata.
    Forse il tuo medico dalla fluente chioma bianca aveva un appuntamento con una simpatica signora ed ha trovato modo per azzerare il tempo visite. Ciaooo

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  3. Hai uno scrivere che mi piace. La storia è purtroppo l’altra faccia della sanità, quella che costa e non risana, quella su cui non fanno serie televisive, quella dei costosi panni sporchi che dovrebbero essere buttati e non tenuti in casa. 🙂

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  4. di medici “spigolosi” come il tuo ce ne sono tanti in giro; aggiungo che a molti andrebbe inibita l’attività per la loro scarsa preparazione….il dottor Google saprebbe fare di meglio. 🙂
    piacere di conoscerti

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