i pisani… quei tirchi!

Stamani sul giornale locale, c’era questo articolo:

“Buongiorno Toscana. “Chi accende le candele deve lasciare un’offerta adeguata”. Il cartello affisso nella chiesa di San Michele in Borgo a Pisa ha suscitato curiosità ma anche le prime polemiche. Perché poi in un secondo cartello si legge: “”Attenzione!! 1 centesimo, 2 centesimi, 5 centesimi e 10 centesimi non sono sufficienti per consumare una candela. Chi non ha soldi può recitare la preghiera invece di accendere la candela”. Don Franco Baggiani, parroco della chiesa di San Michele in Borgo risponde che, se economicamente ci deve rimettere, è pronto a rimuovere tutto: per lui “bisogna capire che la candela non può costare un centesimo. La gente è di per sé avara, indipendentemente dalla crisi: se ci devo rimettere allora non la accendono più i devoti ma io”. Don Baggiani aggiunge che paga ogni cero 30 centesimi e che “nessuno è obbligato a consumare una candela, se viene in chiesa può dire una preghiera”. Prezzi, costi e tariffari in chiesa: voi che cosa ne pensate?

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8 comments

  1. Sono d’accordo con il pievano: le candele hanno un costo. Non condivido il tariffario. Sarebbe meglio tenere chiuse le candele in sagrestia e, a richiesta dei fedeli, darle in cambio di un’offerta libera.

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  2. Qui da me ci sono ormai solo candelabri elettrici comandati da un timer: inserisci 50 cent e la lampadina/candela si accende. Nei grandi santuari invece le candele di cera ci sono ancora, di misura diversa e costo in proporzione. La cosa più “carina” a Padova. Visto l’alto numero di candele accese, si invita ad acquistare la candela e lasciarla in deposito, al momento opportuno un addetto l’accenderà. A Verona invece se vuoi entrare in chiesa fuori dagli orari di celebrazione, devi pagare l’ingresso (con possibilità di abbonamento per templi diversi, non so se le candele sono comprese nel prezzo).

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  3. I genosvesi tirchi? Ma i pisani sono avanti mille anni luce!
    Lo si vede anche dalle pretese del parroco. Dove sta scritto che bisogna mettere delle candele a pagamento in una chiesa? E’ chiaro che volete far fare cassa alla parrocchia (mercanti nel tempio!!) che tra l’altro con tutte le donazioni e offerte domenicali di certo non ne ha bisogno… e ben vi sta se vi pigliano per i fondelli! Senza contare poi che i pisani, siano essi clienti in un negozio o fedeli in una chiesa, sono di una tirchieria unica!
    Mettere 1 cent per la candela… solo loro potevano riuscirci!!
    Manco i senzatetto!! …che per loro 1 centesimo è davvero un tesoro!
    A questo proposito vorrei dire al parroco che è un gran *** perché non può giufdicare il valore dei soldi: se una persona ha 2 centesimi e ne dà 1 alla chiesa, allora quel cent vale molto, ma se è di chi guadagna un bello stipendio senza fare un caxxo dalla mattina alla sera (molti pisani) allora è diverso…
    Insomma bacchetto sia i pisani tirchi che lasciano troppo poco (sono loro i veri tirchi non i genovesi! e io lo so bene…) ma anche il parroco che si lamenta: è anche lui un gran tirchio che “piange” per qualche imbecille che accende le candele senza mettere soldi. D’altronde sono sempre suoi fedeli e se non sono ligi forse è anche un po’ colpa sua che non li ha saputi educare!!
    Fai accendere le candele gratuitamente e ripagatele coi soldi che ti ammolla il Vaticano e non rompere i cosiddetti!! (che tanto a Pisa non gli frega nulla a nessuno che sono una manica di tirchi incalliti!)

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