Se fossi in te, …

 Se fossi in te, non curerei troppo la pianta. Quelle attenzioni premurose potrebbero danneggiarla.

Smetti di zappare, lascia riposare il terreno e aspetta che sia secco prima di bagnarlo. La foglia trova da sola la propria direzione; …dalle possibilità di cercare il sole per conto suo.

Troppi stimoli e una tenerezza troppo assillante arrestano la crescita. Dobbiamo imparare a lasciare in pace le cose che amiamo

(Naomi Long Magdett)

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15 comments

  1. Ciao Alidada,
    anch’io mi sono trasferita da Splinder… 🙂 .
    Non sono ancora molto pratica di questa nuova piattaforma, spero d’imparare presto.
    Intanto metto il tuo blog tra i preferiti, così non ti “perdo”.
    Questo pensiero di Magdett mi ha fatto tornare in mente la poesia “I nostri figli” e la difficoltà di cerscere i figli senza soffocarli e sopratutto lasciandoli liberi nelle loro scelte di vita.
    🙂

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    1. bentrovata e grazie della visita 🙂 Anch’io ho interpretato il pensiero allo stesso modo … ma anche nel senso più generale, rivolto al rispetto della libertà di ognuno.. Non perdiamoci di vista

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  2. io conosco solo piante topografiche. per il resto mi fido del mio giardiniere e del mio fruttivendolo. di quest’ultimo molto meno.
    però so distinguere un tulipano da una margherita. non (molto) di più.

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  3. ciao alidada cosi’ come a contadinaumbra
    anche a me e’ venuto in mente subito
    lo stesso pensiero associabile alla crescita di un figlio .
    ps
    sto cercando di impratichirmi del nuovo blog
    per ora ho imparato a postare
    e a inserire i link :-))
    mannaggia non si finisce mai di dover imparare 🙂
    baci virginia

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  4. Forse perché siamo madri, ma anche a me è venuto subito alla mente il parallelo tra la piantina e i figli.
    Nell’impegnativo compito di far crescere delle persone responsabili e autonome, a volte bisogna imparare a ‘stare alla finestra’, attenti e nello stesso tempo alla giusta distanza. Un bell’impegno, senz’altro.
    A volte è più gratificante ‘allevare’ piantine (ché, se per caso sbagli con una o l’altra o per disattenzione o per eccesso di zelo, puoi sempre ricomprarle!! :D)…
    Ciao!

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  5. Faccio la replicante e dico che pure io avevo pensato ai figli ,perchè effettivamente ci sono madri che li tengono legati per tutta la vita,questo per me è puro egoismo!
    Un abbraccio cara Licia.Liù

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  6. … le cose che amiamo… e le persone… anche io lo stesso pensiero ad un figlio (pur non essendo mamma) ma anche ad un amore nascente, ad un nuovo rapporto, da coltivare far crescere senza assilli, senza ansie, con tranquilla libertà di esplorazione di un terreno sempre più comune…
    Un saluto!

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  7. Concordo. Tuttavia
    per le “cose” che amiamo, amiamo esserci
    le “cose” che ci amano, amano la nostra presenza.
    L’equilibrio sta alla base di tutto: non è, però nè automatico nè scontato. E’ semplicemente complicato.

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  8. Anche io ho pensato subito alla piantina-figlio. La genitorialità richiede presenza, non sopraffazione! e cmq più crescono più diventa un compito difficile stare nella giusta misura. Ci si prova, con tutto l’amore di cui siamo capaci.
    Ciao!
    Ars

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