quale verità

Che stupidi che siamo,
quanti inviti respinti, quanti…
quante frasi non dette,
quanti sguardi non ricambiati…
tante volte la vita ci passa accanto
e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

[dal film “Le fate ignoranti”]

allora io mi chiedo:

… siamo distratti?

… o non sarà invece che siamo troppo saggi?

4 ciance

Freddo cane oggi in Toscana! Tira un vento freddo che sembra di essere in cima ad una montagna innevata! Speriamo che finisca l’ondata di gelo e finalmente si possa scendere in giardino a dare una sistemata alle piante di fiori e provvedere a qualche semina nell’orto.

Intanto io comunque sia mi godo il meritato riposo del fine settimana e curerò anche il blog 🙂 … a proposito di blog, vi segnalo questo sito che dice funzioni molto bene e che permette di stampare un libro (un e-book) partendo appunto dalle pagine dei vostri blog; io ancora non ho provato, .. vedremo 😉 Ecco, per vedere la semplice procedura basta che voi cliccate qui:

Buona domenica a tutti,

Alidada

meraviglioso!

Questa devo proprio farvela vedere! Non ci sono virus e cose strane, tranquilli… Ecco di che si tratta:
gli studenti della Villanova University della Pennsylvania (Stati Uniti) ci hanno lavorato per due anni. Hanno raccolto foto e provato più volte con delle simulazioni. Hanno usato una telecamera motorizzata all’avanguardia, con una risoluzione tridimensionale di alto livello. Alla fine hanno messo il loro lavoro a disposizione di tutti, su internet.

Per la prima volta anche dall’altro capo del globo anche i non romani possono virtualmente visitare questi stupendi capolavori. Guardate queste foto tenendo premuto il tasto sinistro del mouse per muoversi e usate la rotellina per lo zoom o in alternativa i bottoni a video o ancora i tasti CTRL e SHIFT. Sono quattro… mettetevi comodi e cliccate sui link, uno alla volta.

ecco il primo

il secondo

il terzo

il quarto

a studiar… di là

Sono stata per qualche giorno ad un convegno a Montecatini Terme. Un seminario di studi sulla matematica. Qualcuno di voi starà già rimuginando su quanta noia e quante astrusità io sia stata costretta a sopportare. Beh, sicuramente le astrusità non mancavano ma la noia no, non ne ho sentita affatto. Sono anni che puntualmente ritorno a Montecatini per queste giornate di studio e ogni volta è un riscoprire sensazioni nuove e piacevoli, che mi lasciano nell’animo un certo benessere che poi mi resta addosso per diverso tempo. Chi non è mai stato nella cittadina termale non può capire fino in fondo a cosa io mi stia riferendo e non mi è facile trasmettere a parole quel vago sentor di buono che vorrei tanto farvi percepire. Intanto c’è da dire che l’hotel del convegno si trova immerso in mezzo a dei giardini lussurreggianti che seguono il crinale della collina e in quel verde il silenzio impera e l’aria è tersa.

Non è mai freddo intenso in quella cittadina, perché è riparata dai venti che passano sull’Appennino Tosco Emiliano e non è mai troppo caldo perché il verde e la ricchezza delle fonti termali dona refrigerio. Gli hotel sono numerosissimi ed entrare dentro ai più famosi fa restare a bocca aperta: drappeggi e decori liberty rievocano i tempi passati e nulla è fuori luogo, nemmeno le chiavi delle camere che oltre ad essere rigorosamente in ottone pesante sono sempre accompagnate da una solenne nappa di passamaneria damascata.

Si mangia toscano in saloni dai decori arricciati ma non troppo e dietro ai finestroni sempre illuminati da qualche raggio di sole benevolo. Si mangia parlando sottovoce, magari di qualche derivata e ci si sorride scambiando qualche pensiero e seguendo rituali sempre uguali, come se fosse impossibile modificare qualcosa che si protrae dai secoli scorsi. E la ribollita.. la pappa al pomodoro.. il farro della Garfagnana.. profumano l’aria di cose di una volta.

 Strane giornate quelle di Montecatini, un po’ lussuose e un po’ modeste, un po’ proiettare al futuro con tanto  di alte tecnologie per i nostri lavori matematici e un po’ retrò.. un po’ faticose e un po’ distensive. E alla fine ci si saluta e ognuno prende e va per la sua strada, chi per Pisa e chi per Palermo, chi per Rovigo e chi per Tornino… con la speranza che l’anno prossimo si possa ancora ritornare qua, dove il tempo sembra solo una convenzione e i problemi sono solo quelli che sui tavoli dei matematici trovano una soluzione.

Se fossi in te, …

 Se fossi in te, non curerei troppo la pianta. Quelle attenzioni premurose potrebbero danneggiarla.

Smetti di zappare, lascia riposare il terreno e aspetta che sia secco prima di bagnarlo. La foglia trova da sola la propria direzione; …dalle possibilità di cercare il sole per conto suo.

Troppi stimoli e una tenerezza troppo assillante arrestano la crescita. Dobbiamo imparare a lasciare in pace le cose che amiamo

(Naomi Long Magdett)