pensiero notturno

Si è messo a piovere. Una pioggerella fitta e continua come meglio non potrebbe essere. Acqua come fosse una linfa vitale mandata  dal cielo a rigenerarci la vita e a rinfrescarci le membra arse dal prepotente sole d'estate.
Da qui si sente il rumore sommesso delle gocce che rimbalzano sulle foglie avide. Non si sente altro; tutto il mondo tace. Si sono zittiti gli uccelli che si sono nascosti nei loro nidi e  viene fatto di stare in apnea perché forse anche  un respiro potrebbe turbare questo incanto. E' un religioso silenzio quello che si spande sulla campagna toscana in quest'ora notturna e la speranza è che non smetta alla svelta.. Viene voglia di uscire a bagnarsi il viso guardando le nuvole al chiarore lunare. A tratti il silenzio è ancor più profondo e non resta che il rumore di un lieve gocciolamento da una vecchia grondaia.
Forza pioggia, non smettere! Continua ancora e ancora..
Adesso comincia ad arrivare il profumo della terra umida. Non c'è altro di importante ora se non questo.
La Nikon preparata per domattina all'alba per le foto ai campi di girasoli, aspetta paziente sulla mia scrivania. Domattina si vedrà, … per il momento va bane così!
Buonanotte a tutti..

storiella zen


Il turista e il pescatore

Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto. Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.

Pescatore: ’Non ho impiegato molto tempo’
Turista: ’Ma allora, perché non è stato di più, per pescare di più?’

Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia.

Turista: ’Ma come impiega il resto del suo tempo?’
Pescatore: ’Dormo fino a tardi, pesco un po, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.’

Turista: ’La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto lei dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche! Potrà permettersi un’intera flotta!!

Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York!! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!…

Pescatore: ’ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?’
Turista: ’25 anni forse’ Pescatore: ’….e dopo?’ Turista: ’Ah dopo, e qui viene il bello, quando i suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!!!!!!!

Pescatore:’…miliardi?…….e poi?’
Turista: ’E poi finalmente potrà ritirarsi dagli affari, e concedersi di vivere gli ultimi 5/10 anni in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo e giocando in allegria!’

(Anonimo)

[presa qui ]
Buon inizio settimana a tutti e… meditate gente,.. meditate 

filosofia da 4 soldi!

Una donna si preoccupa del suo futuro sino a quando non ha un marito.

Un uomo non si preoccupa mai del suo futuro sino a quando non ha una moglie.

Un uomo di successo è quello che riesce a guadagnare più soldi di quanto sua moglie riesca a spendere.

Una donna di successo è quella che riesce ad incontrare quest’uomo. 

 …  …  … 

Riflettete gente,..riflettete!
 

Buona domenica a tutti 

cantuccini di Prato al cioccolato


In realtà dovrei chiamarli "i biscotti di Rosi" perchè la ricetta me l'ha data la mia amica Rosanna  (che io chiamo Rosi). Provate a farli, che sono semplici e poi sentirete che delizia! Qualche giorno fa li ho assaggiati al rinfresco che la mia amica ha fatto per festeggiare le nozze della sua figliola e devo dire che tutti i commensali hanno preferito quei dolciumi fatti in casa ai vari bignè comprati in pasticceria. Se poi fate come noi toscani e li "inzuppate" nel Vinsanto … mmmmm…. sentirete che giulebbe!  ("giulebbe" è detto alla toscanaccia… insomma, è una goduria .. "goduria lo sapete o devo tradurre in italiano corrente anche quel vocabolo? )
Ebbene, basta con le ciance, eccovi la ricettina:
 
Ingredienti:
400 gr farina
250 gr di zucchero
200 gr cioccolata  fondente tagliata a pezzetti
2 uova + 3 tuorli
2 cucchiaini lievito per dolci 
scorza grattugiata di un'arancia o di un limone
un pizzico di sale

Procedimento:
 Montare bene le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso quindi aggiungere la farina, il lievito, la scorza di arancia o limone e il sale.
Solo alla fine aggiungere la cioccolata

Fare dei filoncini larghi 2 dita e alti un dito.

Metterli su una teglia ricoperta di carta forno, ben distanziati.
Spennellarli bene con uovo sbattuto o semplicemente con l’albume rimasto , quindi via in forno già caldo a 180°C per circa 20-25 minuti.
Una volta cotti, toglierli dal forno e tagliarli di traverso.(ancora tiepidi)
Se piacciono particolarmente duri e croccanti rimetterli in forno per 10 minuti a tostare un po'.

Buon appetito …e grazie Rosi! 
 

La sindrome di burnout

Burnout

La sindrome da burnout è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non ce la facciano a rispondere in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.
Il burnout interessa insegnanti, educatori, medici, poliziotti, vigili del fuoco, carabinieri, sacerdoti e religiosi (in particolare se in missione), infermieri, operatori assistenziali, tecnici di radiologia medica, psicologi, psichiatri, educatori professionali in case psichiatriche protette, tecnici della riabilitazione psichiatrica, avvocati, assistenti sociali, fisioterapisti, anestesisti, medici ospedalieri, ostetriche, studenti di medicina e infermieristica, responsabili e addetti a servizi di prevenzione e protezione, personale della protezione civile, operatori del volontariato, ricercatori ecc. Queste figure sono caricate da una duplice fonte di stress: il loro stress personale e quello della persona aiutata.

Ne consegue che, se non opportunamente trattati, questi soggetti cominciano a sviluppare un lento processo di “logoramento” o “decadenza” psicofisica dovuta alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato (“burnout” in inglese significa proprio “bruciarsi”). In tali condizioni può anche succedere che queste persone si facciano un carico eccessivo delle problematiche delle persone a cui badano, non riuscendo così più a discernere tra la propria vita e la loro. Il burnout comporta esaurimento emotivo.

Le fasi del burnout

La sindrome si manifesta generalmente seguendo quattro fasi.
1) La prima, preparatoria, è quella dell’entusiasmo idealistico che spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale.

2) Nella seconda (stagnazione) il soggetto, sottoposto a carichi di lavoro e di stress eccessivi, inizia a rendersi conto di come le sue aspettative non coincidano con la realtà lavorativa. L’entusiasmo, l’interesse ed il senso di gratificazione legati alla professione iniziano a diminuire.

3) Nella terza fase (frustrazione) il soggetto affetto da burnout avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato; spesso tende a mettere in atto comportamenti di fuga dall’ambiente lavorativo, ed eventualmente atteggiamenti aggressivi verso gli altri o verso se stesso. 

4) Nel corso della quarta fase (apatia) l’interesse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente e all’empatia subentra l’indifferenza, fino ad una vera e propria “morte professionale“. .. 

[Nota personale: che dire di più? Ecco, appunto, direi: … AMEN! ]
[articolo preso qui, modificato e sintetizzato; l’immagine è presa da qui]