ffffffffffffffffffffff

Ieri nelle mie opere di manutenzione casalinga ho impostato il termostato del riscaldamento a "estate" .. così, tanto per fargli capire che ora è caldo e l’unica prestazione che gli verrà richiesta è un po’ di acqua tiepida per la doccia e basta!

Stamattina mi sono svegliata all’alba, che credevo fosse successo un cataclisma da tanto era caldo. Mi son detta: "Vai, ci siamo… bomba nucleare.. effetto serra a palla… Sole nello stadio di gigante rossa che ha invaso l’atmosfera terrestre,,,!" Insomma, previsioni da incubo..

Mi sono alzata di scatto e sono entrata in bagno… il mio bagno non è grandissimo come stanza e lì sì che c’era caldo.. un forno crematorio! Allora ho cominciato a preoccuparmi ancor di più e ho pensato stesse andando a fuoco la casa.

A quel punto transitando di corsa accanto al radiatore mentre scappavo via di corsa ci ho strusciato un braccio e mi sono resa conto che era incandescente!  

"Oh MIODDDDIIIIOOOOO CHE AFAAAAAAA!" e allora mi sono ricordata la manovra di ieri e ho capito che ancora non era arrivato il momento della fine del mondo ma il problema era un altro: "il mio cervello!"

Ora che ho controllato bene ho visto che sul mio termostato "estate" vuol dire 28 gradi fissi, a palla! E allora il problema non è il Mio cervello ma il cervello di chi ha pensato una cosa del genere programmando i termostati!  

Ora è tutto spento ma per chi ha i radiatori come i miei e cioè di ghisa, "appena spento" vuol dire mantenere il caldo per metà giornata! …fffffffffff….. qui si schianta e fuori c’è un nebbione pazzeso.. credo che anche le rondini che hanno il loro nido qui nel retro di questa parete, siano fuggite altrove in cerca di refrigerio.

Ebbene.. migro altrove anch’io .. forse andrò in banca a sedermi su uno di quei divanetti comodi della sala d’attesa. Sì, dove sta sempre accesa l’aria condizionata… soldi non ne prenderò perchè non ne ho bisogno.. ho solo da passare un po’ di tempo al frescolino.. se qualcuno mi chiede che ci faccio forse posso dire di esser passata a cercare quel paio di occhiali da sole che ieri mi son dimenticata da qualche parte e non ricordo dove … ….

 Maledetta distrazione!

Buona giornata a tutti!

pollo arrosto

Oggi avevo un bel pollo da cucinare arrosto ma siccome volevo fare bella figura, non ero certa del risultato che avrei ottenuto dopo la cottura e così mi sono messa a scartabellare le ricette su internet. Alla fine ne ho trovata una che mi convinceva e l’ho provata restando proprio soddisfatta.

Voi vi chiederete che c’è di difficile a cucinare un pollo arrosto, ebbene, niente di difficile solo che a volte a me capita che alla fine il pollo sembra lesso.. rimane giallognolo e la pelle diventa dura. Beh, per farla poco lunga vi passo la ricetta così lo potrete provare anche voi.

INGREDIENTI 
1 pollo
5 patate
2 cucchiai di strutto
1 mazzetto di erbe aromatiche (rosmarino  e salvia in prevalenza ma anche altre, come più vi piace..e perchè no il finocchio)
1-2 spicchi di aglio (si possono tritare insieme agli aromi o mettere dentro al pollo)
sale

Procedimento

Per prima cosa tritare fini fini le erbe con l’aglio sul tagliere, poi mischiarle con lo strutto e con il sale aiutandosi con una forchetta fino ad ottenere un composto alquanto omogeneo. Poi prendere il pollo e cospargerlo da ogni parte con il preparato ottenuto. Quando è pronto metterlo nella teglia e quindi in forno (ventilato) a 180 gradi per almeno un’ora.

Io per non farlo bruciare troppo di fuori ogni tanto stacco il ventilato e lascio il forno normale, così sono sicura che cuoce bene anche all’interno. Dopo una trentina di minuti si possono mettere a cuocere le patate nella stessa teglia e ultimare la cottura.

Alla fine sia il pollo che le patate saranno ben dorati e croccanti.

idea diabolica

Quest’anno nella scuola si respira un’aria strana, diversa dal solito. Tanto per cominciare è stato un susseguirsi continuo di cambiamenti al punto che io stentavo a starci dietro e alla fine ho mollato e non ne ho più voluto sentir parlare di nulla.

Ho gettato la spugna quando hanno alzato l’età pensionabile alle donne..o meglio, alle lavoratrici statali.. a quel punto mi sono sentita pugnalata alle spalle. Ma il massimo del mio disgusto è stato poi, quando hanno detto che ci bloccavano pure l’avanzamento di carriera, che è come dire “andate a lavorare ma non crediate che questi anni che lavorate vi si contino!”. A me ‘sta cosa mi sembra anche anticostituzionale, non è possibile che a un lavoratore prendano i contruibuti e poi alla fine gli dicano che per tutto quel tempo non ha lavorato. Mah, .. comunque sia non è di questo che volevo parlare, anche perché mi fa male parlarne e come dice il proverbio: “Occhio non vede e cuore non duole”.. questo si vedrà.. No, volevo parlare di un’altra cosa, che in questi giorni mi scombussola l’animo.

Dovete sapere che  nella valutazione degli alunni della scuola media, dopo l’introduzione dei voti è diventato tutto via via più fiscale. Quest’anno si è raggiunto il massimo: io ho i compiti di matematica valutati con voti del tipo 7,32 e 5,96 , ma anche per le altre materie è la stessa cosa. Non vi dico con le approssimazioni che caos! Ogni alunno  alla fine avrà una votazione che è la media aritmetica esatta di 7 voti decimali! (ammissione all’esame, italiano, matematica, inglese, francese, prova Invalsi e orale) e non è ammessa nessuna “manipolazione” dei dati, nel senso che non è possibile per gli insegnanti influire in alcun modo sul risultato finale.. 

Fine della discrezionalità nella valutazione!

 Eppure fino a quindici giorni fa qualcuno di quei ragazzi che ora è alle prese con gli esami seguiva un percorso individualizzato che teneva conto delle sue caratteristiche, delle difficoltà e anche del fatto che bene o male la terza media la devono prendere tutti! No, ora gli alunni sono ridotti a dei numeri e basta e se io insegnante volessi dare un sette a quell’alunno che ha sempre studiato come un matto ma che per le sue poche capacità o per l’ansia, o perchè in qualche mattina magari stava male di salute e non ha preso che sei in qualche prove d’esame, non posso farlo e non lo possiamo fare nemmeno se siamo d’accordo tutti e 8 i prof della commissione d’esame. Punto!

Scusate ma mi chiedo il senso di tutto questo.. sì, perché un fine ci dovrà pur essere…. gli insegnanti non interferiscono più nella valutazione finale e tutto si riduce a dei test. Allora mi mi vien fatto di pensare che vi è un progetto che prevede  nel prossimo futuro di mandare tutti i prof a casa e di sostituirli con dei pc che propinano letture per far imparare e alla fine fanno dei test per verificare gli apprendimenti!

 In fin dei conti hanno già cominciato ad inviarci le lavagne digitali

… mah .. non so che pensare..  

di sicuro sarebbe un gran risparmio..no?  

Soprattutto se non ci daranno la pensione e manco la buonuscita …. …   

 

Alid la tignosa

Avevo sentito dire che in un supermercato che c’è qui in zona, alle casse fanno la cresta sui prezzi, ma non ci volevo credere e non ci ho creduto nemmeno quando una settimanetta fa avevano sbagliato un prezzo facendomi pagare un articolo qualche euro in più del dovuto. Insomma, avevo pensato che una svista può sempre capitare, anche se non capisco bene le sviste dei lettori ottici che leggono i codici a barre.
Poi era anche capitato di vedere che una bottiglietta di acqua da mezzo litro costava più di quella da un litro, e quando l’avevo fatto notare al commesso mi ero sentita rispondere che "probabilmente era in offerta!".  Mi chiedo io, ma che risposta è "probabilmente è in offerta"? una risposta di chi non vuole perdere tempo a controllare i prezzi e dar ascolto ai clienti!

Comunque sia, oggi pomeriggio sono andata a fare spesa e mentre la cassiera faceva il conto, io inserivo la spesa nella borsa e con un occhio guardavo e controllavo i prezzi che venivano visualizzati sul display.

Ad un certo punto un vassoio di crocchette di pollo con su scritto un " 3 euro" a caratteri cubitali viene inserito nel conto a 5 euro e 13 centesimi.

"Eccociiii! Penso io!" ed esclamo: "Scusi, guardi che dovrebbe costare 3 euro e non 5,13 come ha scritto lei!" , la cassiera dapprima mi guarda strana e poi dice che mi sto sbagliando e che il prezzo è proprio quello. Io insisto mostrando quel " 3 euro" tutte evidenziato di giallo.

A quel punto lei comincia a smaniare in evidente difficoltà e poi dice "lo lascia?" e io che iniziavo ad incuriosirmi di vedere dove si andava a finire e quindi a divertirmi: "No, e no che non lo lascio, lo voglio a 3 euro!" e lei allora si mette a telefonare a mezzo mondo e a picchiettare e ripicchiettare nei tasti di quella odiosa cassa. Meno male che il supermercato era semideserto e non c’era la fila. Poi alla fine esclama: "facciamo così, lei qui lo paga 5,13 poi va al box informazioni con lo scontrino e si fa rimborsare la differenza!" … "ok, dico io…" annuendo e pensando tra me e me che quando mi ci metto sono peggio della tigna.
Detto fatto ho pagato e sono andata al box informazioni dove un’altra commessa mi stava già aspettando. La bionda e gentilissima ragazza del box si è messa a ritelefonare per aver ben chiara la situazione (hai visto mai…) e a picchiettare con la sua cassa (chissà che conti difficilissimi stava facendo!) nel mentre  io la guardavo incuriosita e mi godevo i miei primi sospiri di tempo vacanziero. (forse "sospiri" come termine mal si addice alla vacanza, ma di certo si addice alla situazione )

"Voglio vedere se almeno questa volta si comportano bene con i clienti" pensavo..

Ero più attenta alla situazione che nemmeno un gufo appollaiato in cerca di cibarie  avrebbe potuto esserlo di più.. mi incuriosiva troppo. Dopo qualche attimo la cassiera del box ha preso una moneta e me l’ha porta sorridendo: "Ecco il suo resto,.. arrivederla e grazie" e io.. "Prego.. però magari se mi dà anche i 13 centesimi oltre alle due euro che mi ha appena porto, vado via più contenta.. 5 euro e 13 centesimi meno 3 euro fa 2 euro e 13 centesimi… no?" ..  …

Lei mi guarda e comincia la sequela di "Mi scusiiiiiii".. "Accidenti.. è vero, mi sono sbagliataaaaaa…"  ..  …

Morale della storia: Errare è umano, perseverare è diabolico! .. e poi non c’è nulla di peggio che una prof di matematica che fa la tignosa  

 

rieccomi

Eccomi qua! Finalmente il primo giorno libero dopo tanto lavorare  … .. Qualcuno mi dava per dispersa, altri per defunta.. e invece no, rieccomi qui fresca come una rosa  (si fa per dire!)

Stamani ho respirato la prima aria di libertà, ho aperto la finestra e finalmente, dopo tanta pioggia e tanto freddo, ho intravisto il Sole.  Comunque sia da tempo avevo deciso di farmi un regalo e allora ho girato internet in lungo e in largo e alla fine me la sono comprata: cosa? Vi chiederete voi.. No, non ho comprato un gioiello, anche e perchè “me la sono comprata… un gioiello.. non sarebbe concordato per niente! E nemmeno un’auto nuova e neanche una casa nuova.. beh, insomma, mi sono comprata una asciugatrice!

A questo punto vi chiederete se ho perso il cervello e anche che me ne faccio di un’asciugatice proprio ora che cominciano le belle giornate e i panni si asciugheranno al sole. Ebbene, dovete sapere che io “medito” gli acquisti e prima di effettuarli ascolto cosa dice la gente in giro. Da tempo sento dire che gli asciugamani una volta messi in lavatrice e poi asciugati in asciugatrice, tornano come nuovi e gli indumenti di cotone leggero, come le camicie, vengono da favola!  E allora mi sono decisa, mi sono piazzata davanti a internet e ho incrementato l’e-commerce acquistando online a prezzo superstracciato..
Volete vedere il mio acquisto? Vi accontento: eccolo qua..

speriamo che tutto sia ok e  di non aver preso fregature! 

storiella zen

 
 

Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: “Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”.
La vecchia sorrise: ” Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono in lui.

 

(l'immagine e la storia sono presi da internet)