La parabola dei sei ciechi e l’elefante


C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città.
I sei saggi erano ciechi. Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto?
“Io lo so”, disse il primo saggio , “ lo toccheremo.”
“Buona idea”, dissero gli altri ,”così sapremo com’è un elefante.”
I sei andarono dall’elefante.
Il primo gli toccò l’orecchio grande e piatto. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro.“L’elefante è come un ventaglio”, proclamò.
Il secondo toccò le gambe dell’elefante. “E’ come un albero”, affermò.
“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una fune”. Egli stava toccando la coda dell’elefante.
Subito dopo il quarto toccò con la mano la punta aguzza della zanna .”L’elefante è come una lancia”, esclamò.
“No, no”, disse il quinto , “è simile ad un’alta muraglia”. Aveva toccato il fianco dell’elefante. Il sesto aveva afferrato la proboscide. “Avete torto”, disse, “l’elefante è come un serpente”.
“No, come una fune”.
“Serpente!”
“Muraglia!”
“Avete torto!” “Ho ragione!”

I sei ciechi per un’ora continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono a scoprire come fosse fatto un elefante!

Morale della storia: ognuno  vede i problemi a modo suo, tende a non ascoltare gli altri e non riesce quasi mai a raffigurarsi l’intero problema.

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19 comments

  1. Non so perchè ma questa parabola mi fa pensare all’Italia…ovvero, agli italiani…ma forse è vera per tutta la popolazione mondiale…
    Un sorriso Nemo

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  2. Che il bianco sia bianco
    che il nero sia nero
    che uno e uno siano due
    che la scienza dice il vero
    dipende
    e che siamo di passaggio come nuvole nell’aria
    che si nasce e poi si muore
    questa vita è straordinaria
    […]
    da che punto guardi il mondo tutto dipende

    Jarabe De Palo

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  3. Pregnante il significato di questo apologo dei punti di vista. A volte ci perdiamo in tante analisi, pretendendo di arrivare a certezze granitiche, quando invece queste si sgretolano col passare del tempo, perchè ci si accorge che la verità(o presunta tale) non soltanto è un processo, ma anche multiprospettico.
    Non mi pare indigena la parabola. Indiana?

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  4. Fra di noi esseri umani capita molto spesso, si polemizza senza risultati soddisfacenti e il tempo passa non migliorando le cose.
    Buonanotte cara Licia.
    un immenso abbraccio
    annamaria

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  5. ognuno dice il suo, è quello è il giusto!
    avevano bisogno di una guida, chi ci vede bene, e gli racconta come è fatto l’elefante,
    e per me il morale è, se non siamo a grado di capire qualchecosa,
    perchè manca qualche dote,
    abbiamo bisogno di una Buona Maestra!
    🙂
    chi ci insegna!!
    una maestra come Te!
    un sorriso!
    Buon inizio di settimana!

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  6. ciao.

    Chissà, forse dopo questa esperienza i sei saggi diventarono un pò più saggi ed un pò meno testartdi?!?!?!?!?!

    cmq ottima!!!

    ciao

    filemazio (forse saggio)

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  7. I sei ciechi saggi non sono saggi perchè oltre che ciechi non si ascoltano: sono sordi. Provano a superare la loro cecità con il tatto ma non riescono a condividere l’esperienza altrui.
    L’elefante è l’insieme delle sei esperienze tattili, è la visione che è maggiore della somma delle singole parti.

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