Toscana in ginocchio

La Toscana io penso che sia una delle regioni più belle d’Italia e come tante cose belle è anche molto fragile. Un rapporto stilato dal Consiglio Regionale di qualche anno fa riportava che  il 98% dei comuni e il 90% delle abitazioni sono a rischio idrogeologico, che comprende il pericolo di frane e alluvioni. Nello stesso dossier si diceva che la Toscana è la seconda regione dopo la Liguria, ad investire per la prevenzione e la salvaguardia del territorio. Ma tutto ciò non è bastato e non basta e potete vedere in televisione quel che sta accadendo: il fiume Serchio si è messo a fare il matto e ha tracimato allagando ettari ed ettari di terreno con le abitazioni, le coltivazioni e le varie industrie della zona.  La Versilia, la lucchesia e il litorale pisano sono in ginocchio.

Bertolaso viaggia qua e là sull’elicottero nemmeno fosse il Santo Pontefice che benedice urbi et Orbi! Non c’è che leccarsi le ferite e sperare che almeno la smetta di piovere e che ci sia il tempo di buttare qualche tonnellata di sacchetti di sabbia sugli argini infranti.
Un disastro che rammenta il 4 novembre del 1966 quando un altro fiume, l’Arno, fece scempio non solo della campagna ma anche delle città come Firenze! Però ora siamo nel 2009 e dovrebbe essere diverso.. direi che dovrebbe essere decisamente meglio di allora,  in tutti i sensi! Ma così non è. 
Stavolta la neve accumulata sulle colline e sui monti vicini si è sciolta tutta insieme (pensate che l’escursione termica da un giorno all’altro è stata di 20 gradi) ed è convogliata con la pioggia in una massa d’acqua che ha rovinato gli argini.
Dice che dovremo abituarci a cose del genere perché il clima sta cambiando in quel modo e che si alterneranno  a tempo zero, il vento della Siberia con le sue temperature glaciali e il vento del sud con quelle equatoriali …e noi passeremo dai cappotti agli infradito da un giorno all’altro.
Intanto dai camini che sovrastavano gli edifici dove si svolgeva la 15esima conferenza Onu sui cambiamenti climatici a Copenhagen non sono fuoriusciti che fumi neri, nel senso che a nessuno dei nostri governanti sta a cuore la salute dell’ambiente, ma, dico io,  si preoccupano solo del potere e del borsellino.
Qui intanto ora è caldo e continua a piovere. Povera Toscana!
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38 comments

  1. Il clima sta cambiando, sì! da tempo ed è l’uomo il principale responsabile del dissesto. Chissà quante conferenze si faranno ancora inutilmente perchè, come accenni, è il denano nella tasca di pochi che interessa, non il futuro del mondo in cui si vivrà. Forse sarebbe meglio non farle per nulla, è un costo inutile.
    Nel piccolo abbiamo un recente martire fra noi che pensa a proteggersi il fondo schiena, a difendere i propri interessi ed alimentare quelli degli amici. Un esempio fra tutti: a cosa serve il ponte sullo stretto di messina? quante opere più utili si potrebbero fare con benefici per l’indotto locale? e il dissesto della nostre rete idrica?
    Un ponte che è di beneficio principalmente alle grandi imprese, non certo alla più parte delle aziende italiane che sono dimensionalmente piccole, ma creerebbero opportunità di lavoro.

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  2. Tu sai quanto sono attaccato alla Toscano essendo mia madre nata a Firenze…quindi la mia preoccupazione e il dispiacere per quanto sta succedendo è moltissima… Anche se nutro fiducia nelle amministrazioni che essendo di una certa parte danno garanzie di serietà…
    Non capisco l’accostamento di Bertolaso con il santo Padre…il fatto che debba avere un quadro chiaro della situazione per organizzare gli interventi mi sembra normale…
    Comunque spero che il tempo migliori in modo che possano fare presto a riportare la normalità…
    un caro saluto Nemo

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  3.  beh, Gino, grazie delle tue parole e grazie anche agli altri che passano di qui e condividono.. 
    forse la battuta su Bertolaso non mi è venuta bene, sai, mica sempre ci azzecco in quel che dico ..  sono una blogger e non una giornalista .. comunque sia  mi era venuto in mente questo elicottero che ci vola sul capo come a darci una benedizione… ed è a Lui che ci si affida, come fosse onnipotente e ultima speranza.  
    Come dire che di fronte a tanta disgrazia ci si sente molto impotenti e tutto ciò è amaro. 

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  4. Ieri sera in tv sentivo la gente che è stata coinvolta in questa tragedia.
    Stride il loro stato d’animo col clima festaiolo che c’è.
    Si Copenaghen, dovrebbe farsi come nei conclavi cardinalizi:
    porte sbarrate finchè non si trovano diverse soluzioni.

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  5. speriamo smetta.. e pensare che qui a roma ci si lamenta del tempo quando fanno due gocce e la temperatura scende sotto i 15 gradi…
    auguri per la toscana e a te di buon anno
    simone

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  6. Licia, per fortuna che non ci azzecchi certe volte, diversamente saresti troppo perfetta e non so se potrei nutrire la stessa amicizia che ho adesso per te , non mi piacciono i perfettini, io sono molto imperfetto…
    Capisco lo stato d’animo per chi si trova in quelle situazioni e sono loro molto vicino, purtroppo data la mia età solo spiritualmente.
    Un amichevole abbraccio.
    Gino

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  7. Sono desolanti le immagini e le notizie che si continuano a ricevere…
    Ormai sembra impossibile che ad ogni pioggia appena al di sopra della media ci sia una qualche parte dell’Italia che vada a finire sott’acqua!
    E le previsioni non sono ancora incoraggianti…
    L’augurio che ti lascio è che tutto si risolva senza ulteriori danni (che già ce ne sono) e che si trovino le strategie per porre rimedio a questo problema.
    Ti invio un abbraccio.

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  8. Ali, a volte purtoppe si è sentito di piattaforme che hanno chiuso: non credo proprio che accadrà, ma così mi sento più sicura, anche se spesso penso che tutto in rete è "volatile"… ma sono solo mie riflessioni dei momenti peggiori.
    BUON 2010 anche a te!
    mt

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  9. Dice che l’anno che vviene
    sarà ’n anno co’ li fiocchi:
    tanti euri e baiocchi
    pe’ spassaccela assai bbene.

    Lo racconta er piddiccì
    ogni ora alla tivvù;
    ma io nun je credo ppiù,
    nun c’ha tutti i venerdì!

    Queste cose già l’ha dette
    l’anno scorzo, de’ ’sti tempi;
    so’ successi tanti scempi
    che poi l’hanno contraddette.

    Perciò fàmose ’st’auguri
    nun contanno su li sòrdi,
    er trentuno li bagordi
    ma da ’r primo li scongiuri…

    E ppe’ vvoi, amichi cari,
    un vagone de saluti
    pe’ li lisci e li ricciuti,
    li prodìghi e l’avari,

    li lontani e li vicini,
    femminucce e maschietti,
    asinelli e architetti,
    un po’ grassi o mingherlini,

    arti, bbassi e mezzani,
    in città o in campagna
    (’ndo’ sia sia, purché se magna),
    esterofili e itagliani,

    li sinceri e li buciardi,
    chi lavora e chi sta a spasso,
    chi riposa e chi fa chiasso.
    Mo’ però s’è fatto tardi

    e perciò concrudo qui
    quest’inzurza filastrocca
    mentre infilo ne la bocca
    la lenticchia in zarmì.

    State bene, state in pace,
    che le cose che volete
    ve s’avverino complete,
    è l’augurio mio verace!

    (Dice che l’anno che viene
    sarà un anno con i fiocchi:
    tanti euro e baiocchi
    per spassarcela assai bene.

    Lo racconta il p.d.c. (presidente del consiglio)
    ogni ora alla tivù;
    ma io non gli credo più,
    non ha tutti i venerdì!

    Queste cose già l’ha dette
    l’anno scorso, di questi tempi;
    sono successi tanti scempi
    che poi l’hanno contraddette.

    Perciò facciamoci questi auguri
    non contando sui soldi,
    il trentuno i bagordi
    ma dal primo gli scongiuri…

    E per voi, amici cari,
    un vagone di saluti
    per i lisci e i ricciuti,
    i prodighi e gli avari,

    i lontani e i vicini,
    femminucce e maschietti,
    asinelli e architetti,
    un po’ grassi o mingherlini,

    alti, bassi e mezzani,
    in città o in campagna
    (dovunque sia, purché si mangi),
    esterofili e italiani,

    i sinceri e i bugiardi,
    chi lavora e chi sta a spasso,
    chi riposa e chi fa chiasso.
    Ora però s’è fatto tardi

    e perciò concludo qui
    questa insulsa filastrocca
    mentre infilo nella bocca
    la lenticchia in salmì.

    State bene, state in pace,
    che le cose che volete
    vi si avverino completamente,
    è l’augurio mio sincero!)

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  10. Non posso che essere daccordo con te: con le tue considerazioni e con le tue preoccupazioni,  Ricordo con immutata emozione i giorni dell’alluvione del 1966, anche se per fortuna ne rimasi  soltanto ai margini.
    Che Dio ci aiuti!
    A te un caro saluto e tanti auguri per un anno nuovo pieno  di tante cose belle.

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  11. …e purtroppo continua a piovere……
    Un abbraccio!!!! :-)))
    Ed io, anche se sono in questa regione solo per 1 Km, mi sento toscana al 100%!!!
    Ciao
    Sara

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