storie di una vita fa

Dice: “E’ arrivata questa lettera per lei..” e la custode della scuola mi porge una busta gialla un po’ sgualcita, su cui si legge in modo inequivocabile il mio nome. Io la prendo e la rigiro tra le mani chiedendomi cosa fosse. In un attimo noto che è stata aperta e che è piena zeppa di fogli. La custode mormora che qualcuno l’ha aperta per sbaglio e che quella persona si scusa con me.
“Beh, pazienza,..” penso io, anche se sono un po’ seccata. Non mi piace che qualcuno apra la posta indirizzata a me.. ma ormai è fatta ed è inutile inquietarsi.
Mi sposto più in là per appoggiare le cose e guardare bene il contenuto della missiva.
Tiro fuori il pacchetto della carta e comincio a vedere delle vecchie foto ingiallite su cui sono state tracciate delle frecce ad indicare una casa in mezzo ad un centro abitato e un gatto bianco vicino ad un camino.
C’è la scritta: “Questo micio mi ha adottata!” .. Poi c’è una cartina geografica, o meglio, la fotocopia in bianco e nero di una piantina in cui è stata evidenziata la città di Teramo. E poi un volantino di una ditta che vende sanitari per i bagni … e anche un libriccino di poesie. E’ lì che si ferma la mia attenzione: alle poesie.
Mi sembra di riconoscere qualche tratto e frugo nei miei ricordi per cercare di capire. Poi, nel retro di una foto di famiglia, c’è un nome e la scritta: “Martellati” ..come dire “Vediamo se riesci a ricordarti di me!”. A quel punto è come se mi si aprisse un sipario e vedo la scena: lei, Luana, la mia collega di lettere, quella che scriveva bellissime poesie e che viveva sola.
Credo siano passati circa 15 anni da quando se ne andò e l’unica cosa che una volta ho saputo di lei è che era stata malissimo, perché la solitudine le era diventata insopportabile. Ma io non avevo mai pensato di cercarla, ero solo dispiaciuta che si fosse trasferita altrove lasciando la scuola di campagna per quella di città. Ed ora eccomi qua, a rigirarmi tra le dita quelle cose che mi parlano di lei e che mi mostrano la sua vita come se mi avesse spedito un film.
Fotogramma dopo fotogramma cerco di cogliere tutti i particolari come se si trattasse di un rebus da sciogliere. Mi chiedo il senso del volantino di colui che vende i bagni e poi capisco che quel tale è il nipote che l’ha accolta a casa sua e che in qualche modo le ha donato il calore di una famiglia. E continuo a leggere tutte le note in quella cartina geografica: è incredibile mi ha segnato anche dove avevano abitato i suoi genitori prima di sposarsi, proprio lì vicino a dove lei è ora. Ricordo in sala insegnanti quando mi descriveva minuziosamente i gesti di sua madre che le preparava i dolci tipici pasquali e di quando raccoglieva i semi di mela per portarli al suo amato pappagallo che le faceva compagnia.
Non è una persona da poco la mia amica Luana, .. un forte carisma e la fragilità che ha talora chi è troppo intelligente.
Non so perché le sono venuta in mente e perché mi ha scritto, in fin dei conti sembra di parlare di cose successe una vita fa.. dal tempo che è passato. Sto ancora centellinando le sue cose per trovare le spirito giusto per risponderle, non voglio che la mia risposta sia banale.. devo pensarci bene e devo farlo alla svelta, credo che lei mi stia aspettando.