foto di Londra

Vi mostro alcune foto che ho scattato a Londra a Luglio scorso. Il repertorio quasi al completo è sulla mia pagina di Flickr e il link è qui a sinistra. Tra pochi giorni raggiungerò il record di 1000 foto pubblicate 🙂La prima immagine è una elaborazione grafica di una foto scattata a Camden Town a Londra. Le enormi  bolle di sapone sono le uniche note di colore in uno scenario bianco e nero.

bolle

Questa foto sotto invece l’ho scattata in notturna nelle vicinanze del Tamigi. Mi piace molto per i colori e per la posa dei soggetti.. uomo e cane.

Black Lion


La terza foto l’ho scattata a Camden Town che poi è una zona stranissima zeppa di negozi che  vendono di tutto e di più (come si può vedere anche dagli abiti in mostra).  Ah, dimenticavo, il soggetto in primo piano è la mia piccola 🙂

Camden Town


Ancora Camden Town: un particolare di una facciata. Siamo in un altro mondo, non sembra anche a voi?

dragone - London


Buon lunedì a tutti

bat box


Un pipistrello per amico

pipistrello

I pipistrelli, forse per le loro abitudini notturne ed il loro elusivo comportamento, o magari per il loro volo apparentemente scoordinato, non hanno mai riscosso un grande successo tra la gente. Altri animali di più immediato fascino godono di ben altre fortune. E’ il caso del lupo, che nonostante rappresenti un costo gestionale non certo trascurabile, è considerato uno dei simboli della conservazione. Eppure i pipistrelli, che ogni notte d’estate svolgono un silenzioso e instancabile lavoro di controllo biologico delle popolazioni d’insetti, non meriterebbero un po’ più di attenzione da parte dell’uomo?
Per contribuire alla conservazione di questo straordinario gruppo animale, gli zoologi del Museo di Storia Naturale di Firenze, con la collaborazione di Unicoop Firenze, hanno messo a punto un progetto per la diffusione delle bat box, piccole casette di legno da utilizzare per offrire nuovi rifugi a questi efficienti predatori di insetti, soprattutto di zanzare tigre. Le bat box sono studiate per attrarre proprio i pipistrelli che frequentano gli ambienti urbanizzati, e potranno essere appese alla parete esterna della casa, meglio se al riparo sotto la grondaia del tetto. Quando tali rifugi saranno colonizzati avremo per alleato un formidabile cacciatore di insetti.
    
Le bat box si trovano in vendita anche in internet al costo di circa 25 euro ,ma non è difficile costruirsene una da soli. (lo schema è qui sotto) Occorre sapere però, che sono necessari pannelli di legno di almeno 1,5 cm di spessore e un trattamento da esterni con vernice ad acqua. In ogni caso non usare materiali particolarmente odorosi, mal tollerati dai pipistrelli. Assicurarsi che la superficie interna della bat box sia abbastanza ruvida per permettere l’appiglio dei pipistrelli. Verificare la perfetta tenuta delle giunture tra le tavole, in modo da consentire quella stratificazione verticale interna della temperatura che tanto piace ai nostri piccoli amici. Dopo aver costruito il vostro rifugio artificiale potrete partecipare alla sperimentazione inviando un’apposita richiesta all’indirizzo di posta elettronica batboxunifi.it.

per chi è interessato, tutte le informazioni sono qui ( nel sito indicato io ho tratto testi e immagini)

vita da blogger

 

 

Ebbene sì, io sono una di quei blogger che ha l’abitudine tanto antica quanto contestata di contraccambiare le visite e andare a rispondere ai commenti che mi sono stati lasciati. Spesso mi ci vuole un po’ di tempo per rispondere ma prima o poi lo  faccio sempre.

 Leggo qua e là che la gente arriccia il naso dicendo che “fa ridere che qualcuno appaia nei blog solo per rispondere ai commenti” e io mi meraviglio che qualcuno la pensi in questo modo. Ma quanto tempo avete voi di girellare a piacimento per internet, leggere per benino quel che vi capita e poi scrivere commenti? ..ma non lavorate? Non avete una vita reale che vi porta a dedicare il tempo a delle cose concrete, come.. che so.. andare a fare spesa, andare dal dentista,.. o anche semplicemente, leggervi un libro..o dedicarvi ai figli o ai nipotini? A me sembra logico che se si vuole vivere il blog con serenità, è necessario dedicarci un tempo che sia compatibile con gli altri impegni..e quindi per me è necessariamente POCO. Ragion per cui devo fare delle scelte e così a volte mi dedico a Flickr ovvero a sistemare le le foto e a pubblicarle online curando anche in quella comunità un po’ di pubbliche relazioni, per il resto mi dedico al blog, ma anche qui, tra scrivere, sistemare le cose e curare le pubbliche relazioni, mi richiede molto tempo..  mi ci mancherebbe pure di mettermi a girare per i blog con cui non ho nessuno scambio..!

E poi i saluti.. beh, sì, parliamo anche di quello visto che ci siamo: quando cominciai con il blog (diciamo più di 6 anni fa) c’era una  certa netiquette che prevedeva di inserire un saluto alla fine del commento, a volte ci allargavamo anche troppo e scambiavamo “baci e abbracci” a tutto spiano. Poi le cose si ridimensionarono e cominciammo con i “buon pomeriggio” o “buonanotte”, ora vedo che non usa più e solo raramente si usano i saluti, …e siccome sono moderna (un po’ di ironia non guasta mai..) mi adeguo.. e da ora niente più saluti in coda al commento.

Detto fatto, come ogni agosto, mi metto a ripulire la lista degli amici blogger inserendo nel reparto “tengo traccia di..” (qui a sinistra nella colonna) i link che ormai sono datati cioè gli indirizzi dei blog con i quali da tempo non ho più nessuno scambio.
Ramazzate a parte… buon sabato  😉
 

il capanno di frasche

Agosto sta finendo, inesorailmente, caldamente ..puntualmente. Le giornate sbiascicate con gli infradito colorati, passate  a sorseggiare granite alla menta, diventeranno un ricordo e il tempo seguirà i suoi ritmi, con i quaderni aperti sui banchi e le castagne ad abbrusolire nelle padelle buchettate. I rumorosi tamburi delle feste paesane della Toscana, riempiranno l’aria settembrina e d’un tratto tutto sarà diverso. Tra qualche giorno ritroverò i colleghi di sempre e conoscerò quelli nuovi. Lo scorso anno non ho nemmeno imparato i nomi dei colleghi nuovi da tanti che erano e dal poco tempo dedicato da tutti noi alle pubbliche relazioni. Sì, a pensarci  è diventata una scuola “mordi e fuggi”,  dove non fai altro che correre da una classe all’altra e riempirti la testa dei problemi che ci sono.  Più penso allo scorso anno scolastico e meno mi piace.  E’ ancora nitido il ricordo dei litigi, delle urla, del tempo interminabile delle riunioni tra docenti, vissute a sparlarsi addosso. Forse è un po’ come nelle famiglie dove c’è poca unitarietà, che appena c’è una difficoltà ci si scontra e alla fine ci si separa.. non so.. Forse la scuola è messa a dura prova dalle richieste sempre più pressanti dello stato e i docenti allora reagiscono litigandosi tra loro.  Fatto sta che quest’anno ho un gran pensiero a ricominciare..
Anni fa mi diceva una collega: ” Amica mia, fatti addosso un bel capanno di frasche virtuali e, così coperta, transita per i corridoi della scuola dove si incontrano i colleghi, esci dal capanno solo quando entri in classe..  così nei corridoi nessuno ti vedrà e riuscirai a sopravvivere in un ambiente come questo, dove i prof si massacrano il cervello anche per niente! Solo in classe con i ragazzi si sta bene, ad insegnare! “. ..e è così che faccio da tanti anni a questa parte.. un capanno di frasche ..e via …
 

Shakespeare’s Globe

Shakespeare's Globe London 

Shakespeare's Globe London

About the Globe

Founded by the pioneering American actor and director Sam Wanamaker, Shakespeare’s Globe is a unique international resource dedicated to the exploration of Shakespeare’s work and the playhouse for which he wrote, through the connected means of performance and education.
Together, the Globe Theatre Company, Shakespeare’s Globe Exhibition and Globe Education seek to further the experience and international understanding of Shakespeare in performance.



Il Globe Theatre fu il teatro di Londra dove recitò la compagnia di William Shakespeare. La sua ricostruzione è tuttora visitabile nel luogo originario, nei pressi del Blackfriars Bridge sulle rive del Tamigi.

Con il nome di Globe Theatre in realtà ci si riferisce generalmente a tre edifici diversi:

  1. Il Globe Theatre originale, costruito nel 1598 dalla compagnia teatrale, a cui Shakespeare apparteneva, e distrutto da un incendio nel 1613
  2. Il Globe Theatre che fu ricostruito nel 1614, chiuso nel 1642 e demolito nel 1644
  3. La ricostruzione moderna del Globe, chiamata ‘Shakespeare’s Globe Theatre’, inaugurata nel 1997

La struttura in legno del teatro era esagonale e presentava uno spazio aperto al centro, che serviva per far entrare la luce naturale. Il teatro poteva contenere fino a 3000 persone. Il prezzo d’ingresso era, nell’età elisabettiana, di 1 penny per i posti in piedi (al centro del teatro e a ridosso del palco) e di 2 penny per i posti a sedere nelle tre gallerie circolari. Dato che la struttura è all’aperto, c’era una tettoia per coprire in caso di pioggia i costosissimi costumi degli attori (che erano esclusivamente di sesso maschile, dato che fino al 1660 alle donne era vietato comparire sulla scena).

La scena era costituita da un palcoscenico che si protende letteralmente verso il pubblico e da un secondo piano che spesso veniva usato per la riproduzione di ambienti interi o balconi (Giulietta e Romeo). Gli spettacoli avevano luogo di giorno e a volte si faceva uso di torce.

Sulla bandiera che sovrastava la struttura era riportato il motto Totus mundus agit histrionem” (Tutto il mondo recita).

Nel 1996, con una grande operazione politico-culturale, il teatro venne ricostruito, con notevoli difficoltà e alcune critiche dato che non esisteva un progetto su cui basarsi. Il teatro, indiscutibilmente associato alla figura shakespeariana, è comunque diventato il simbolo stesso della britishness in tutto il mondo ed è al centro di una fiorente industria legata al grande drammaturgo: esistono veri e propri tour per visitare i luoghi emblematici di Shakespeare, tra cui non può mancare il Globe Theatre.(articolo preso qui e qui le foto sono mie)

 

 

Buona giornata a tutti  🙂

 

papere a gogò

C’è la tranquilla famigliola di paperelle galleggianti…famigliola di papere


poi c’è la papera curiosa e attenta,
di quelle che ti guardano dritto dritto negli occhi
aspettando chissà che..

papera attenta


infine c’è lui, il becco azzurro casinista,
eccolo lì. tutto intento a farsi la toeletta
per rendersi più bello..

becco azzurro si fa la toelettaAdoro le paperelle!

Buon pomeriggio a tutti  🙂

Madame Tussauds

Tanti si chiedono come fosse Madame Tussauds, cioò quale fosse il suo vero aspetto. Proprio lei, l’ideatrice del museo delle cere più famoso al mondo! .. Ebbene.. eccola qua:

Madame Tussauds

"Ma chi era Madame Tussauds, la fondatrice del museo? Madame Tussauds, realmente esistita, fu una modellista della cera. Le mostre dei ritratti in cera durante il diciottesimo secolo erano popolari e proprio in questo mercato che Madame Tussauds è entrata e vi ha dominato.
Il suo vero nome era Marie Grosholz, nacque nel 1761 a Strasburgo e morì nel 1850 a Londra. In Francia Marie imparò l’arte del modellare la cera dal Dott. Philippe Curtius che tenne dal 1770 mostre di modelli di cera a Parigi. Con il suo talento e la determinazione Marie realizzò le sue prime figure di cera di filosofi famosi come Jean-Jacques Rousseau, Voltaire e personaggi come Benjamin Franklin. Il suo lavoro fu apprezzato alla corte reale di Versailles. Durante la rivoluzione francese Marie modellò le teste di sovranità e di rivoluzionari decapitati dalla ghigliottina. Quando Curtius morì nel 1794 lasciò a Marie l’intera raccolta di modelli in cera. Nel 1795 sposò François Tussauds e prese così il nome di Madame Tussauds. Nel 1802 si trasferì in Inghilterra dedicandosi a portare in giro in vagoni e caravan la sua collezione-museo di figure di cera per l’intero paese. La sua raccolta macabra dei personaggi della rivoluzione francese, accanto ai ritratti dei torturati, dai furfanti e dagli assassini, affascinava il pubblico. Durante gli anni creava sempre nuove figure. Dopo aver portato in giro per 33 anni le sue creazioni, stabilì la sua prima mostra permanente “The Bazar” a Londra in Baker Street nel 1835."
(Il brano è tratto da qui)

Madame Tussauds

e questo, tanto per fare un esempio, è Morgan Freeman:

Nelson Mandela

Buon martedì a tutti 

bracciali e stelle

bracciali e stellesono chiassose
caotiche
litigiose e tenere al tempo stesso
forti e fragili
amorevoli e scassapalle
creative e dormienti
sognatrici
incontenibili
incontentabili
mattacchione
….
sono esagerate sempre!

le adolescenti del mondo d’oggi.
..
beh, adesso un po’ mi mancano
 🙂