specchio delle mie brame..

Era incredibile, continuavano a specchiarsi a quel vetro della finestra. Noi eravamo lì tutti intenti a lavorare, seduti attorno ad un tavolo del centro congressi di uno dei più begli hotel di Montecatini e loro erano fuori, dall’altra parte del vetro.

Erano dei semplici passanti che camminavano su e giù sul marciapiede che costeggia le mura dell’hotel. Il problema era che noi eravamo in un reparto un po’ più basso rispetto alla strada laterale e le finestre con i vetri a specchio si trovavano in alto, nell’angolo estremo confinante con il soffitto. Era davvero una strana situazione quella in cui ci si trovava perché spesso non riuscivamo a concentrarci come avremmo dovuto fare e ci si ritrovava a mento in su a guardare lo spettacolino dei passanti “vanitosi” come immagini proiettate a grande schermo.. in cinemascope.

Montecatini è una cittadina dal clima mite ed è molto accogliente, quindi si presta bene per ricevere dei gruppi di studio. Ecco che periodicamente mi ritrovo a soggiornarci per qualche tempo.

Nei primi giorni di settembre l’aria era leggera, tiepida e tersa e sapeva di verde dei giardini e del fresco di erba appena innaffiata. Il silenzio era imperante e le uniche persone ad affollare le strade erano delle comitive di turisti che sciamavano dagli alberghi per recarsi in gita con i loro pullman a Firenze o a Lucca.. o San Gimignano.. o chissà dove.. l’unica cosa che so è che verso le 9 del mattino le strade erano già completamente sgombre e i pochi passanti si sarebbero potuti contare sulla punta delle dita. Ma torniamo a noi e a quella finestra a specchio. La prima passante a darci nell’occhio fu una donnina tutta accomodata che camminava lentamente sul marciapiede finchè, girandosi casualmente da un lato, non si accorse che proprio accanto aveva uno specchio e allora che fece?.. Prese la borsetta, la posò sul davanzale esterno della finestra, l’aprì e tirò fuori i trucchi e il pettine e detto fatto si dette una bella sistemata. Noi all’interno si rimase a bocca aperta.. lei non ci vedeva ne’ ci sentiva e d’un tratto ci si accorse di essere davanti ad uno spettacolo come quello della Candid Camera e non si potette fare a meno di ridere.

Dopo un po’ arrivò un giovane, ..un ragazzotto e anche lui fu preso dalla smania di darsi una sistemata e così si aggiustò il colletto della camicia alzandolo dietro al collo e cominciò a muoversi spostandosi in modo sinusuoso per vedere l’effetto che poteva provocare agli altri vederlo vestito così bene. Si pavoneggiava. Noi lì dentro un po’ si faceva finta di nulla e un po’ ci scappava da ridere.. ci sentivamo osservatori indiscreti e qualcuno cominciò a dire che forse era meglio girarsi dalla parte opposta o andare fuori e mettere un cartello per avvisare che lo specchio in realtà non era altro che il vetro di una finestra e che dall’interno di vedeva tutto.

A tratti non passava nessuno ma poi inevitabilmente si ripeteva la scena.

Carinissima fu una mammina in erba che transitava spingendo un passeggino con dentro un bel pargolo.. improvvisamente si girò.. si vide.. incuriosita si guardò meglio.. e alla fine si regalò uno splendido sorriso. Che bello regalare un sorriso a se stessi!.. Vuol dire che si è proprio felici. E lei evidentemente lo era..

A volte la mattina lo faccio anch’io mentre mi pettino allo specchio.. ehi, ci sarà mica nessuno che di là mi guarda? Sai che non ci avevo mai pensato?  ..