vacanza..

la spiaggia a settembre

 

Domattina partirò per la mia vacanza:

quindici giorni sulla riviera romagnola.

Bene, mi riposerò e mi rilasserò oziando a più non posso..

Voi, amici cari, mi mancherete!.. Ma in compenso vi porterò le foto

Buona estate a tutti.. a presto,

Alidada

 

maledetti virus

Avevo sentito dire che questo strano malanno era in giro, ma ero abbastanza tranquilla perché da qualche anno in qua mi sono sempre fatta vaccinare contro l’influenza quindi di solito la evito. Stavolta però non è andata allo stesso modo e qualche giorno fa, di notte, mi sono svegliata in preda a dei brividi di freddo assurdi, tant’è che mi sono buttata 3 coperte addosso. Ragazzi che mal di testa e che mal di stomaco! Da anni non pativo in questo modo!
Mi chiedo da che parte del mondo provengano questi “nuovi” virus che in quattro e quattr’otto ti stendono, nemmeno fossi un ragazzino di 30 chili! Brutta storia! Sono dovuta rimanere a letto per ore ed ore ma ne’ la febbre ne’ il mal di testa accennavano a passare e così ho preso una tachipirina.. non una di quelle “da adulti”, dose 1000.. no.. no.. una di quelle che prende anche la mia nipotina e cioè una bustina effervescente dose 500.

Sì, la febbre si è abbassata e il mal di testa mi ha dato tregua ma in compenso è comparso un gonfiore preoccupante a tutta la faccia. Labbra gonfie e guance enormi fino a chiudermi gli occhi. Mamma mia che paura! Una volta, tempo fa, fu un antibiotico a farmi male in quel modo, ma non credevo che la banale tachipirina avesse lo stesso comportamento.

Fatto sta che alla fine ho chiamato il dottore che è corso e dopo aver constatato la reazione allergica al farmaco, mi ha prescritto il cortisone.
Ebbene.. la febbre.. il mal di testa.. il cortisone e il caldo… oh… ragazzi… mi sembra di essere in barca! Penso di avere la pressione sotto al livello di guardia… Comunque sia devo rimettermi in forma velocemente perché mercoledì partirò per una quindicina di giorni al mare ..e al mare non rinuncerei nemmeno morta!
Intanto vi saluto qui e poi cercherò di passare dai vostri blog…
Un abbraccio a tutti

meme ricco mi ci ficco..

Mel mi invita a partecipare ad un meme poetico. Il regolamento è sul blog di Blue..

Anch’io come Mel non lo interpreto proprio alla lettera e colgo poesie intere e qualche stralcio.. diciamo che riscrivo qui sotto quello che mi ha fatto battere di più il cuore tante volte..

Invito tutti coloro che vogliono farlo, a continuare la catena..

 

E’ l’ora

È l’ora in cui s’ode tra i rami
La nota acuta dell’usignolo;
È l’ora in cui i voti degli amanti
Sembrano dolci in ogni parola sussurrata
E i venti miti e le acque vicine
Sono musica all’orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
E in cielo sono spuntate le stelle
E c’è sull’onda un azzurro più profondo
E nei Cieli quella tenebra chiara,
Dolcemente oscura e oscuramente pura,
Che segue al declino del giorno mentre
Sotto la luna il crepuscolo si perde.

Lord Byron

Quella vita che fu tenuta a freno

Quella vita che fu tenuta a freno
Troppo stretta e si libera,
Correrà poi per sempre, con un cauto
Sguardo indietro e paura delle briglie.
Il cavallo che fiuta l’erba viva
E a cui sorride il pascolo
Sarà ripreso solo a fucilate,
Se si potrà riprenderlo.

Emily Dickinson

Notturno invernale

E domani saremo
soli
col nostro cuore
verso il nostro destino.
Ma ancora, nel profondo, tremerà
il palpito lontano delle ali sorelle
e si convertirà
in nuova ansia di volo.

Antonia Pozzi

Quasi in un album

Sentirai il tuono e mi rammenterai,
penserai: desiderava una bufera…
Sarà una striscia di cielo accesa di rosso,
e il cuore come allora in fiamme.

Anna Achmatova

Desideri

Voglio correre
oltre il buio
e smarrirmi nella luce.
Voglio bere
la rugiada dalle foglie
e bagnarmi
nell’ebrezza di un sorriso.
Voglio ascoltare Brahms
e danzare
con l’anima in delirio.
Voglio raccogliere
un grappolo di stelle
e appenderlo
alla porta del tempo.
Voglio scrivere
una canzone d’amore
e ascoltarla
nella voce del silenzio.
Voglio rimanere me stessa
nella folle corsa
dei miei giorni
pagine bianche
da riempire a matita.
.
Raffaella Cosentino

Olimpiade

Siam navi all’onde algenti
lasciate in abbandono:
impetuosi venti
i nostri affetti sono:
ogni diletto è scoglio:
tutta la vita è mar.

Metastasio

La musique

La musique souvent me prend comme une mer!
Vers ma pâle étoile,
Sous un plafond de brume ou dans un vaste éther,
Je mets à la voile;
La poitrine en avant et les poumons gonflés
Comme de la toile
J’escalade le dos des flots amoncelés
Que la nuit me voile;
Je sens vibrer en moi toutes les passions
D’un vaisseau qui souffre;
Le bon vent, la tempête et ses convulsions
Sur l’immense gouffre
Me bercent. D’autres fois, calme plat, grand miroir
De mon désespoir!

Charles Baudelaire

e poi i miei pensieri..
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Ad ascoltar le stelle

Ecco, puntuale giunge l’ora della sera

e inesorabile cala dall’alto il manto scuro.

Il buio sipario chiude la scena di un giorno come tanti.

La mia mente riconcorre ancora ciò che spera e vuole

ma poi indugia e infin si placa esausta ad ascoltar le stelle.

Alidada

 

 

 

 

 

 

il grembiule a scuola

grembiulinoBasta pantaloni a vita bassa, torna di moda il grembiulino.

"E adesso come al solito non ci si metterà d’accordo su niente, perché noi italiani siamo così, come un vecchio spot con la Ferilli al cellulare «quanto ce piace chiacchierare…». Piuttosto che risolvere un problema, un’equazione algebrica fratta, un cateto uguale all’ipotenusa moltiplicata per il seno, siamo disposti a tutto, basta non rinunciare al gratuito sperpero delle ore passate a chiacchierare.

Giusto nel giorno del suo compleanno il ministro all’Istruzione Gelmini Mariastella, cognome e nome come pretende l’appello, ha risposto, interrogata: «Gli scolari di nuovo con il grembiule? E perché no…».

L’idea in verità non è sua, ma di Gabriella Giammanco, che ha trentun’anni, ma ancora l’aria della vicina di banco, quella brava e studiosa che non ti passa mai un compito e che non ti fila neanche di striscio. È una delle parlamentari più giovani, è in commissione Cultura della Camera a Montecitorio, e per lei il ministro, che ha solo quattro anni di più, ha solo belle parole: «Il grembiule è un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra ragazzi, soprattutto ora che va tanto di moda l’abbigliamento firmato già in giovanissima età. Dare pari condizioni di partenza può essere una proposta interessante ed è curioso che venga proprio da una delle deputate più giovani».

E così è ripartito il dibattito. Con i soliti argomenti. A patto, ovvio, che non si risolva il problema. Grembiulino sì, perché è un mezzo democratico per annullare le differenze sociali, grembiulino no perché è uno strumento per omologare i ragazzi, grembiulino sì perché combatte i virus e i segni del pennarello, grembiulino no perché non basta una divisa per rendere tutti uguali. Presidi e psicologi sono d’accordo, l’associazione genitori no. Ogni tre anni la solita solfa, ma risultati sempre rimandati a settembre.

Ora, diciamolo: il grembiulino fa tenerezza, è il colletto bianco che profuma di amido, le briciole della merenda che ti restano in fondo alla tasca, è il «grembiule nero e fiocco azzurro: per un bambino milanista il primo giorno di scuola è subito un trauma» come dice Diego Abatantuono. Il grembiule a scuola è un po’ il film all’oratorio la domenica pomeriggio, le bustine per fare l’aranciata, le suore nella Prinz, le cartelle in pelo di cavallino, i quaderni a quadretti con i margini al fondo e la tavola pitagorica fino al dodici. Rimetterlo, anche se per ora solo alle elementari, ha qualcosa di antico ma, chissà, forse di inutile.

Perché, se è solo per annullare le differenze, c’è sempre quello che mette il grembiule come il tuo ma capisci che non è come te dalla marca delle scarpe, ammesso che il tuo non costi cinque euro e il suo non sia un modellino di tendenza color tabacco spento e verde chartreuse con finiture in tessuto e laccetti coordinabili.

E se è per il «dovere morale ad un abbigliamento consono alle aule», come pretende il Regio Decreto del 1925, si sa che già dalle medie, del 2008, vanno jeans a vita bassa, tanga e micro top. E qui tornare all’antico è rischioso. Perchè sotto il grembiule potrebbe non esserci niente. "
(l’articolo è
qui )

So che i problemi della scuola sono ben altri ..a parte quello, io, per vari motivi, sono favorevole all’uso di un grembiulino a scuola..o di una divisa.. anche alle scuole medie! ..e perchè no?!

 

 

il n.1


culla

Di quel 5 luglio di tanti anni fa non ricordo molto, solo alcune scene, a tratti.. Tutto cominciò alle prime luci dell’alba, qualche doloretto strano al basso ventre. Avevo una pancia enorme e sapevo di aver finito il tempo previsto per la nascita, quindi tutto era pronto. A quell’epoca era d’obbligo portarsi dietro una cesta in vimini colorato, piena zeppa di cremine, oli, borotalchi di vario genere, e poi le coppette assorbilatte per l’allattamento e delle camicine di pura seta, da mettere a diretto contatto della pelle del bambino appena nato. Passarono solo pochi minuti e eravamo già pronti per andare a Pisa, dove avevamo fissato l’evento. Mano a mano che viaggiavamo i dolori aumentavano di intensità e di frequenza e io dicevo che dovevamo sbrigarci.

Ci volle una mezz’oretta ma alla fine si arrivò proprio davanti a quella clinica, vicino a Piazza dei Miracoli, in via Manzoni. La clinica era tenuta da delle suore e da che mondo è mondo si sa che le suore sono un po’ strane nella gestione delle loro cose, fatto sta che quella che ci ricevette all’entrata ci disse che non avevano più posti letto disponibili.. Restammo allibiti, eppure avevamo fissato tutto…anche se non sapevamo il giorno preciso. A me, con quello stress improvviso passarono tutti i dolori e mi venne una gran fame e così andammo a far colazione al bar lì davanti. Mentre io e mio marito sorseggiavamo il cappuccino e divoravamo un cornetto, parlavamo di quella suora che in pratica ci aveva chiuso la porta in faccia. A quel punto il barista intervenne nella nostra conversazione e ci disse: “ Fanno sempre così quelle suore.. ma c’è un trucchetto, prendete una bella scatola di cioccolatini e regalategliela, vedrete che vi si spalancheranno tutte le porte!..” e poi aggiunse sorridendo: “ .. da che mondo è mondo si sa che le suole sono come i lucci, ..son sempre a bocca aperta!” ..e scoppiò a ridere. Non so quanti di voi sanno che pesce è il luccio, qui in toscana si conosce bene e si sa che è vorace.. tant’è che sta spesso a bocca aperta!

Comunque sia il barista aveva ragione, la scatola di cioccolatini fece riapparire il posto letto per me e non solo, seguirono anche tante e tante gentilezze che non mi sarei di certo immaginata.

Bene, all’ora di pranzo ero a letto ma di dolori non se ne parlava più, ma a quel tempo non andavano tanto per il sottile e in men che non si dica ti mettevano la flebo di ossitocina (o come diamone si chiamava..) e poi… eri del gatto! Nel senso che da allora in poi sembrava che qualcuno ti stesse segando la schiena in due. Beh, tralasciamo i particolari perché non sono tanto piacevoli nemmeno da raccontare.. so che fino alla sera continuò l’agonia.. ma poi alla fine.. ecco che nacque il bambino,… mio figlio.. bellissimo.. 4,100 g. Un piccolo gigante. Tutte le neo.mamme della clinica lo vennero a vedere perché sembrava un bambino di tre mesi da tanto era grande..

Ragazzi..che felicità! Una meraviglia! Buon compleanno figlio mio!

qualcosa resta..

tulipani

.

Nei ricordi resta sempre qualcosa degli anni di scuola. Resta nella mente dei ragazzi che crescono e diventano adulti.. e resta anche nella memoria dei prof che bene o male condividono tanto del loro tempo con loro, aiutandoli a formarsi.

Oggi ho scaricato delle foto dal cellulare e inaspettatamente mi sono ritrovata questa immagine: risale al 14 febbraio, san Valentino, quando gli alunni maschi di classe si misero d’accordo e portarono un fascio di tulipani rossi alle ragazze…e anche alle prof. 🙂 .. Beh, approfittando dell’intervallo e che tutti erano nei corridoi a fare merenda presi il telefonino e immortalai la scena.. Bella vero?

il famigerato barattolo

Questo primo periodo del 2008 è stato bruttissimo, denso di ogni tipo di difficoltà e dolori.. Solo nel 2002 passai un periodo così cupo e a quel tempo speravo proprio che non mi capitasse più un capitolo così brutto della mia vita..

Tutto questo, per mesi, mi ha spesso allontanata dal web confinandomi in interminabili silenzi e c’è voluta l’aria tiepida della primavera e un po’ di vacanza dal lavoro per riportarmi a dare vita ad Alidada.

E’ strano quello che sento ora che sono di nuovo online, mi sento un po’ disorientata..

I vecchi amici blogger stentano a rispondere ai miei saluti e qualcuno non si accorge nemmeno più della mia presenza… come dire che si è dimenticato che io esisto. Ho scritto qualche e.mail senza ricevere risposta.. però in compenso qualcuno è venuto a sbraitare sul mio blog per delle cose che a me sembravano assurde..

C’è chi dice che il mio blog non si vede ed è inaccessibile ma non riesco a capire il perché e a risolvere il problema e  poi non so più trovare un template come piace a me:.. lo scuro mi asfissia e il bianco mi acceca.. il grigio è amorfo e i troppi bamboleggiamenti mi danno l’uggia.

La musica in sottofondo mi piace solo per qualche minuto e poi devo cambiarla perchè penso che altre siano migliori ..ma il silenzio è assordante..e se poi tento di aprire più blog insieme mi ubriaco di tante canzoni diverse che arrivano contemporaneamente generando un caos infernale.

Le troppe poesie di cui si riempiono i blog cominciano a rendermi insensibile all’arte di combinare le parole e le trame dei racconti a volte devo rileggerle più volte perché perdo il filo del discorso da quanto sono intricate. Sto invecchiando e diventando acida 😦

Non capisco dove sia finita quella che una volta chiamavamo “netiquette” ossia una specie di regola che ci portava a contraccambiare i commenti..ora arrivano i messaggi privati e gli inviti per e.mail e poco sta esposto alla luce del sole sotto agli occhi di tutti, scritto chiaramente nei post… o almeno, questa è la mia impressione. 

Sono un po’ frastornata… la sensazione mi sembra quella che si prova ad entrare in un supermercato dove  nessuno in mezzo alla folla dei visitatori si accorge mai della nostra presenza… finchè non si fa cadere sonoramente barattolo di marmellata sul pavimento.. o no?!