Mohammed e la prof

Si vedeva lontano un miglio che quell’uomo che spiegava alla scolaresca  il processo di lavoro di quella fabbrica non amava affatto i ragazzini extracomunitari. La prof era appoggiata al muro laterale di una sala enorme e guardava i suoi 25 alunni seduti ad ascoltare la relazione di educazione ambientale. Non accadeva niente di particolare, solo qualche borbottio e qualche sussurro per degli scambi di opinione sottovoce.
Era una mezz’oretta che erano lì ma chissà perché quell’uomo brontolava sempre lo stesso alunno: un ragazzino inserito da poco nella comunità locale e proveniente dal Marocco. “Sta’ zitto!” gli urlava il relatore in modo brusco e lui lo fissava con lo sguardo scuro e pungente come un carbone ardente.
Eppure non era l’unico a parlottare. Alla prof Mohammed stava simpatico.. prima cosa sapeva fare tutti i conti a mente quindi in matematica era bravissimo e poi la faceva morir dal ridere perché spesso le vendeva i fazzolettini davanti all’uscita del supermercato del paese e poi, la mattina dopo, arrivava a scuola in bicicletta, tutto trafelato e la prima cosa che faceva le chiedeva un fazzolettino in prestito per soffiarsi il naso. La prof ci rideva sempre e diceva: “Ma come, la sera me li vendi e la mattina dopo me li riprendi?”..

Ma torniamo a noi. La scolaresca dopo la fine della relazione di quel tizio si era spostata in un’altra sala dove c’erano sedie e poltrone di gomma, tutte in mostra… e allora.. giù tutti a sedere per provare quei prodotti fatti con il riciclo. Un caos generale, tutti i ragazzini a sedersi qua e là.. A quel punto entrò nella stanza quel tizio di prima e una volta inquadrato il marocchino seduto su una poltrona si mette ad urlare: “Alzati di corsa!” ..Il ragazzo lo guarda incredulo, eppure tutti erano a sedere, perché avrebbe dovuto alzarsi solo lui?.. Ma fa viso a cattiva sorte e zitto zitto si alza e si mette in disparte.

Il tempo passava e tutto sembrava tranquillo. La visita a quell’azienza era quasi finita quando il tizio che aveva accompagnato la scolaresca fin dall’inizio, saluta e si sposta per andarsene; ma a quel punto deve insinuarsi in mezzo alla folla dei ragazzi perché la porta d’uscita era ingombrata dal gruppo di alunni.

Fa per uscire allungando un braccio per farsi largo e cerca di passare, ma chissà come, gli arriva una solenne gomitata nello stomaco. Allora lui si voltò verso Mohammed con gli occhi fuori della testa dalla rabbia e si trovò davanti un ragazzo con lo sguardo ironico.. di quelli che non sai se ridono e sono seri. Allora il tizio guardò la prof e prese fiato per poi esclamare: “ Ha visto?.. Incredibile, mi ha dato una gomitata…!!!” La prof pensò che a quel tale gli sarebbe venuto un colpo apoplettico da tanto che lo vide imbestialito. :

“ Davvero Mohammed hai dato una gomitata a questo signore?” disse la prof che in effetti non aveva visto se era successa davvero una cosa del genere ma che comunque non aveva proprio voglia di mettersi a brontolare proprio quel ragazzino che era stato preso di mira da quel tizio per tutto il tempo.

E Mohammed..: “Io??….. nooooo….” come dire “che volete da me che sono un angelo?” a quella risposta il tizio pensò bene di andarsene senza aggiungere altro.. Forse era dovuto correre al bagno per il travaso di bile… chissà.

La prof, che non tollerava i razzisti, sotto sotto ridicchiava pensando che sarebbe meglio non pensare che i ragazzini non reagiscono alle angherie perchè sono piccoli e non hanno il coraggio di farlo..

Si Tú No Vuelves

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Si tu no vuelves, se secarán todos los mares
y esperaré sin ti
tapiado al fondo de algun recuerdo
Si tu no vuelves, mi voluntad se hará pequeña
me quedaré aquí
junto a mi perro espiando horizontes…

Si tu no vuelves, no quedarán más que desiertos
y escucharé por si
algun latido le queda a esta tierra
que era tan serena cuando me querrias
habia un perfume fresco que yo respiraba
era tan bonita, era asì de grande, y no tenia fin……

Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañia
que te cuente como estoy y sepas lo que hay
dime amor, amor, amor….estoy aquí, ¿no ves?
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré…

….

rieccomi..

Sono tornata e ora cerco di dare aria a questo blog fermo, raccontandovi le novità:

1) la tastiera l’ho smontata e ripulita e lì per lì sembrava che tutto funzionasse, invece si è fermata di nuovo  appena ho ricominciato ad usarla. Quindi ho dovuto comprarne una nuova… Amen

2) sono stata ad un convegno per tre giorni in quel di Montecatini Terme e ho lavorato da matti… meno male che domani tornerò al lavoro,… i convegni sono troppo stressanti!

3) ho comprato 4 gallinine mugellesi e le ho lasciate libere nel mio orto. Una è marrone, una grigia, una bianca e l’ultima è nera.. sono simpaticissime e fanno le uova piccole piccole nel covo che ho sistemato per loro in un angolo, al riparo dal freddo. Appena ci sarà un po’ di sole le fotograferò e ve le farò vedere

4) ho vinto il concorso fotografico di Rosso Venexiano con la mia foto dei girasoli nella nebbia! Che bello! Grazie a tutti.. e soprattutto a chi mi ha votato e alla giuria. Presto farò un giro per salutarvi nei vostri blog e ringraziarvi di persona. Intanto vi faccio vedere il banner (peccato che l’immagine non sia più disponibile)

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5) sembra proprio che in paese ci mettano la connessione telefonica più veloce.. quella Wi – Fi.. ci costerà un po’..ma almeno sarà un piacere navigare a quella velocità ..
Vi saluto, buonanotte a tutti.. buon sabato.. io scappo a nanna che domattina ci sarà da lavorare tantissimo..
Alidada

l’inverno che amo..

Qui fa freddino, si gira imbacuccati e si sente dire che tanta gente è infreddata e ha la febbre.
E’ arrivato l’inverno, con i suoi silenzi e con i suoi profumi di muschi e di licheni. Quello con l’aria impregnata dal fumo di legna arsa nei camini.
Al mattino, mentre vado al lavoro, mi ritrovo a camminare speditamente a testa bassa, con il bavero del giaccone alzato sul collo. Poi via via allungo il passo in discesa e pesticcio le foglie gialle cadute giù dai rami spogli dei platani imponenti. Fruscii e scricchiolii accompagnano i miei passi e a volte mi inducono a giocherellare facendo una sorta di buffo slalom tra il fogliame brillante di rugiada ai primi raggi del sole mattutino.
Mi piace sentire il tepore delle mie mani sprofondate dentro alle tasche del cappotto. E poi  guardare lontano, alle vette dell’Appennino che si ergono dietro alla valle dell’Arno.
Ogni mattina è uno spettacolo diverso: a volte c’è la foschia bassa e le cime dei monti più alti spiccano bianchi di neve. Altre volte no, il cielo è plumbeo e i fumi dei camini si spostano verso est trasportati dal lieve vento di mare che qui si sa che porterà la pioggia. Ogni mattina sempre lo stesso tragitto a passo svelto e ogni volta è una nuova pagina del diario della mia vita.
Sensazioni  sempre nuove che si stratificano e che si sedimentano lentamente.
Emozioni che tornano a farsi sentire periodicamente, anno dopo anno,  una dietro all’altra, incessantemente. 
Oggi ho visto il primo addobbo dorato, un piccolo fiocco,.. il primo segno del Natale, .. oddio che bello!

lo zero

   Questo post lo intitolerei “il matematico impertinente e il pisano sconvolgente”, ma in realtà il tema è un altro: lo zero. Eccovi un po’ di notizie e curiosità! Eppure c’è chi dice che lo zero è inutile…


odifreddiCominciamo da Odifreddi (che a me piace tanto.. finchè non parla di religione)….
   Per Piergiorgio Odifreddi, la matematica di certo non è un’opinione.
   Da grande esperto qual è di testi divulgativi a carattere scientifico ed esperto in logica matematica è definito un “matematico impertinente”.
In molti tendono a crearsi uno stereotipo del matematico come uomo immerso nel suo mondo, avvolto da un aurea misteriosa, svagata e quasi cupa. Ma sentendo il prof. Odifreddi quest’idea crolla inesorabilmente.
     “Noi matematici siamo persone normali -asserisce il prof , -io prossimamente addirittura farò teatro”.
In realtà bisogna capire che la matematica serve e va percepita nell’ottica che intendeva Galileo, per il quale altro non era che l’idioma in cui è scritto il linguaggio della natura.
Oggi la matematica ha molti dialetti, tutti utili per imparare a leggere e capire la natura”. L’intervistatore incuriosito da tanta competenza e leggerezza nel trattare un argomento troppo spesso tabù per tante persone, chiede al prof, che cos’è lo zero? “lo zero è il niente- risponde Odifreddi- è il silenzio, il nulla, il vuoto in fisica, la mancanza di quantità in matematica”.
 I greci e i romani, non l’avevano, è un’invenzione indiana. Fra utili e ricavi, fra attivo e passivo loro hanno scoperto che in caso di pareggio c’era bisogno di un simbolo che rappresentasse questa realtà . Così, per mere esigenze di ragioneria inventarono lo zero”.
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Leggendo questa intervista mi sono chiesta quanti sanno come è nato lo zero in matematica. Se ci pensate non era presente nella numerazione romana..e allora?.. da che parte è sbucato? Per raccontarvelo vi devo parlare di un personaggio pisano .. sì, proprio uno di casa mia:
 Leonardo Fibonacci, figlio di Guglielmo Bonacci, nacque a Pisa intorno al 1170. Suo padre era segretario della Repubblica di Pisa e responsabile a partire dal 1192 del commercio pisano presso la colonia di Bugia, in Algeria. Alcuni anni dopo il 1192, Bonacci portò suo figlio con lui a Bugia. Il padre voleva che Leonardo divenisse un mercante e così provvedette alla sua istruzione nelle tecniche del calcolo, specialmente quelle che riguardavano le cifre indo-arabiche, che non erano ancora state introdotte in Europa. In seguito Bonacci si assicurò l’aiuto di suo figlio per portare avanti il commercio della repubblica pisana e lo mandò in viaggio in Egitto, Siria, Grecia, Sicilia e Provenza. Leonardo colse l’opportunità offertagli dai suoi viaggi all’estero per studiare e imparare le tecniche matematiche impiegate in queste regioni. Intorno al 1200, Fibonacci tornò a Pisa dove per i seguenti 25 anni lavorò alle sue personali composizioni matematiche. In tutta la sua produzione l’opera più importante è il “Liber abaci” (il libro dell’abaco), comparso attorno al 1228: è un lavoro contenente quasi tutte le conoscenze aritmetiche e algebriche ed ha avuto una funzione fondamentale nello sviluppo della matematica dell’Europa occidentale.
  In particolare la numerazione indo-arabica, che prese il posto di quella latina semplificando notevolmente i commerci extraeuropei, fu conosciuta in Europa tramite questo libro. In tale sistema di numerazione, il valore delle cifre dipende dal posto che occupano: pertanto egli fu costretto ad introdurre un nuovo simbolo, corrispondente allo zero “0” che inizialmente veniva solo usato per indicare il risultato di un’operazione, e che poi ebbe l’importante compito di riempire le posizioni vacanti. (tanto per fare un esempio, basti pensare alla cifra 2007 che senza zeri diventerebbe 27).
La reputazione di Leonardo come matematico divenne così grande che l’imperatore Federico II gli chiese un’udienza mentre era Pisa nel 1225. Dopo il 1228 non si sa in sostanza niente della vita di Leonardo tranne il decreto della Repubblica di Pisa che gli conferì il titolo di “Discretus et sapiens magister Leonardo Bigollo” a riconoscimento dei grandi progressi che apportò alla matematica. Fibonacci morì qualche tempo dopo il 1240, presumibilmente a Pisa.

aves

 

Proprio come accade nella vita di tutti i giorni:

un giorno te ne stai tranquillo e beato per i fatti tuoi…

pellicano che cura il look

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poi arriva qualcuno che si accorge di te e ti apprezza..

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pellicano in relax

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se poi la voce si sparge finisce che tanti si accorgono di te ..e alla fine ti fanno sentire un star..

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pellicano- star

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così alla fine ti monti la testa e non sei più te stesso, ma ti senti superiore..e fai il superbo!

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pellicano superbo

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le foto sono di mio figlio Luca che le ha scattate in Grecia.. la filosofia è la mia

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(su Flickr la foto è anche in grande dimensioni)

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