Mattia e la matematica


 
  La prof non voleva infierire su quel ragazzino, sapeva che aveva un sacco di problemi familiari e che la matematica non era il suo forte e allora si limitava ad assistere tranquillamente all’esame orale lasciando che lui esponesse il suo pensiero sui poeti del ‘900, che parlasse della storia e di Mussolini e che illustrasse alla commissione i suoi disegni.

   Mattia era un bel ragazzo di quattordici anni, con gli occhi verdi e i capelli chiari, in genere parlava pochissimo ma questo non voleva dire che non fosse un piccolo leader dei suoi compagni.
   Non memorizzava le formule geometriche e aveva difficoltà nei conti ma sapeva esprimersi abbastanza bene, anzi, denotava anche un certo senso di ironia quando interloquiva con qualcuno che tentava di snobbarlo per gli scarsi successi nello studio o nello sport.
   Tutti sapevano che Mattia non studiava quasi mai. Agile e snello, sempre curato nel pettinarsi e nel vestire. Conteso tra il babbo e la mamma fino all’inverosimile.. al punto che la madre si era ammalata dai tanti problemi e dispiaceri. Il padre intanto lo viziava comprandogli ogni cosa pur di portarlo a vivere con se’ e con la sua nuova compagna.
Ma torniamo a noi e all’esame. Dopo che il ragazzino aveva finito di parlare era la volta di fargli vedere i compiti scritti con le relative valutazioni e così, in coda a tutto il resto, la prof di matematica mostrò il suo elaborato a Mattia mentre gli diceva: “ Vedi, …è andata com’è andata… e.. lo sai da solo.. di matematica sai poco..” 
Lui, di rimando, davanti a quelle poche righe scritte, scosse il capo e sorrise dicendo:
“Vede prof. una cosa l’ho capita bene e cioè che non si può dire – Adesso non studio, tanto dopo mi rimetterò in pari… – perché specialmente in matematica quando si perde il filo poi non si riprende più.. e finisce che non ci si capisce più niente!.”. …
La morale della storia ..beh, non ve la dico, potete interpretarla come volete.. E’ una storia di un ragazzo come tanti e di una prof come tante..
E’ una storia che in qualche modo mi piace  .. .. e questo è tutto. 😉
 
Foto e rielaborazione grafica: Alidada.. soggetto: Mattia 
 
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11 comments

  1. Questo post mi fa riflettere molto. Sulle mie figlie ormai grandi e su di me.
    Ho incontrato, nella mia mia vita, stuoli di professoresse e professori (prima nel ruolo di alunno e poi di padre). Professori e professoresse talvolta cinici, ipocondriaci e repressi ed altre volte immensamente sensibili e comprensivi. Spesso incompresi.
    Sarebbe bello che tutti i docenti riuscissero a tenere i piedi per terra come fai te…purtroppo non è così ma vanno capiti.
    Un abbraccio
    Mauro

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  2. Se questo succedesse solo con la matematica, sarebbe il meno,
    ma mi sono accorto, a mie spese, che capita anche nella vita di relazione, e allora si che sono problemi rimanere indietro,
    perchè il mondo non si ferma ad aspettare che tu riprenda il filo…

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  3. La sensibilità dell ‘insegnante è veramente lodevole e spero che Mattia grazie anche a questo esempio riuscirà a recuperare in matematica e nella vita.
    Un bacio :*

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  4. Mi ha colpito l’accenno che fai al fatto che il ragazzo sia conteso , dalla mamma che si ammala per chè probabilmente è il soggetto più debole della contesa, il padre che lo vizia e magari gli attenua i principi che il ragazzo aveva imparato cercando di portarlo dalla sua parte… magari tutto questo non c’entra col fatto che il ragazzo abbia poca voglia di studiare , anche se dimostra intelligenza spiccata e lucidità di pensiero…
    La prof immagino che lo aiuterà se come immagino il ragazzo è stato rimandato ( può ancora essere rimandato? Non sono molto aggiornato con tutti i cambiamenti che si sono succeduti nella scuola) dicevo che lo aiuterà a riprendere il filo che ha smarrito…oppure lo ha promosso e allora ammetto di non aver capito niente della prof. e tanto meno del ragazzo…
    Io rimengo dell’idea che quando ci sono figli devono essere tutelati perchè lo sfascio della stessa si riversa sempre su di loro, non saprei dire come , ma sicuramente bisognerebbe qualcosa di serio per questi ragazzi vittime il più delle volte dell’egoismo dei genitori…( parlo in generale senza considerare i casi estremi…)
    Un sorriso Nemo

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  5. …Pagina, bella pagina, che contiene una metafora che può essere aperta con tante chiavi di lettura…e con alcune di queste è possibile finire lungo la ” tangente”…In ogni caso non tutto è così e qualche volta anche le ciambelle vengono col buco e non si sa perchè …Accosto il tuo scritto a me, trovandovi alcuni passi che mi sono comuni…Nessun problema con i genitori e nessun atteggiamento introverso…Sportivo e leader sin da ragazzo…In matematica ero un disastro, anzi, è meglio dire, una frana ed è vero che chi non la segue finisce per perderne la strada…Ciò nonostante, la strada della vita l’ho saputa trovare, affrontare e percorrere sempre da leader….In questo sono stato fortunato, in altro magari no…Una fortuna che, però, mi sono costruito nonostante il pesante ed eterno debito nella matematica…

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  6. Mattia, dovrà ancora perfezionare il suo”far di conto” con i numeri, però ha imparato a fare con onestà i conti con sè stesso…il suo salto di qualità lo ha fatto e per la Prof che sa “vedere” questo è stato il successo di Mattia , e anche il suo…Per questo è una bella storia.
    Un abbraccio, amica mia carissima,
    Mara

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  7. @ Cica.. grazie 🙂
    @Polveridiluna… vero!
    @Mauro – hai ragione sui prof..è che per loro i pregi e i difetti si accentuano ..non so perchè.
    @ Hyero.. stare al passo nella vita è dura.. direi che è impossibile.. meglio farsene una ragione e tirare avanti.
    @ Daphne.. non so se Mattia ce la farà ..intanto ha fatto i conti con se stesso.
    @ Nemo.. avere una mamma fissa all’ospedale per anoressia è un handicap non da poco. (alle medie non si va più a settembre..quindi Mattia è promosso anche se di matematica sa poco)
    @ Baronerosso – tante persone di successo non sanno niente di matematica.. ma sarebbe meglio dire che sanno far poco i conti.. in quanto a logica vedrai che non sono sprovveduti.
    @ Mara – 🙂 ..hai colto nel segno!
    @ Scar .. i ragazzi dovrebbero leggere di tutto e di più..compreso le storie che li riguardano. 🙂

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  8. Sai cosa Alidada? Quando c’è l’educazione, la pulizia della persona, la cura, sai che nella vita non c’è solo la matematica, ma ci sono la sopravvivenza ed il talento… e quindi, perdonare e comprendere, e aiutare, diventa facile, diventa un gesto di amore e sensibilità…. il problema è quando ti trovi di fronte la strafottenza, la maleducazione, la sporcizia….. allora li sì, ci vuole la “katana” !!!!

    Ti abbraccio, mia sempre più meravigliosa donna che sa di spezie profumate 🙂 Willa

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