la gita a Firenze

Si potrebbe scrivere un libro sulle gite con i ragazzi della scuola. Potrei scriverlo io raccontando le mille esperienze di questi lunghi anni da quando cominciai ad insegnare. Sarebbe un libro dalle avventure tragicomiche, nel senso che dovrei parlare di cose serie e di altre buffissime. Dovrei narrare dello stupore dei ragazzini e della loro noia, .. stupore “facile” e noia “facile” perché sono capaci di meravigliarsi e restare a bocca aperta davanti ad una pallina che rimbalza e con la stessa naturalezza si mettono a sbadigliare davanti ai marmi stupendi della Basilica di Santa Croce a Firenze. Ma non ho tempo per cominciare a scrivere libri adesso, vi racconterò un po’ di ieri e.. e così sia ..
Ieri Firenze era una favola. L’aria tersa e tiepida della primavera creava il giusto scenario per la nostra camminata mattutina. I primi turisti affollavano già le strade, nel mentre noi camminavamo a passo svelto dalla stazione ferroviaria fino al Museo di Storia della Scienza, passando tra il duomo e il battistero, poi in mezzo a Piazza della Signoria e sotto al porticato della galleria degli Uffizi per poi sbucare sul lungarno e giungere alla meta.
32 ragazzini scherati come un serpentone camminavano a passo svelto dietro di me. Eravamo arrivati in orario ma non dovevamo tardare nel cammino.
Io trovo che il Museo di Storia della Scienza abbia un fascino speciale, unico nel suo genere. All’interno vi si trovano gli strumenti di Galileo Galilei e anche oggetti di interesse scientifico che erano in possesso della famiglia dei Medici.
Vi si può vedere di tutto: dal cannocchiale che permise allo scienziato di studiare il cielo, ai termometri “infingardi” (infingardo è un termine toscano per indicare l’ozio.. la lentezza), dagli astrolabi enormi che la famiglia dei Medici usava dare in prestito a chi voleva studiare il cielo, alle prime carte geografiche in cui mancava gran parte dell’Africa e dell’America perché ancora nessuno c’era mai stato.
C’era la ricostruzione del piano inclinato per studiare l’accelerazione di gravità e il primo automa che poi era costituito da una piccola manina che si muoveva con un dispositivo a tempo e che scriveva un messaggino di benvenuto all’ospite che arrivava in casa..
sfera armillareIn una sala troneggiava l’enorme sfera armillare a rappresentare l’Universo nelle antiche concezioni filosofiche (le armille sarebbero dei bracciali..).. Insomma, c’era di tutto!
E via ..via.. passava il tempo. Due ore e un quarto, ecco quanto siamo stati lì dentro senza nemmeno accorgercene. I ragazzi non fiatavano e stavano a bocca aperta ad ascoltare la guida che non solo spiegava, ma anche metteva in movimento qualche strumento.
Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, al Rinascimento fiorentino.. ed era fantastico!
Una volta usciti siamo ripiombati nella nostra realtà e tutto all’improvviso era diverso. Il caldo si era fatto quasi insopportabile e i ragazzi avevano mille bisogni.. chi aveva fame, chi sete, chi doveva andare al bagno.. i marciapiedi erano zeppi di turisti.. ed ecco che la bella gita ad un tratto diventa faticosa 
Ecco quel che segue in sintesi: brontolata del guardino al Giardino dei Boboli perché qualcuno si rincorreva tra le aiuole e qualche altro si nascondeva dietro ad un cespuglio.. Brontolata di un guardiano alla Basilica di Santa Croce perché davanti alla tomba del Foscolo c’era stato qualche commento a voce alta.. visto che il Foscolo è adesso argomento (per alcuni poco gradito) del loro studio scolastico.. Brontolata della sottoscritta perché nelle città non si urla per le strade se non si vuole passare per un branco di “contadini” ..come qualche fiorentino ci appellò un paio di gite orsono. .. (per la cronaca io poi dovetti discutere un po’ con quel fiorentino perché .. beh.. campagnoli lo siamo.. ma non mi va bene che ci si riferisca ai nostri ragazzi con quel tono "dispregiativo"..). 
E poi gli immancabili ricordini comprati a più non posso per tutto il parentado e i gelati gustati con disappunto perché a Firenze costano 3 euro invece che 1,30 del nostro paese.. E i venditori ambulanti tutti intorno ai ragazzi a vender gingilli  come api sul miele.. E le foto in ogni dove e le migliaia di volte che ti chiamano.. “Prof.. ora dove si va?” “Prof. quando ci si ferma?” “Prof.. possiamo entrare in quel negozio?” “Prof.. e la merenda?” Domande a raffica!….. A volte mi chiedo come fanno a farti così tante volte la stessa domanda! ..

Beh, oggi sono stata a casa a godermi la festa e a riposarmi.. ho dolori da ogni parte dovuti all’incidente e allo strapazzo di ieri. Mi chiedo ogni volta se ne vale la pena.. Mi chiedo come mai non faccio come qualche mia collega che dice che lei non vuole rischiare nulla e non porta i ragazzi da nessuna parte.. Mi chiedo anche come mai i genitori sono così parsimoniosi con i loro “Grazie!” In fin dei conti noi insegnanti facciamo del nostro meglio per far crescere i loro figli.. anche se questo ci costa della fatica che nessuno ci ripaga.

Mi dico sempre che stavolta ho davvero chiuso con le gite..però poi ci ripenso…. mannaggia a me!

(p.s. se qualcuno vuole vedere qualcosa del Museo di Storia della Scienza guardi qui )

Alidada

astrolabio2Guardando questo strumento sei anni fa scelsi il nome del mio blog. E’ successo un sacco di tempo fa eppure sembra ieri…

Tante cose da allora sono cambiate.

Domani mattina tornerò lì,  ad ammirarlo di nuovo: l’astrolabio con la sua alidada..

Vi porterò le foto, promesso…

Buon martedì a tutti ..


pensieri

Quando si smette un po’ di scrivere e ci si dedica ad altre cose finisce che alla fine ci si disabitua e si stenta a ricominciare.

Io sono in uno di questi periodi strani e sebbene i pensieri alberghino come sempre nella mia testa, sento che le idee veicolano con difficoltà fino alle dita. Eppure di solito le mie mani si muovono veloci sui tasti di questa tastiera.

Penso che forse basterebbe lasciarsi andare un po’ e le idee fluirebbero da sole.. ma ora è come quando il flipper è in tilt e non si deve fare altro che aspettare che si sblocchi per poi riprenderne il controllo.

E’ un periodo un po’ strano.. guardo il nero del mio blog e non mi piace più.. penso di cambiare colore ma non so quale. Il bianco mi sembra troppo chiaro e il grigio non mi si confà.. è un colore troppo fiacco per me. Penso anche che forse sarebbe l’ora di rimettere ad Alidada quel bel vestitino di stelle lampeggianti che tanto piace in giro..e anche di farla accompagnare da una di quelle melodie forti al punto di arrivare a far vibrare anche l’anima.. …

Ecco, sì, ripartiamo da qui..

vocabolario

ABBECEDARIO – Espressione di chi si è accorto che c’è anche Dario
ALUNNO – Esclamazione sfuggita a Papa Leone all’apparire di Attila
APPENDICITE – Attaccapanni per scimmie
ASSILLO – Scuola materna sarda
AUTOCLAVE – Armi automatiche dell’età della pietra
BALESTRA – Sala ginnica per gente di colore
BASILICA – Chiesa aromatica
BUCANEVE – Precisa pisciata maschile invernale
CALABRONE – Grosso abitante di Cosenza
CALAMARI – Molluschi responsabili della bassa marea
CATALESSI – Catalani condannati alla pentola a pressione
CERBOTTANA – Cervo femmina di facili costumi
CERVINO – Domanda dei clienti all’oste romano
CIAMBELLANO – Colui/colei che ha il piu bel sedere del reame
CONCLAVE – Riunione di cardinali violenti e trogloditi
CONTORSIONISTA – Ebreo arrotolato
COREOGRAFO – Studioso delle mappe della Corea
DISSENTERIA – Attitudine a dir sempre di no
DOPING – Pratica anglosassone del rimandare a piu tardi           
ECCEDENTE – Frase di un dentista latino dopo un’estrazione 
EQUIDISTANTI – Cavalli in lontananza
EQUINOZIO (1) – Zio del cavallo
EQUINOZIO (2) – Cavallo che non lavora
FANTASMA – Malattia dell’apparato respiratorio che colpisce i forti consumatori di aranciata
FOCACCIA – Foca estremamente malvagia
GESTAZIONE – Gravidanza di moglie di ferroviere
GIULIVA – Slogan di chi e vessato dall’Imposta sul Valore Aggiunto
LATITANTI – Poligoni con molte, moltissime facce
LUX – Primo tipo in assoluto di FIAT
MAREMMA – Nome di una famosa maiala
MARRON GLACES – Testicoli sotto zero                                                  
NEOLAUREATO – Punto nero della pelle che ha fatto l’università
OPOSSUM – Marsupiale americano possibilista
PARTITI – Movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui                           
RAZZISTA – Fabbricatore di missili
REDUCE – Sovrano con tendenze di estrema destra
SALADINO – Biscotto salato con il raffreddore
SCIMUNITO – Attrezzato per gli sport invernali
SCORFANO – Pesce che ha perduto i genitori
SOMMARIO – Indicativo presente del verbo "essere Mario"
SPAVENTO – Società per azioni eolica
TACCHINO – Parte della scarpina
TONNELLATA – Marmellata di tonno
ZONA DISCO – Parcheggio per gli UFO
 

il salacchino

Mi rendo conto che a volte, distrattamente, uso dei termini toscani che non sono comuni.. come se tutti ne conoscessero il significato.

Ebbene, siccome penso che sia curioso il nostro dialetto, mi fermo un attimo a spiegare:

il salacchino e’ un’aringa affumicata che  un tempo era messa sotto sale. Questo e’ sicuramente il piatto piu’ povero dei nostri antenati toscani. Si mette il salacchino in una padella con dell’olio e si scalda finche’ il salacchino non comincia a sfarsi. Il piatto e’ pronto e i pezzi di salacchino, ma meglio ancora l’olio, serviranno a condire la polenta per una decina di persone.

La tradizione vuole che le famiglie povere e numerose, usassero sfamarsi mettendo un salacchino cosi’ preparato in mezzo alla tavola ed ognuno ci passasse sopra il suo pezzo di polenta oppure una volta cotta la polenta (più soda), nel paiolo al focolare, veniva scodellata sul tavolo e tagliata con un filo di cotone e poi si condiva spesso con niente o col famoso salacchino che, attaccato al soffitto per la coda, serviva per sbattervi e insaporire le due fette di companatico.

Ecco quindi il modo di chiamare “salacchino” la persona secca allampanata.. magra come un’acciuga.

Buon lunedì a tutti,

io sono ancora a casa a cercare di riprendermi ..