tra pensieri e ricordi

Quando gli amici muoiono,
la cosa più pungente
è il ricordo di come si muovevano
da vivi, in qualche precisa occasione;
come vestivano certe domeniche,
una pettinatura,
qualche piccolo gesto che essi soli facevano
e che ora è perduto nel sepolcro.
 
Come furono ardenti un certo giorno:
quasi potresti ritrovar la data,
tanto sembra vicina: ma per loro
sono passati secoli,
come gradivano quel che dicevi;
tu cerchi di toccare quel sorriso,
e le dita s’immergono nel ghiaccio.
Sapresti dire il giorno
 
in cui tu li invitasti per il tè,
solo un gruppo di amici,
e parlasti con questa cosa immensa
che più non ti ricorda?
 
Lontano dagli inchini e dagli inviti,
lontano da colloqui e desideri,
e lontano da ciò che non sappiamo,
questa è la spina più profonda!
 
Emily Dickinson
.
Anche quest’anno molti se ne sono andati..
dedico questo pensiero a chi non c’è più.. a coloro che sono stati presenti nella mia vita (anche di blogger) e che ora sono altrove.. altrove in tutti i sensi… non li sento più vicini a me, se non nel ricordo.

Alidada

pensieri sparsi

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Photo by Kristina Paukshtite on Pexels.com

Mi chiedo come mai a Natale diventiamo d’un tratto molto “formali”. Ci sorridiamo e ci facciamo gli auguri a tutto spiano anche se negli altri 364 giorni dell’anno magari non ci salutiamo nemmeno. E poi c’è l’annosa questione dei regali.. più che “annosa” a volte si dovrebbe dire “spinosa”.
Io capisco che se ne faccia qualcuno ai bambini, ma che senso ha farne in quantità industriale a tutto e a tutti.
Nei giorni scorsi andare al supermercato a fare spesa era diventata un’impresa omerica; nemmeno il prode Ulisse si trovò in mezzo a situazioni tanto complicate. Profumi da ogni parte, anche in mezzo ai salami .. e fiocchi colorati, candele, ..ceste di prodotti mangerecci che costavano un visibilio e prodotti griffati a più non posso..una folla enorme.. e poi plastica e plastica e plastica e plastica.. Mi sono chiesta che fine farà tra qualche giorno tutta quella plastica lì.. Giocattoli in plastica, imballaggi in plastica, piatti e vettovaglie in plastica.. e così via.
Qualche anno fa si parlava di “consumismo” io direi che ora si tratta di “spreco all’ennesima potenza”.
Sarà mica perché qualcuno dice che per far riprendere l’economia si deve far circolare il denaro?
Beh, io sono e sarò sempre una persona parsimoniosa..e lo sono in tutto, anche nel fare gli auguri.. mi sento un po’ démodé rispetto a quel mondo sfarzoso che segue un’altra via…

sotto al Duomo di Firenze

sotto al Duomo di Firenze

 

Un paio di giorni fa ero a Firenze di prima mattina. Sotto ad un cielo plumbeo camminavo lentamente tanto ero in anticipo rispetto all’appuntamento che avevo fissato. Le luci dei negozi cominciavano ad accendersi con il loro sfavillio natalizio e la gente iniziava il solito tran tran di una delle tipiche mattine pre-natalizie. Dalla stazione mi avviai verso il Duomo e di lì a poco ecco apparire un pretino d’altri tempi. Camminava a passo svelto con il collo a novanta gradi sul selciato. La sua borsa di pelle come quelle di una volta, ciondolava ad ogni passo che lui faceva. Mi fermai ad osservarlo e pensai che al giorno d’oggi non usa più vedere pretini come quello.. i preti di oggigiorno sono completamente diversi sia per il vestiario e spesso anche per il colore della pelle. Anni fa passai un periodo in cui mi divertivo a dipingere quadretti con i pretini di quel tipo.. carini assai  🙂

Nei giardini che nessuno sa

Senti quella pelle ruvida

Un gran freddo dentro l’anima

Fa fatica anche una lacrima a scendere giù

Troppe attese dietro l’angolo

Gioie che non ti appartengono

Questo tempo inconciliabile gioca contro di te

Ecco come si finisce poi

Inchiodati a una finestra noi

Spettatori malinconici di felicità impossibili

Tanti viaggi rimandati e già

Valigie vuote da un’eternità

Quel dolore che non sai cos’è

Solo lui non ti abbandonerà… mai, oh mai

È un rifugio quel malessere

Troppa fretta in quel tuo crescere

Non si fanno più miracoli

Adesso non più

Non dar retta a quelle bambole

Non toccare quelle pillole

Quella suora ha un bel carattere

Ci sa fare con le anime

Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi

L’energia, l’allegria per strapparti ancora sorrisi

Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare

Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore

Nasconderti le nuove, quell’inverno che ti fa male

Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare

E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora

Dimentica, c’è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica

E poi silenzi

E poi silenzi

Silenzi

Nei giardini che nessuno sa si respira l’inutilità;

C’è rispetto grande pulizia; quasi follia

Non sai com’è; bello stringerti

Ritrovarsi qui a difenderti

E vestirti e pettinarti sì e sussurrarti non arrenderti

Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua

Solo acciacchi piccole anemie, siamo niente senza fantasie

Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere

Esili, fragili non negargli un po’ del tuo amore

Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso al quel cielo

Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro

Mani che ora tremano perché il vento soffia più forte

Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte

Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo

Dimentica, c’è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica

E poi silenzi

E poi silenzi

Silenzi

 

 

Renato Zero.

 

Dedicata a Mel che me l’ha suggerita e a tutti coloro che la sentono sua.

ufficialmente in ferie.

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Gli anni scorsi, nelle vacanze natalizie, mi portavo a casa i compiti da correggere e ogni giorno convivevo con il pensiero assillante di dover lavorare. Mi dicevo sempre che non avrei dovuto farlo, ma poi non ero capace di organizzarmi e liberarmi alla svelta da quell’impiccio.

Quest’anno invece ci sono riuscita e così, negli ultimi giorni di scuola, ho passato ore ed ore su quei fogli, ma ora mi sono ritrovata libera e posso riposarmi un po’.

Beh, chi mi conosce sa bene che io difficilmente ozio nel dolce far-niente. Sono sempre incasinata.. ma diciamo che adesso mi incasino un po’ meno del solito. Intanto negli ultimi due giorni ho avuto un bel daffare. Due eventi importanti mi hanno reso felice: mia figlia ha fatto la Cresima e mio figlio ha portato in casa la fidanzata. Della Cresima c’è poco da dire, è stata una cerimonia bellissima, una Messa Solenne concelebrata dal Vescovo e dai sacerdoti, con i salmi cantati da una corale magnifica.. Festa grande insomma!  🙂

Della fidanzatina invece ci sarebbe tanto da raccontare perché è carinissima in tutto e per tutto e sono strafelice che sia entrata a far parte del mio clan. 🙂 Già.. clan.. perché ormai nella mia famiglia  siamo così tanti che da tempo ho perso il conto dei posti a tavola.. A proposito di tavola: me ne sono comprata una nuova per la mia cucina, o meglio, me la sono fatta fare apposta dal falegname.. misure ad hoc: 140×160 con gli allunghi di 120 cm. Non male vero? Un tavolo che arriva a 280 cm sembra proprio una portaerei  😉

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p.s. nella foto ho immortalato il centrotavola con i fiori freschi che mi ha donato la ragazza di mio figlio. Sicuramente ha buon gusto!  😉