rondinotti

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La piccola Klau (che poi è una mia ex alunna molto brava) ha fotografato le rondinine davanti alla finestra di camera sua e mi ha mandato queste belle foto che voglio condividere con voi..

Grazie Klau

A chi mi chiede come sto rispondo che oltre ad essere indaffaratissima ho anche una gran tosse, postumo del raffreddore che mi sono presa giorni fa.. Grazie delle vostre premure verso di me.. vi abbraccio, 

Alidada

corrente dannata

sì, ok, è caldo… sì, ok, il primo caldo è molto fastidioso.. e poi in 26 persone in una stanza.. uffff.. che afa!

Sì, sì, .. aprire la finestra fa stare meglio ma non basta, non circola abbastanza aria.  Sì, sì,.. apriamo anche la porta così un po’ di aria in movimento è meglio.. sì, sì.. lo so che non si chiama aria in movimento ma si chiama corrente.  Uffff.. So anche che la corrente d’aria fa male, lo diceva sempre anche mia nonna..

Sì, sì.. ok, siamo d’accordo su tutto.. ma la febbre a 40° mi sembra troppino come conto da pagare per quel poco di refrigerio primaverile.  Ebbene sì, la povera Alidada è stata messa ko da un colpo d’aria e si sta riprendendo piano piano.

Sciocco impulso quello di piazzare la cattedra tra una porta e una finestra contemporaneamente aperte, .. bisogna che me lo segni e me lo ricordi!

Buona settimana a tutti..

l’arte dello stupirsi un po’

Ieri mattina sono stata dal medico per farmi segnare delle medicine.
Il dottore è un mio vecchio compagno di scuola e tutte le volte che ci vado non possiamo fare a meno di piombare nei nostri ricordi e riderci sopra. Lui era un gran casinista, di quei ragazzi piccoli e coi capelli rossi che vedevi sempre correre qua e là a giocare a nascondino o a rincorrere gli amici. Io ero tutta un’altra cosa.
Fatto sta che ieri Roberto (si chiama così) usava il computer e segnava il nome dei medicinali prescritti nel mio fascicolo personale e poi, come se ciò non bastasse, usava lo scanner per lasciare una traccia nel suo database di quel foglio rilasciatomi da un medico specialista.
Io ero seduta davanti alla sua scrivania e osservavo tutte le manovre su quel desktop.. quando ad un tratto lui abbassò tutte le finestre di windows aperte e lasciò visibile solo l’immagine dello sfondo. Io spalancai gli occhi… incredibile.. non avrei mai creduto che un medico tenesse sul desktop un’immagine del genere. Rimasti stupita.. Nientepopò di meno che Mazinga! .. Il mitico robot d’acciaio che ci ha accompagnato per tanti e tanti anni nella nostra giovinezza. 
Guardo Roberto e gli faccio: “Naaaa…. ma sei incredibile! Il robot d’acciaio sul tuo monitor..e chi l’avrebbe detto!” e mi metto a ridere.
Allora lui sorride e mi fa: “Io resterò sempre così, il ragazzo di un tempo.. mi piaccio così.. e in questo modo non invecchio!”
 E poi aggiunge: “Perché, tu come sei?”
..e  guardandomi di sbieco mi sorride invitandomi a parlare.. Allora io ci penso un attimo e poi di rimando.. :
“Hai ragione Roberto, anch’io sono come te, mi stupisco di nulla, come fossi una bambinetta.. Pensa che ieri, per la decima volta in vita mia, a scuola ho fatto un esperimento in laboratorio .. una cosetta da nulla.. ma mi è venuto così bene.. ma così bene… che mi sono esaltata da sola dicendo..- ma te guarda che ganzata!”.. e poi, alzando gli occhi ai ragazzi ho sentito che uno mi ha detto: “ Ehi, prof. , ma è forse la prima volta che fa questo esperimento? Possibile che non lo abbia mai fatto prima di ora? ”  …. 
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p.s. lascio qui un saluto caro a Gabbi (che non so se ha un blog) e alla mia piccola Smilla 🙂