fotogrammi

Le stazioni si susseguivano una dietro l’altra, come ai vecchi tempi. Come ai tempi in cui prendevo il treno per andare all’università. Ma l’altro giorno era tutto diverso. Diverso il treno e diversa la gente accanto a me.  Notavo indifferenza. La ragazza seduta accanto a me non si curava di ciò che si vedeva dal finestrino, lei leggeva il suo libro che teneva spalancato davanti a sé,  reggendolo con tutt’e due le mani. Le sue dita accarezzavano la carta e si fermavano sui margini. Le sue unghie con lo smalto rosso erano molto curate. Chissà che cosa faceva lì quella ragazza e dove stava andando. Passò la stazione di Empoli e pensai che di sicuro la mia compagna di viaggio fosse diretta a Firenze.

Aveva addosso un profumo abbastanza buono, agrumato e i suoi vestiti  color beige, ricchi di accessori, lasciavano intendere che quella ragazza sulla trentina aveva una certa classe.

Io guardavo il paesaggio che si snodava al di là della sua figura. Io ero seduta dal lato corridoio e lei invece si trovava accanto al finestrino. 

Il treno correva veloce e via via, ad ogni stazione, saliva e scendeva gente. Gente indaffarata, studenti liceali e universitari. Le borse 24ore si susseguivano al passo di chi transitava lungo il corridoio. Viaggiare in treno mi ha sempre incuriosito, è una cosa che mi piace fare.

Guardavo qua e là tra tutta quella gente che non conoscevo ed allora i miei occhi tornavano a posarsi distrattamente sulle pagine di quel libro. Cominciai a cogliere qualche parola “..Peter..”  Mi chiesi perché mai i nomi dei romanzi fossero sempre stranieri.

Lessi ancora qualche frase e capii che in quella storia c’era di mezzo un orecchino che era di proprietà di una donna con un nome assurdo e che invece era stato donato da quel Peter ad una ragazza che si era accorta con disapprovazione che il regalo era stato riciclato.

Mi sono anche accorta che a forza di girare in lungo e in largo tra i blog ho imparato a leggere  talmente veloce che nel mentre io avevo letto due pagine la mia silenziosa compagna di viaggio era arrivata sì e no alla seconda riga; al punto che ero tentata di domandarle se si era distratta e che si era dimenticata di voltare pagina.

E così, mentre aspettavo di leggere altri due capoversi, mi misi a guardare la periferia di Firenze. Ormai ci eravamo avvicinati alla città. Com’è cambiata Firenze agli occhi di chi da tempo non transitava su quella linea ferroviaria. Prima c’erano tutti campi verdi, adesso sono tutte brutture. Baraccati e sporcizia, casermoni enormi schierati l’uno addosso all’altro, cimiteri di auto dismesse..e poi la discarica di Osmannoro e gli scassi per dei lavori stradali… 

Ecco che la pagina viene girata e la storia che l’assidua lettrice accanto a me segue con tanta attenzione, si dipana ancora un po’. Sinceramente, dalle poche righe lette potevo dedurre che quel romanzo non mi piaceva.. Ecco Santa Maria Novella. Bene, ecco l’arrivo della corsa. Scendo e mi perdo in quel fiume di gente diretta di corsa chissà dove. 

Perchè questa sensazione di essere diventata indifferente al resto del mondo?


 

 

 

p.s. La musica l’ho presa in prestito dal Manuale di Mari . Grazie Robert! A proposito, andate a vedere ..che è cominciata la pubblicazione delle opere in concorso ed è molto bello.

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35 comments

  1. è vero…anche a em è sempre piaciuto viaggiare in treno..anche se ultimamente l’ho fatto troppo spesso e ne ho perso il gusto….un bacio

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  2. 😀
    sai piace un saccp anche a me girare in treno…preferisco di garn lunga viaggiare da sola, la mattina andando a scuola con le mie compagne tra chiacchere e discorsi vari non ho il tempo di perdermi nei miei pensieri e osservare le persone che ho attorno, ho passato l’estate a fare viaggi abbastanza lunghi in treno da sola (una per sbaglio perché avevo sbagliato treno:-P)
    e mi sono sempre ritrovata a attaccare bottono con le persona più disparate o a provare a immaginare chi fossero e cosa facessero nella vita le persona che salivano o scendevano dal treno:-)
    chissà l’anno prossimo, mi aspetteranno 4 o 6 ore di treno due volte a settimana:-)
    Buona serata,
    Giu

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  3. Il treno, come il bus, le rare volte in cui lo uso, è un’occasione per dare uno sguardo al mondo; spesso negli occhi che incontriamo c’è il nostro disagio e viceversa per chi ci guarda. Però ci si diverte anche: l’altra volte mi si stavano seccando le orecchie a sentire dei ragazzi indiani purosangue parlare in palermitano genuino! Da svenire. Che teneri però!
    🙂 Dolce notte, Alidada con le note bellissime di questa musica. Non la conosco, ma mi ha colpito subito.

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  4. Moooooolti anni fa prendevo il treno tutti i giorni, due volte al giorno. Che umanità, ragazza! Ricordo che avevo stretto amicizia con alcuni altri pendolari, con qualcuno giocavo anche a scacchi. Ecco, se proprio devo dire è stata una vitaccia, però mi manca quel fraternizzare con altri dalla vitaccia come la mia.
    Indifferente al resto del mondo? Ma no, Alid.. è solo che questo mondo s’è messo a correre troppo in fretta e sono in molti a non accorgersene e a piegarsi a questo andazzo. Tutto qui. Automi, Alid.. arriveremo ad essere degli automi… 😦
    ‘Notte, amica mia
    Ars

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  5. Ecco, cara Alidada, è come dici tu: ci sono momenti in cui ti senti indifferente al mondo, nel senso che non ti senti “vista”,e se poi ti sembra che sia proprio il “tuo” mondo a non vederti…escono post come quello che hai così gentilmente commentato.Grazie, va già meglio!

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  6. Prendo il treno ogni tanto..sempre la solita tratta..una volta viaggiare mi piaceva ..ora sporcizia a non finire..puzze varie..sembra di stare su un carro bestiame……osservare le persone mi incuriosisce ma ognuno pensa ai fatti suoi..cellulari sempre attivi si parla ma con chi nn è lì..ma ammetto che nn mi dispiace essere tra persone che nn conosci e dove nn sei obbligata a conversare se nn ne hai voglia..essere automa ogni tanto mi va bene…^^

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  7. adoro viaggiare in treno, un piacere che ho scoperto assai tardi, perché mi piace anche, e tanto, guidare. Da Roma a Firenze, poi, l’eurostar è imbattibile: parti alle 7,30 ed alle 9 sei a Santa Maria Novella. Con la macchina, veloce che sia, te la scordi un cosa così. Bello il racconto del tuo viaggio, mi ha fatto venire in mente sensazioni che anch’io ho provato e poi anche una canzone di De André. Ciao Alidada

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  8. Succede, a volte, questa strana sensazione di straniamento, che poi porta a riflettere su noi stessi, gli altri, la percezione del mondo e tante altre questioni non piccole…Grazie per il tuo tifo per me, sono tornata piu’ per il bisogno di uno sfogo che per altro, diversamente sono piuttosto a corto di stimoli e parole, se non quelle tristi e non vorrei fare del mio blog la succursale delle pompe funebri! Comunque faro’ del mio meglio:) Bacioni cara Ali.

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  9. Anch’io, in questi giorni, ho dovuto viaggiare in treno…, era da tempo che non lo facevo e ho provato sensazioni ed emozioni molto simili alle tue!Che strano notare come, sebbene a molti km di distanza, due persone che non si conoscono abbiano pensieri simili e, per di più, quasi in sincronia!La ragazza di fronte a me, a differenza della tua, aveva le cuffiette del suo hi-pod (si scrive così?!?) ed anch’ella non si curava più di tanto della vita che le brulicava attorno…Buona giornata, cara Alidada!Una gioia ritrovarti e leggerti. Grazie per il tuo passaggio.A presto,daniela

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  10. Quando viaggio in treno, anche se non mi capita spesso, mi porto sempre un libro da leggere che regolarmente rimane nella borsa perchè trascorro tutto il tempo a guardare i paesaggi che attraversiamo, anche quelli già noti, con il naso perennemente attaccato al finestrino.

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  11. Mi piacciono i racconti ferroviari come questo, sembra che dentro il tempo si arresti o quanto meno si sospenda tanto da consentirci di riflettere sul mondo che scorre, e forse anche la tua vicina di scompartimento non stava leggendo perché i suoi pensieri rincorrevano altro… e, sì, Firenze sta imbruttendo come accade a tutte le periferie d’Italia, ahimè. un saluto

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  12. sensazioni che si provano non solo viaggiando in treno…cara Ali, ma non eri sul mio ..vero?;-)
    un sorrios
    veradafne

    ( O.T: non ho visto lo sceneggiato su Bartali…)

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  13. i treni hanno un fascino particolare.Puoi vedere paesaggi stupendi ,che nonostante la velocità rimangono impressi come foto nella memoria,puoi osservare la gente e fantasticare su loro o giocare con i propri pensieri.Sicuramente più emozionante fare amicizia e conoscere pezzetti di vita di sconosciuti ,che potrebbero poi divenire compagni di viaggio della nostra vita.L indifferenza? rispetto a qualche anno fa è cresciuta,ce n è tanta e c è davvero da riflettere sulò perchè.Ciao e a presto 🙂

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  14. quando viaggio o quando mi reco in qualche posto affollato trovo sempre il modo di fare amicizia e quando ritorno a casa ho un’altra storia nella mia memoria. Mio marito dice che dò troppa confidenza ma io son così e credo che le persone si accorgano della mia disponibilità e sincerità poichè spesso si raccontano. Un’altra cosa che amo fare quando viaggio è guardare attraverso le finestre, dentro le case che sfrecciano via…riesco a percepirne il calore o il contrario.. ciaooooooooooooo

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  15. Dopo tanti anni quest’estate per andare a Firenze ho viaggiato in treno.
    Mi piace osservare la gente che sale e scende e guardare dal finestrino.
    Un caro saluto

    Linda

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  16. E’ una sensazione di difesa, Ali.
    Ricordo alcuni versi di una poesia di una ragazza, conosciuta in un gruppo poetico, tanti anni fa:
    “….cammino per la mia strada,
    vi sorveglio tutti.
    Grande è il mio mistero.”
    Ciao
    Scaramouche

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  17. Carissima Alidada,

    E’ bellissimo viaggiare in treno e già sai che a me piace moltissimo…poi il tuo racconto, con quel piglio così garbato nell’osservare le persone e il mondo che ti stanno intorno mi piace proprio tanto.. 🙂
    buona serata

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  18. Mi manca tanto il treno è da tempo che non lo prendo, però mi rifaccio quando salgo sul tram, anche se il paragone è irriverente :-). Baciotto*

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  19. …se fossi stata al posto di quella ragazza…avrei coperto la pagina con la manooooo!…ha ha ha…;-)buonanotte cara alidada e non lavorare troppo
    …mh sono tornata nell’anonimato…smilla

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  20. mi lascio catturare sempre dal fascino dei vagoni ferroviari, dal piccolo microcosmo che li abita, facce sconosciute, dietro le quali si nascondono storie di vita, a volte mi vergogno per la mia insistenza negli sguardi, ma non posso fare a meno come te, di voler carpire piccoli segreti in chi mi sta di fronte! ormai ogni città soffre della piaga di periferie fatiscenti e tanto grige, da non mutare neppure quando il sole splende, si arriva sempre alla fine del viaggio, con una sottile tristezza che ci coglie, un saluto e un sorriso, mi piace molto questo tuo racconto, a presto Claudia

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  21. Ah..i viaggi in treno!! Che nostalgia!! Mi ricordano i tempi dell’Università! Avanti e indietro tutti i giorni! La mattina prestissimo e la sera tardi! Sempre le stesse facce, salvo qualche caso raro! Dopo un po’ ci si conosceva tutti e allora si organizzavano tornei di Scopone scientifico e Briscola…oppure si faceva baldoria! A volte mi addormentavo e riuscivo anche a fare dei sogni (la mia amica diceva che russavo pure!! eheeheh) Altre volte studiavamo e ci preparavamo all’esame…tutti insieme..ci si aiutava anche se non eravamo tutti della stessa facoltà! Ricordo che il mio esame di matematica ha tenuto col fiato sospeso mezzo vagone!!! E che festa quando ho preso 28!!! Poi, quando ero sola, origliavo le conversazioni dei miei vicini di posto: mi mettevo le cuffiette e fingevo di ascoltare della musica! 😉
    Anche il giorno della Laurea sono andata in treno! Famiglia, parenti e amici tutti insieme…riempivamo un vagone!! Bellissimo!!
    Da allora ho usato il treno molto poco perchè la città dove mi sono trasferita è servita malissimo dalle ferrovie…peccato!

    Grazie Ali per avermi riportato alla mente bellissimi ricordi!!

    Baci
    Tata

    PS: Vedo la luce…il tunnel sta per finire e il super-lavoro calerà!! Tornerò!!

    PPS: La canzone è bellissima!! Di chi è?

    SMACK

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  22. il treno…mah mi piacerebbe ma non è tra i mezzi che utilizzo. però ho la sensazione che mi lascerei trascinare dai pensieri..dalle sensazioni. le poche volte che l’ho preso, e per di più per brevi tragitti, mi piaceva guardare le immensità, il cielo, lo scorrere dei paesaggi, rapita e felicitante…cosa che mi capita quando prendo il pullman, mi piace isolarmi..guardare e perdermi tra mille sensazioni, magari con della musica alle orecchie…ed un sorriso nel cuore oltre che nel viso.
    ps passerò il fine settimana con amici, prenderò il pullman, e chissà……..
    buona domenica…
    un abbraccio.
    non so se mi conosci come liberadivolare. ma mi conosci come P

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  23. Mi hai portato a ricordare gli infiniti viaggi in treno ai tempi dell’Università: ogni volta facevo conoscenza con qualche compagno di viaggio, ne è nata anche qualche amicizia…
    non viaggio in treno da anni ma mi hai lasciato addosso la voglia di salirci di nuovo sopra…

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  24. Come i treni a vapore come i treni a vapore
    di stazione in stazione di porta in porta
    e di pioggia in pioggia
    di dolore in dolore
    il dolore passerà.
    “Come i treni a vapore
    come i treni a vapore
    il dolore passerà.
    Io la sera mi addormento
    e qualche volta sogno perché so sognare
    e mi sogno i tamburi della banda che passa
    o che dovrà passare…”
    Sereno w-end! 🙂

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