tristezza infinita

 fiore-chiaro-scuro
L’insegnante non è un genitore. Un’insegnante donna non è una mamma.. lei non fa che svolgere il suo lavoro usando il suo buonsenso al meglio e cercando di trasmettere un po’ di cultura. E’ questo  il ruolo di cui da tanto tempo mi sono sentita investita. Un pochino di distacco è necessario tra il docente e i discenti.. sì, ma quando si cominciano a passare 8 o 9 ore a settimana in  una classe,  le relazioni affettive diventano forti e finisce che l’aula diventa quasi un soggiorno familiare..
E’ stata una brutta giornata. 
La mia domenica è iniziata con una telefonata di un collega e poi è stato un susseguirsi di squilli di telefono. La notizia è esplosa come se un tam tam la trasmettesse inesorabilmente. Uno dei ragazzini della mia classe ieri è affogato nel mare di Sarzana.. mentre era a godersi qualche giorno di vacanza con i genitori. 
A scuola si sapeva che era un ragazzo vivace e che ogni tanto andava brontolato perché  doveva stare  un po’ più calmo.. Ma in quel mare ligure lui non stava facendo nulla di male. Giocava con un amico. Aveva messo la maschera da sub e giocava in uno specchio d’acqua di mare calmo come l’olio. Ecco com’è finita la sua vita, in uno dei primi giorni liberi dallo studio..
E’ finita in modo assurdo. E noi tutti abbiamo pianto con il cuore stretto in un dolore cupo e lancinante. 
La sua storia è finita ieri sera, in modo ingiusto per un ragazzo di 13 anni che ha tutta la vita davanti a se’.

Non ditemi “condoglianze”.. io ero solo la sua insegnante.. so che capite..  scusatemi ma stasera non potevo scrivere niente di diverso. Non potevo mettere musiche.. il mio cuore adesso è lì..

 
L’insegnante non è un genitore. Un’insegnante donna non è una mamma.. lei non fa che svolgere il suo lavoro usando il suo buonsenso al meglio e cercando di trasmettere un po’ di cultura. E’ questo  il ruolo di cui da tanto tempo mi sono sentita investita. Un pochino di distacco è necessario tra il docente e i discenti.. sì, ma quando si cominciano a passare 8 o 9 ore a settimana in  una classe,  le relazioni affettive diventano forti e finisce che l’aula diventa quasi un soggiorno familiare..
E’ stata una brutta giornata. 
La mia domenica è iniziata con una telefonata di un collega e poi è stato un susseguirsi di squilli di telefono. La notizia è esplosa come se un tam tam la trasmettesse inesorabilmente. Uno dei ragazzini della mia classe ieri è affogato nel mare di Sarzana.. mentre era a godersi qualche giorno di vacanza con i genitori. 
A scuola si sapeva che era un ragazzo vivace e che ogni tanto andava brontolato perché  doveva stare  un po’ più calmo.. Ma in quel mare ligure lui non stava facendo nulla di male. Giocava con un amico. Aveva messo la maschera da sub e giocava in uno specchio d’acqua di mare calmo come l’olio. Ecco com’è finita la sua vita, in uno dei primi giorni liberi dallo studio..
E’ finita in modo assurdo. E noi tutti abbiamo pianto con il cuore stretto in un dolore cupo e lancinante. 
La sua storia è finita ieri sera, in modo ingiusto per un ragazzo di 13 anni che ha tutta la vita davanti a se’.

Non ditemi “condoglianze”.. io ero solo la sua insegnante.. so che capite..  scusatemi ma stasera non potevo scrivere niente di diverso. Non potevo mettere musiche.. il mio cuore adesso è lì..