..un po’ …così

   

 ..E poi dice che si importano matematici dall’estero! .. ci credo che è così! Tornassi indietro …tutte le facoltà andrebbero bene, ma non quella. Fino a qualche anno fa il mio ambiente di lavoro era diverso da ora. Era piacevole e io ci stavo bene.
Mi divertiva stare con i ragazzi e anche con i colleghi mi trovavo sempre a mio agio. Organizzavamo cene di lavoro e capitava spesso che ci trovavamo a ridere e scherzare insieme.
Ogni volta che si andava in vacanza ci baciavamo e ci si faceva gli auguri.
Al di là dell’essere colleghi eravamo tutti cari amici.
Io, dopo qualche giorno di ferie, mi ritrovavo con la voglia di tornare a lavorare perché ne sentivo la mancanza..
Ora non è più così. Non so se è perché sto invecchiando o perché sono cambiate le cose.. ma credo che la seconda ipotesi sia quella giusta. La maggior parte dei ragazzi ha qualcosa che non va: troppe famiglie angosciate dai loro problemi e una società che fa trasparire che la cultura serve proprio a poco.. E allora vai “tu” a insegnare matematica in una scuola che fa fatica a stare al passo coi tempi; una scuola statale alla quale lo Stato stesso dice chiaramente di credere poco e dove i ragazzi hanno altro per la testa! Anche tra colleghi  si respira un’altra aria. C’è amarezza e mortificazione e a malapena si sanno i nostri cognomi.  Se potessi cambierei lavoro.. ma un matematico che può fare se non insegnare matematica? Che lavoro potrei andare a fare conoscendo solo cose astruse?! .. Integrali.. derivate.. campi e vettori.. che ne faccio? Non li posso smerciare nemmeno come cultura personale sul blog!
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18 comments

  1. Non ho mai commentato
    da te,
    pur conoscendoti per i tanti link in comune.

    Stamattina
    hai ascoltato
    nel mio volo

    ed io sono qui
    con Te

    vento nel vento.

    Buona settimana
    Arcobaleno

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  2. Alid, anche in ufficio è la stessa cosa. Non so.. una volta ci riunivamo, facevamo risate e scorpacciate, e se qualcuno aveva bisogno o stava attraversando momenti difficili, si cercava di stargli accanto come si poteva. Adesso qui… è una tristezza unica… buongiorno/buonasera e se cerchi di “familiarizzare” ti pigliano per poco normale o per una che non si va i cavolini suoi. Mah… c’è stato un periodo che pensavo di mollare tutto e darmi all’ippica (no, scherzo 🙂 pensavo di darmi all’arte, solo che poi.. con che se magna?!?)
    Vabbè… la vita continua e le soddisfazioni me le prendo altrove. Baci. Ars

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  3. uhm…
    un abbraccio? Un bacio doppio? 🙂

    Va meglio, ora?
    Io credo che tu faccia benissimo quello che fai. Certi momenti sembra che tutto sia negativo e allora pensi di non riuscire, ma io sono certa che tu sei bravissima e che i tuoi allievi ti adorano. Le altre cose non contano.
    Buona giornata, cara. Smack! 🙂

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  4. Dolittle.. non è che ho difficoltà a svolgere il mio lavoro ed è anche vero che i ragazzi mi vogliono bene.. ma questo non mi gratifica più abbastanza.. Forse dopo più di venti anni che svolgo il mio lavoro sento che mi manca l’entusiasmo. Servirebbe il ricambio.. le nuove leve metterebbero le loro energie a profitto e credo sarebbe meglio.

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  5. ti capisco perché condivido i tuoi pensieri: ma se tornassi indietro non cambierei il lavoro: mi piace troppo, nonostante che ci siano tutte le cose che tu accenni… Buona giornata et ad majora

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  6. Guardiano, io non ho detto che se tornassi indietro cambierei lavoro, cambierei STUDIO. Forse avrei fatto l’ISEF.
    Ho detto invece che ADESSO cambierei lavoro, andrei volentieri a lavorare da un’altra parte..e forse ha ragione Vera, l’informatica non mi dispiacerebbe.

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  7. :-)…informati per l’informatica…come docente per docenti…magari collegata al Provveditore…o all’Università…( piccola ricerca su internet…:-)))
    un sorriso
    veradafne

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  8. Ali, eccomi di ritorno dopo la parentesi pasquale. Hai ragione viviamo tempi inquieti e, credimi, non è solo nel tuo ambiente di lavoro che si respira quest’aria. L’incertezza, la paura del futuro, la precarietà, la disillusione anche della politica, ci fa essere diffidenti, ci ‘incattivisce’ un po’. Per i giovani, con i quali hai a che fare come insegnante, c’è l’aggravante di un periodo particolarissimo della loro vita, dove tempeste ornmonali e crisi di identità fanno il resto. Credo sia importante continuare a svolgere il proprio lavoro con passione e coscienza, come, sono convinto, tu fai. E’ importare gettare buoni semi nella speranza che un frammento di terreno pronto ad accoglierli possa far fiorire cose buone. Un bacione. Alain

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  9. E una laurea in filosofia allora?Eppure rifarei la stessa cosa.Mi sono divertita troppo,nel senso di provare piacere,godimento da quello che ho fatto.Come credo anche tu.Qui a Firenze ho sempre trovato freddezza negli ambienti scolastici.L’unica mia fonte di gratificazione e ispirazione erano gli studenti.Ma i colleghi,i consigli,i presidi,non li rimpiango.Quanta grettezza ho trovato nei tempi della cultura.
    Sono successe tante cose nel tuo blog mentre io dormicchiavo qua e là.Chiedo venia e anche un pò di tempo per mettermi in pari.Un bacione cara Alì.E una stropicciatina di naso.

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  10. Il problema Alidada è che è così ovunque… chi ha assaporato “gli altri tempi” si rende conto che non è più così in linea generale…. se tu allora avessi cambiato studio, ora ti ritroveresti con le stesse frustrazioni, invece che nel campo della matematica, nel campo del tennis!! ;)) Anche io ne patisco nel mio lavoro. Gli uffici, la gente, i clienti, non è più così, come una volta. Soldi, conti, tasse, nessuno ti chiede nemmeno più come stai… spesso mettono giù il telefono a fine chiamata senza nemmeno salutare…. non è cattiveria. E’ una diversa percezione della realtà…. pensa a quelli che sono giuvani e conoscono solo “questa” come realtà… in fondo, non farei a cambio! Un bacione Luna

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  11. Ali, la penso come la carissima amica Luna: è il mondo che in questi ultimi venti anni è cambiato giorno per giorno un po’. anni fa mi chiedevo: ma cosa mi è successo? prima avevo amici che passavano da me a tutte le ore e si faceva casino assieme, suonavano il campanello e salivano e se c’era da mangiare si mangiava tutti insieme se no, niente di male! ora, certo capita anche a voi, non vado da nessuno senza preannunciarmi con discreto anticipo.. e gli altri fanno lo stesso con me, è ovvio. e le famiglie? prima mi sentivo io una bestia rara, divorziata e sola con un figlio. ora, e mi duole davvero dirlo, la normalità è questa, primo babbo seconda mamma secondo babbo .. i fratelli non fratelli.. un caos! e sul lavoro: il tempo che non basta mai, riunioni su riunioni e sempre a correre, telefonare, mandare e mail.. e siamo sempre in ritardo affannati.. uffa!!! mi piace questo spazio blog, unpo’ più tranquillo, dove la sera passo a far visita alle amiche e agli amici, senza impegni ma con affetto.

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  12. sono andata oltre a questo post per non angosciare nessuno.. ma scopro una volta di più che i vostri commenti sono centrati.. Ars.. Anairda.. Vera.. Alain.. Luna.. Fior ..ecc.. siamo tutti in linea PURTROPPO 😦

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  13. Buona serata Alidada, sono appena arrivato e poni un quesito non da poco. ho scritto e cancellato quello che ho risposto , perchè sicuramente accenderei un polemica.Dico solo che la troppa tolleranza non fa ne buoni figli, ne buoni studenti ne buoni cittadini e mentre lo dico mi rendo conto che non dico una cosa giusta, e nemmeno una cosa che possa risolvere il problema, però potrebbe essere una base sulla quale lavorare per un futuro migliore…..chissà……magari è una grossa stupidata….. e ho ancora il cervello in vacanza…..però quell’impiccato a fine pagina del compito non mi piace punto.
    Comunque ora ti lascio la buonanotte.
    Gino

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  14. Spassosa l’immagine e interessante il post. Considerazioni amare e in parte veritiere. Dico “in parte” perche’ da non adetta ai lavori, osservando dall’esterno i cambiamenti della scuola negli ultimi anni, credo che ci sino molti elementi positivi, come la miriade di proposte e stimoli offerti agli studenti e veramente impensabili ai tempi in cui studiavo io. Immagino che a questo arricchimento dell’offerta didattica dovrebbe ovviammente corrisponderne uno sul piano delle relazioni umane e del clima lavorativo… a sentire i prof. non e’ sempre cosi’, anzi forse a scuola oggi si fa di tutto e persino troppo ma sempre meno si impara a vivere e a con-vivere. Pero’ continua a credere in cio’ che fai (da umanista comvinta ti do ragione sul tardivo pentimento,ma pensa che se avessi fatto l’ISEF ti toccherebbe sudare un sacco, non poter mai dare un bel 3 e i colleghi nemmeno ricorderebbero il tuo nome!)

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